Il "modern alt. folk" di An Early Bird

Secondo album per il cantautore napoletano che suona come un inglese
Il "modern alt. folk" di An Early Bird

Sulle definizioni dei generi musicali si potrebbe aprire un dibattito che non finisce più. Mi torna spesso in mente quando la stampa inglese parlò di "New acoustic movement" per definire band come i Turin Brakes o i Kings of Convenience, che alla fine facevano cantautorato acustico classico. Ma c'era bisogno di trovare un nuovo nome per un genere musicale classico.

An Early Bird definisce la sua musica "modern alt.folk", ed è una di quelle etichette dietro la quale si nasconde una musica semplice, diretta, intima. Qua mi torna in mente l'alt.country, la nuova ventata di fine anni '90 di band e cantautori americani che, pur radicati nella musica più rurale della tradizione americana, hanno portato un nuovo atteggiamento, alt(ernativo).  An Early Bird fa riferimento più al cantautorato inglese (il new acoustic movement, appunto) che al suono americano e ha appena pubblicato il secondo album "Echoes of unspoken words".

An Early Bird non è un nome nuovo per i lettori di Rockol: vi avevamo parlato della band precedente di Stefano de Stefano, i Pipers, e del primo album del suo progetto solista "Of ghosts and marvels". Questo album continua sulla strada di una scrittura minimale e delicata, basata principalmente sulle chitarre (ma nell'album arricchita da un po' di elettronica e synth). 

Per Rockol ha inciso questa versione ancora più minimale di "One kiss broke the promise", accompagnato solo dal suo gatto: "Mi ero appena trasferito a Milano ed ero ospite di un caro amico che in casa aveva il pianoforte, il primo strumento che abbia mai imparato a suonare. Così è nata "One Kiss Broke The Promise", racconta.

“Il titolo del disco a ben vedere è un controsenso perchè le parole non dette non possono avere una eco. Ma proprio perché non sono state dette rappresentano una presenza ingombrante e invisibile allo stesso tempo, fluttuando tra le cose e le persone. È in questo cortocircuito che si inserisce il disco con le canzoni. Come una presenza nell’assenza che va portata in superficie.”

Per Rockol, An Early Bird aveva anche inciso questa versione di "Don't look back in anger", per rimanere in tema di musica inglese.

Dall'archivio di Rockol - An Early Bird, "Don't look back in anger" #NoFilter dal vivo per Rockol
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