Fabrizio Barbacci: "Così ho riportato Ligabue al suono degli anni d'oro"

A quindici anni di distanza da "Nome e cognome", Ligabue ha richiamato in cabina di produzione il suo storico produttore, che in questa intervista racconta il loro sodalizio.
Fabrizio Barbacci: "Così ho riportato Ligabue al suono degli anni d'oro"
Credits: Jarno Iotti

Un viaggio indietro nel tempo di almeno una quindicina di anni: "Così ho riportato Ligabue al suono degli anni d'oro", racconta Fabrizio Barbacci. A 60 anni - la metà dei quali trascorsa sui palchi e in studio di registrazione - il rocker di Correggio si guarda indietro e con "7", il nuovo album, appena arrivato nei negozi (insieme alla raccolta "77+7"), ha tirato fuori brani rimasti troppo a lungo nel cassetto. Tornando a collaborare con il suo storico produttore.

La ricorrenza

I due iniziarono a lavorare insieme nel 1994, quando i Negrita - dei quali Barbacci, all'epoca 31enne, era produttore - suonarono in "L'han detto anche gli Stones", uno dei brani dell'album "A che ora è la fine del mondo?" del cantautore. Il sodalizio si rinnovò l'anno successivo per "Buon compleanno Elvis", contenente quella "Certe notti" che consacrò la carriera di Luciano Ligabue da Correggio, partito dalla provincia reggiana alla conquista dei grandi palchi. Poi uno dietro l'altro arrivarono "Su e giù da un palco", "Fuori come va?", "Giro d'Italia" e "Nome e cognome": quello del 2005 fu l'ultimo disco di inediti che Ligabue incise avvalendosi della collaborazione con Barbacci.

Ed è proprio dalle session di quell'album - c'erano, lì dentro, singoli come ".Il giorno dei giorni", "L'amore conta", "Le donne lo sanno", "Happy Hour", "Cosa vuoi che sia" - che i due sono andati a pescare buona parte di inediti, cercando di recuperare di quel disco anche le sonorità e le atmosfere: "Una ricorrenza così importante come il trentennale di carriera non poteva passare inosservata: andata celebrata. Ci sono stati alcuni confronti tra Luciano e i membri del suo staff per capire quali potessero essere le operazioni più sensate per celebrare in maniera degna e al tempo stesso gratificante per il pubblico questi trent'anni di carriera. Da un lato l'idea di un nuovo concerto al Campovolo, stavolta sul palco della RCF Arena (il live originariamente in programma il 12 settembre scorso è stato rinviato, a causa della pandemia, al 19 giugno 2021, ndr), dall'altro un nuovo progetto discografico", racconta il produttore. "Una semplice raccolta sarebbe stata troppo banale. Ma bisognava comunque dare lustro al suo repertorio. Avendo da poco chiuso la promozione di 'Start' Luciano non aveva ancora cominciato a scrivere nuovi brani: tirare fuori dagli archivi pezzi scritti e registrati in passato ma mai pubblicati, rispolverandoli con un'operazione di make up e di rimasterizzazione, era la cosa più naturale".

La pausa

I rapporti tra Ligabue e Barbacci, che negli anni ha collaborato - oltre che con i Negrita, sua "creatura" - anche con Gianna Nannini (per "Cuore" del '98), Gleba (per l'eponimo album del 2006), Edoardo Bennato ("Le vie del rock sono infinite", 2010), Emma Marrone ("A me piace così", 2010), La Fame di Camilla (il gruppo di Ermal Meta prima che il cantautore si mettesse in proprio) e Il Cile ("Siamo morti a vent'anni", 2012), terminarono ufficialmente nel 2008, con la pubblicazione delle due raccolte "Primo tempo" e "Secondo tempo", contenente quest'ultima anche il singolo "Il mio pensiero". "È fisiologico che dopo quindici anni di collaborazione gomito a gomito ci possa essere un momento in cui si ritiene opportuno provare a cercare stimoli diversi, soprattutto per non rischiare di ripetersi Tre album di inediti sono tanti.

Quelli furono anni intensissimi. Il successo di 'Buon compleanno Elvis' rischiò di travolgerci: finimmo in un vero e proprio vortice. Cercavamo di metabolizzare, ma era impossibile", dice Barbacci.

Le celebrazioni

Il primo album di inediti di Ligabue inciso dopo la fine della collaborazione con Barbacci fu "Arrivederci, mostro!" del 2010, arrivato a ben cinque anni di distanza dal precedente "Nome e cognome": la produzione venne affidata a Corrado Rustici, già al fianco di Zucchero, De Gregori, Elisa e i Negramaro. Il suono dei successivi "Mondovisione" e "Made in Italy", usciti rispettivamente nel 2013 e nel 2016, fu curato invece da Luciano Luisi, tastierista della band del rocker reggiano, prima che Ligabue decidesse di affidarsi, per "Start", a Federico Nardelli, 30enne produttore romano già al fianco di alcuni cantautori di nuova generazione come Gazzelle e Fulminacci.

".I rapporti tra me e Luciano si sono riallacciati nel 2015, in occasione del concerto a Campovolo per i vent'anni di 'Buon compleanno Elvis': affidò a me la parte del concerto legata a quell'album. Perché ha richiamato me per questo disco? Credo che l'idea di Luciano fosse quella di fare riferimento in maniera molto spontanea allo staff di persone che avevano realizzato i provini che intendeva tirare fuori dal cassetto", prosegue Barbacci.

Le canzoni di "7", tirate fuori dal cassetto

Le canzoni di "7", come anticipato, risalgono quasi tutte ai mesi in cui prese forma "Nome e cognome". A partire dal singolo "La ragazza dei tuoi sogni": "Nella seconda metà del 2004 cominciammo ad ascoltare la grande quantità di demo che Luciano aveva prodotto per il nuovo album, selezionando quelli più interessanti. Quella canzone superò diverse fasi, arrivò fino al mix. Restò fuori dal disco semplicemente perché c'erano brani simili nelle atmosfere, ma più forti, come 'Le donne lo sanno'". Dalle session dell'album del 2005 arrivano anche "Mi ci pulisco il cuore" ("Ma fu scartata quasi subito"), "Si dice che" ("Il primo embrione risale però alle lavorazioni di 'Fuori come va?' del 2002, solo che la versione originale aveva un altro ritornello) e "

Essere umano" ("Della versione originale abbiamo tenuto le linee melodiche e buona parte del testo. C'era un provino che ci piaceva, ma a differenza di altri brani non disponevamo più del multitraccia, quindi è stato obbligatorio ricostruirlo partendo quasi da zero in studio"). Appartiene a quel periodo anche il duetto con Elisa su "Volente o nolente" (la cantautrice friulana preferì incidere "Gli ostacoli del cuore"): "La traccia vocale di Elisa è quella originale. L'arrangiamento della versione finita nel disco lo abbiamo costruito partendo proprio da lì. Registrammo questo provino, fatto con la chitarra acustica e il pianoforte, col mutlitraccia e su una traccia separata da quella di Elisa c'era anche la voce di Luciano, che però ha preferito reincidere la sua parte perché non era soddisfatto né dell'interpretazione né del testo". La storia di "Un minuto fa" è curiosa: "Dal punto di vista strettamente melodico Luciano scrisse il brano durante le sessions di 'Buon compleanno Elvis', intitolandolo 'Kay è stata qui': alla fine preferì includere nel disco 'Quella che non sei'. Tirammo fuori il provino durante le lavorazioni di 'Miss Mondo', ma stavolta Luciano decise di tenere solo il testo". Nell'album del '99 è infatti contenuta una canzone intitolata proprio così, "Kay è stata qui": "Il testo era quello scritto quattro anni prima, ma la linea melodica era completamente diversa. Però la melodia originale continuava a piacerci moltissimo. È rimasta chiusa in un cassetto tutti questi anni". Infine, "Oggi ho perso le chiavi di casa": "Risale al '97 o al '98, al periodo dopo 'Radiofreccia'. Luciano aveva appena realizzato il suo nuovo studio di registrazione a Correggio. Ci ritrovammo in sala con i musicisti della Banda per testare lo studio: registrammo qualcosa che Luciano aveva in mano in quel momento, tra cui 'Oggi ho perso le chiavi di casa'".



Barbacci è entusiasta del lavoro fatto con Ligabue per i brani di "7": " Nella voce sento il graffio e la ruvidezza di quei tempi. Anche nell'approccio c'è qualcosa che mi riporta a quegli anni: è meno ragionato e più sanguigno ". La collaborazione si rinnoverà anche per il prossimo album di inediti del rocker? "Non lo escludo. Di sicuro continueremo a lavorare nell'immediato, perché non appena ci sarà dato l'ok riprenderemo a preparare il concerto a Campovolo", risponde Barbacci.
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