Ecco cosa hanno fatto i Maneskin a Londra

Il ritorno della band romana lanciata da "X Factor" tre anni fa, con il nuovo singolo "Vent'anni": "L'album? Ci saranno sorprese".
Ecco cosa hanno fatto i Maneskin a Londra
Credits: Francis Delacroix

Un giro di chitarra crudo ed essenziale. Un testo in cui raccontano le ansie e le frustrazioni dei ragazzi della loro generazione, cresciuti a pane e social in un mondo selvaggio ("Io c'ho vent'anni perciò non ti stupire se da niente faccio drammi, ho paura di lasciare al mondo soltanto denaro, che il mio nome scompaia tra quelli di tutti gli altri"). Un ritornello che non gioca sull'effetto sorpresa, ma va in profondità. E l'energia e la rabbia che caratterizzavano le loro esibizioni sul palco di "X Factor" (come quella volta che il cantante della band, Damiano David, propose una lap dance al limite del trasgressivo, seminudo e in tacchi a spillo) e i loro primissimi singoli, "Chosen" e "Morirò da re", che fine hanno fatto? Per il loro ritorno sulle scene a distanza di due anni dall'album d'esordio "Il ballo della vita" i Maneskin hanno deciso di puntare tutto su "Vent'anni", una ballata che ricorda più il rock melodico di "Torna a casa" che quello più aggressivo e spigoloso che ha permesso alla band romana di catturare l'attenzione del pubblico ai tempi della partecipazione al talent.

Il brano è nato la scorsa primavera durante il lockdown, dopo il rientro in Italia del quartetto composto da Damiano David (voce), Victoria De Angelis (basso), Thomas Raggi (chitarra) e Ethan Torchio (batteria) - età media vent'anni: il più grande, Damiano, ne ha 21; il più piccolo, Thomas, ne ha 19 - che lo scorso autunno avevano fatto le valigie e si erano trasferiti a Londra, in cerca di nuove esperienze e linfa creativa. "Non abbiamo lavorato direttamente con i musicisti e i produttori londinesi, ma abbiamo avuto l'opportunità di confrontarci con tantissime realtà locali. Uscivamo la sera e ci infilavamo nei locali, ascoltavamo una media di tre band a sera: lì c'è una cultura diversa per quanto riguarda l'importanza riconosciuta alla musica, rispetto all'Italia", raccontano loro dopo la performance che li ha visti suonare per i giornalisti il singolo - scritto dai quattro giovani musicisti e prodotto da Fabrizio Ferraguzzo - in anteprima sul Palatino a Roma (il video sarà trasmesso online il prossimo 2 novembre sul canale YouTube del Parco archeologico del Colosseo).

Look Anni '70, i Maneskin spiegano di aver scelto, stavolta, di mettere da parte gli effetti speciali, puntando su un suono più caldo e curato rispetto al passato: "Abbiamo curato i dettagli, cercando uno spessore diverso rispetto al disco d'esordio". Niente effetti speciali, ma per la campagna di lancio del singolo si sono fatti immortalare nudi dal fotografo Oliviero Toscani. Le foto sono state mostrate alla Stazione Centrale di Milano e poi postate su Instagram, dove sono state censurate perché in una delle immagini si intravedeva il seno della bassista Victoria: "Soltanto per un capezzolo? Non siete pronti per il resto", il commento ironico dei componenti del gruppo.

Tra i loro riferimenti musicali citano i Led Zeppelin e i Fleetwood Mac, i Nirvana e i Radiohead ("In utero" è l'album preferito della bassista, "OK Computer" quello del frontman) e le sonorità di "Vent'anni" li avvicinano più ai gusti dei genitori e degli zii che a quelli dei ragazzini fissati con la trap e l'indie pop. Per l'album bisognerà aspettare il 2021: "Al momento siamo concentrati su questo singolo. Non possiamo dare anticipazioni sulle nostre prossime mosse: ci saranno sorprese". 

Dall'archivio di Rockol - "Il ballo della vita" della band romana
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