Vinicio Capossela e il Natale 2020: “La baldoria è interdetta, non la musica"

Il cantautore racconta per Rockol il suo rapporto con la musica delle feste, da Shane MacGowan ai suoi leggendari concerti al Fuori Orario. A quel disco che forse inciderà proprio quest'anno.
Vinicio Capossela e il Natale 2020: “La baldoria è interdetta, non la musica"
Credits: Simone Cecchetti.

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato una piccola inchiesta sul perché in Italia si fa poca musica di Natale. Una grossa differenza con l'estero, dove ogni anno escono decine di canzoni e album di grandi artisti dedicate alle feste. Abbiamo sentito discografiche e artisti: tra cui Vinicio Capossela, forse l'unico grande artista italiano che si dedica alla musica natalizia con passione e costanza; da 20 anni tiene concerti per Natale al Fuori Orario a Taneto di Gattatico  - cosa che ovviamente non sarà possibile per il 2020. Vinicio ha scritto in esclusiva per Rockol questa bella riflessione sul suo rapporto con la musica e le feste, che pubblichiamo per intero.

Forse è per il fatto di essere nato nel mezzo di dicembre ma ho sempre subito il fascino delle lucine, e della musica per le feste. Il mio cantante preferito per le festività è Louis Prima, che non ha mai inciso un pezzo di Natale, ma a ascoltarlo mi sento come in una di quelle feste di cui scrive Kerouac in “On the road”, notti all’impazzata a passare da una festa all’altra scorticati dal be bop. 

E poi Shane MacGowan, che non per caso è nato il 25 dicembre. Ed è l’immenso povero cristo del rock'n'roll. Barcollante, inzuppato, fradicio, così come devono essere i concerti per le feste. E poi i veglioni dei ricordi dell’infanzia, e una sperticata passione per i fantasmi, che le famose 12 notti dal 25 dicembre alla befana sono la strettoia per gli spettri dei morti, dei vivi e dei sogni. Il Natale è un po' come il gioco del pallone. C’è una parte di noi che ci riporta nell’infanzia del mondo. 

Non sono mai andato a sciare, ma ho adorato la neve finta, il caldo asfissiante dei covi della musica in inverno, gli angoli di bancone delle sale di concerto in cui ce la si gioca in un metro quadrato, mentre la vita ti aggredisce a partire dai piedi e le chiacchiere non bastano, e nemmeno la sbornia, e le anime vivaci trovano il modo di espandersi nell’osmosi dell’abbraccio.
Per tutte queste passioni da dicembre 1999 ho tenuto concerti per le feste soprattutto nei rock club, ma anche nelle chiese e nei teatri.

E soprattutto in un locale molto speciale, un locale costruito a ridosso della ferrovia e della via Emilia, con un vagone dentro e i treni fuori dal vetro. Si chiama Fuori Orario a Taneto di Gattatico (Re), vicino alla casa dei Fratelli Cervi.

Anno dopo anno abbiamo preso una abitudine che ha finito per diventare una tradizione, suonare nelle settimana di Natale, a volte il 25 a volte il 26. A volte entrambi. Il 28, giorno dei Santi Innocenti e delle feste dei folli, invece lo abbiamo spesso fatto al Vidia di Cesena. Un locale nel cui bagno c’è la dedica a Jeff Buckley che ci suonò nel '95.

Sono concerti in cui si riunisce la band storica, con ospiti. Il più speciale è il mago punk Cristopher Wonder che arriva apposta da Los Angeles, e assieme alla magia porta anche le sue spericolate e mitologiche versioni di “Fairy tale of New York” dei Pogues, interpretata con la sua compagna di palco e di vita. E poi  la human pignata: il lancio sul pubblico legato in una camicia di forza, con liberazione e esplosione di coriandoli fiori e petardi sulle note de "L’uomo vivo". 

Sono concerti ad alta espansione emotiva, che rendono molto difficoltoso il bis, ma il dio della festa ce lo ha spesso concesso.
Il repertorio comprende diversi standard natalizi in chiave swing, versioni cromate dei primi dischi, e fantasmi della cultura popolare: licantropi, male bestie, corse degli asini e stregonerie.
Un ampio repertorio che avrei già dovuto pubblicare nei primi anni 2000 col titolo di “Schutzen festen”. Quel genere di feste da fiera che impressionarono mio padre al suo arrivo in Germania. 
Quattro sono le caratteristiche di questo tipo di ritrovo: si tira al bersaglio, si elegge un campione, si beve moltissimo e la musica non è un granché.


Prima o poi lo registrerò. Magari quest’anno, visto che la baldoria è interdetta. Ai domiciliari anche lei. Ma musica e i fantasmi ci abitano lo stesso, e dicembre è il loro mese.

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Dal 18 al 26 dicembre vi faremo ascoltare tutti i dischi di Natale realizzati dai Beatles per gli iscritti al loro Fan Club.

Qui le proposte di Rockol per i regali di Natale (musica, libri e tecnologia)

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