Presidenziali U.S.A., oggi si vota. Musica: chi sta con Biden e chi con Trump

Il bipolarismo puro agevola gli schieramenti netti. Ma country, pop, rock e hip hop si intrecciano nel sostegno ai due candidati, così come le generazioni e le etnie degli artisti schierati.
Presidenziali U.S.A., oggi si vota. Musica: chi sta con Biden e chi con Trump

A partire dalle raccolte di fondi, le celebrità negli Stati Uniti sono abituate a scomodarsi, esporsi e tassarsi per sostenere i candidati alle elezioni politiche. Quando è il momento delle presidenziali, poi, la posta si alza, il dibattito si arroventa, l’esposizione si moltiplica e… le sorprese non mancano. Nella comunità degli artisti musicali ecco come si sono formati due schieramenti contrapposti.

La lista dei sostenitori più significativi di Joe Biden, candidato democratico alle elezioni presidenziali U.S.A. 2020, spazia tra generi e generazioni e si apre con i Nine Inch Nails: è, il loro, praticamente attivismo allo stato puro. Ed ecco la chiamata alle armi:

Warning: two political posts to follow.
We are gravely concerned about the future of our country (and the world) and therefore will be voting for and supporting Joe Biden and Democrats down the ticket.

— nine inch nails (@nineinchnails) October 28, 2020

Alla band di Trent Raznor si affiancano i Fall Out Boy, che sui social media hanno proclamato: “E’ la più importante elezione della nostra vita, e restare defilati non è un’opzione”. E, così, la band si è schierata con l’ex vice-presidente di Barack Obama.

Quanto alle presenze femminili, la più esplicita e determinata è apparsa Halsey. Sexy come quella volta al Saturday Night Live? No, semmai in questo frangente la troviamo in modalità socially-conscious. L’endorsement della cantautrice statunitense, paladina della causa LGBT, è passato anche da una chiacchierata con Bernie Sanders, sconfitto da Biden alle presidenziali.

BERNIE AND HALSEY DISCUSS AMERICA. I sat down with @sensanders to bring you the first of many more episodes like this one. Register to vote at https://t.co/kfJH9NT9RA pic.twitter.com/g0ot1jgYRu

— h (@halsey) October 4, 2020

La presenza di Taylor Swift che con Trump se le è suonate di santa ragione, è persino ovvia tra i sostenitori di Biden. La sponsorizzazione più illustre del mondo del pop è la sua. Ha promesso che guarderà la TV e farà il tifo urlando per Kamala Harris, candidata vice-presidente nel ticket con Biden, durante lo spoglio in diretta.

Non particolarmente diversa la posizione di Billie Eilish che, secondo Donald Trump, “sta distruggendo l’America”. Dunque con chi avrebbe mai potuto schierarsi? E cosa avrebbe potuto rispondere….?

E, a proposito, ammettiamolo: la carica divisiva di The Donald non conosce confini. Ed è sbarcata anche nel Regno Unito, spingendo due personaggi artisticamente distanti entrambi nella stessa direzione, quella di Joe Biden. Harry Style fa sapere che, se potesse votare in America, Joe Biden sarebbe la sua opzione. E nemmeno Yungblud, alt-rocker britannico, può fare a meno di dire comunque la sua sulle elezioni d’oltre Oceano. E ha intenzione di farlo fino alla notte delle elezioni usando un hashtag in ogni suo tweet: #fucktrump.

La lista si completa con un un assaggio di crema del rock spalmata sulla torta di Joe Biden. Si comincia dai Foo Fighters che, al motto di: “La musica ha il potere di cambiare le cose. E anche il voto”, si sono spesi in maniera esplicita aggregando artisti e fans intorno al concerto dello scorso 25 ottobre “I will vote”, in appoggio al “Biden Victory Fund”. Si prosegue con un’icona del punk a stelle e strisce, Billie Joe Armstrong dei Green Day che, coinvolgendo il cast del ‘suo’ musical “American Idiot”, ha vergato e lanciato il manifesto “Write letters to voters”. E si conclude con Bruce Springsteen, che ha confezionato per il candidato democratico uno spot ufficiale con la sua “My hometown” – serve altro?

Se quello sopra è il "muro blu", passando al colore rosso – quello dei repubblicani – l’elenco dei sostenitori della rielezione di Donald Trump difficilmente potrebbe cominciare con un personaggio diverso da Kid Rock: da anni il rocker-rapper del Michigan si spende per il Presidente americano, che non gli ha fatto mancare né un invito alla Casa Bianca né una partita di golf insieme. E se la sua posizione conservatrice-reazionaria è nota e assimilabile a quella di Gene Simmons dei Kiss, desta qualche sorpresa in più il supporto che al candidato repubblicano giunge da artisti neri, considerando la sua nota difficoltà di dialogo con l’intera etnia, ulteriormente esacerbata dai recenti disordini razziali e dalla causa Black Lives Matter. Il gruppetto in questione è condotto da Kanye West, tecnicamente un ex-sostenitore e oggi un potenziale concorrente: ha delirato non poco in mesi recenti e il successo della sua candidatura è dato come piuttosto... improbabile dai sondaggisti. Chi ha invece molto recentemente teso la mano al presidente è stato Lil Wayne che, da Atlanta, ne ha lodato l’operato e le capacità non più tardi dello scorso 29 ottobre, dicendosi fiducioso che possa apportare benefici alla sua comunità. Dal canto suo 50 Cent - che ha rimproverato il collega per essersi fatto immortalare con "Potus" - ci crede zero, ma non per questo voterà Biden, anzi: sosterrà il suo avversario per pure ragioni fiscali. E così farà pure Lil Pump, rapper di “Gucci Gang”, schierato dalla parte del presidente in carica come ha chiarito in un post su Instagram che il 25 ottobre ha raggiunto i suoi 17 milioni di followers.

L’elenco di musicisti a favore di Donald Trump – più breve del precedente - si conclude con John Lydon, un britannico che, avendo la cittadinanza U.S.A., voterà rosso, avendo sostenuto che reputa Joe Biden un incapace. E se potremmo andare avanti stilando l’elenco degli artisti che hanno diffidato l’inquilino della Casa Bianca dall’utilizzo di loro brani (potete farlo voi curiosando in questo elenco di notizie), scegliamo invece di terminare con la più spiritosa presa di posizione in materia, quella di Eric Burdon, che ha invece approvato l’utilizzo della sua “The house of the rising sun” durante un comizio di Trump. Approva, quindi? Ma no, più che altro ha trovato straordinariamente appropriato - considerando l'occasione e il protagonista - il ricorso a un pezzo ambientato in un bordello...

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