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Natale nel deserto con i Calexico: il video in esclusiva

Joey Burns racconta "Seasonal shift" e suona per Rockol "Hear the bells". "Questo album è il nostro caffè sospeso per i fan"
Natale nel deserto con i Calexico: il video in esclusiva

“Ciao, come stai?” dice Joey Burns in italiano, quando entra su Zoom. La prima cosa che mi mostra è un disco di De André, che sta studiando: poi sposta la camera del computer per farmi vedere gli scatoloni alle spalle: “Durante la pandemia ho fatto un disco e un trasloco”, racconta sorridendo.
Il disco è “Seasonal shift”, un album di Natale che non è un album di Natale, fin dalla copertina: una roulotte nel deserto.

E sempre di deserto in deserto si è mosso: dopo 27 anni a Tucson - la città di frontiera che ha ispirato buona parte della musica del gruppo che guida assieme a John Convertino - si è spostato a Boise, in Idaho. “Anche questo è deserto: anzi, ‘high desert’, diverso dal Sonora dell’Arizona: qua ha già nevicato, e d’estate fa un gran caldo. John ormai vive a El Paso da diversi anni, mia moglie è di qua. Abbiamo lavorato questo disco in maniera strana, con Sergio Mendoza, il nostro tastierista e Chris Sholz il nostro ingegnere, che hanno guidato fin qua e abbiamo inciso con le mascherine”, racconta. “Siamo entrati nello spirito. Come abbiamo fatto? Abbiamo messo il condizionatore a palla…” .

Il disco però parte proprio da Tucson, la città dove Burns - cresciuto in California - si è trasferito nei primi anni ’90: “Hear the bells” racconta l’atmosfera che si crea fin da novembre in città. Joey imbraccia la chitarra e la suona in esclusiva per Rockol.

La canzone che ha dato il via a tutto è uno dei grandi classici della musica natalizia: “Happy Xmas (War is over)” di John Lennon e Yoko Ono: "Volevamo incidere una canzone per la fine dell’anno, per le festività, per rimettere assieme la band e i fan per questo strano anno poi le canzoni sono diventate prima 5 e poi 10, in maniera organica".
Gli chiedo se non pensa che quella canzone sia un po’ abusata: “È una canzone che parla di come risolvere conflitti nella vita quotidiana. Sì, è sovraesposta, come come certe canzoni natalizie. Ma per me era una pietra miliare che ascolto fin da ragazzino, quando sono cresciuto a Los Angeles. È un messaggio così bello che non mi ha mai stancato”.

La canzone ha subito il trattamento “alla Calexico”, con fiati e cori.

 Un suono messicano per un natale multiculturale, insomma, non limitato alle feste cattoliche. “Non volevamo fare un disco natalizio classico, ma qualcosa di vario, dalla mentalità più aperta. Volevamo un natale inclusivo, per tutte le culture”, mi spiega. C’è un classico del pop-rock natalizio, “Christmas all over again” di Tom Petty (“In realtà non la conoscevo, ce l’ha suggerita Sergio Mendoza”), brani festivi della tradizione latinoamericano come “Mi burrito sabanero” con la cantante guatemalteca Gaby Moreno. C’è la favola “Nature’s domain”, ispirata da un libro della figlia: “È stato il mondo per unire un mondo antico, da favola, con quello attuale per ricordarci che non siamo soli. E questo ha che fare con il tema dell’universalità della canzone di Lennon”. .

E ci sono diversi deserti che si incontrano in “Heart of downtown”, con il tuareg nigeriano Bombino - che ha cantato la sua parte in francese.

La maggior parte delle canzoni è originale, e il tutto si chide con il divertissement “Sonoran snowball”: “Non volevamo avere un suono stucchevole ma quella canzone è volutamente così. Anche se le mie figlie e mia moglie mi hanno pregato di non metterla.”. E soprattutto con una cartolina finale con i vari musicisti e tecnici che fanno gli auguri da ogni parte del mondo: “In questo periodo sospeso ci siamo sentiti in continuazione con la nostra famiglia globale: i nostri musicisti, la nostra crew europea. Questo disco è stato un modo per riunire tutti e volevo che ci fossero le loro voci. Come dite voi in Italia? Una sorta di caffè sospeso, un gesto per i nostri fan e la nostra comunità. Non sappiamo quando saremo in grado di riunirci di persona, ma queste canzoni sono dei regali. Certo, quello che facciamo ha un lato business, ma è soprattutto una forma di espressione, serve a creare delle relazioni con altre persone. È un modo di dire che ci mancano, in attesa di poter fare un disco assieme e tornare a suonare dal vivo, speriamo alla fine del 2021”. .
 

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