Tutti i segreti del nuovo album degli AC/DC, svelati dal loro fonico

Mike Fraser, al fianco di Brian Johnson e soci da trent'anni, racconta in questa intervista il ritorno in studio delle leggende dell'hard rock.
Tutti i segreti del nuovo album degli AC/DC, svelati dal loro fonico

"Alla fine del tour di 'Rock or bust' pensai che avrebbero appeso il microfono al chiodo. Non immaginavo sarebbero ritornati in pista. Ma Angus ha il fuoco nelle vene e c'era da aspettarsi che ciò lo avrebbe spinto a rimettere insieme il gruppo. E lo ha fatto". Nel corso della sua carriera Mike Fraser ha messo le sue mani su dischi di giganti del rock come Aerosmith, Dio, Metallica, Mötley Crüe e Joe Satriani, tra gli altri. Da trent'anni è uno dei più fidati collaboratori degli AC/DC, che lo reclutarono come ingegnere del suono alla vigilia delle registrazioni di "The razors edge", l'album del 1990 contenente "Thunderstruck", "Moneytalks" e "Are you ready". E che da allora non lo hanno mai mollato. Da "Ballbreaker" a "Rock or bust", c'è il suo zampino dietro gli album in studio (e anche dei live) pubblicati dalle leggende australiane dell'hard rock nelle ultime tre decadi. Per i fan, Fraser è di fatto un membro aggiunto del gruppo. Ed è proprio parlando con loro, in un'intervista concessa per il portale AC/DCFans.net, che l'ingegnere del suono ha accettato di svelare molti dei segreti nascosti dietro il nuovo attesissimo album di Brian Johnson e soci, il primo in sei anni dopo "Rock or bust".

Fraser ripercorre nell'intervista le varie fasi che negli ultimi due anni - i componenti della band furono avvistati a Vancouver, nei pressi dei Warehouse Studios, le stesse sale dove hanno registrato i loro dischi più recenti, già nell'agosto del 2018 - hanno scandito le lavorazioni dell'ideale sequel di "Rock or bust", che hanno visto tornare a suonare insieme Brian Johnson, Cliff Williams, Phil Rudd, Angus e Stevie Young. Stando alle anticipazioni diffuse dagli stessi AC/DC sui social dovrebbe intitolarsi "PWR UP" (forma contratta di "Power up"):

"Mi chiamarono dicendomi di tenermi pronto, ma senza svelare dettagli. Il primo giorno camminavo per lo studio senza sapere cosa sarebbe successo e chi, del gruppo, sarebbe entrato in sala. Brian si era ritirato e così anche Cliff, mentre Phil aveva alcuni problemi nel suo pese. Quando arrivai, non c'era ancora nessuno della band. Ma i loro strumenti erano lì. Un ragazzo mi disse: 'Hey, sai cosa sta succedendo?'. E io gli risposi: 'Non ne ho idea. So solo che siamo qui e stiamo allestendo la strumentazione'. E lui aggiunse: 'Ecco, sta per arrivare tutta la band: Brian, Cliff, Phil e Stevie. E sono pronti a fare un altro disco'. Che sorpresa".

Diverse canzoni incise dalla band durante le sessions sono nate, racconta Fraser, da idee di Angus e Malcolm Young (che si ritirò nel 2014, salvo poi morire tre anni più tardi) rimaste incompiute, come anticipato già da Dee Snider, il cantante dei Twisted Sister, amico di Brian Johnson e per questo considerato una fonte molto vicina agli AC/DC:

"Angus aveva un sacco di idee e di riff e qualche canzone non terminata. Perché lui e Malcolm avevano scritto parecchie canzoni prima che Malcolm si ammalasse e se ne andasse. Così Angus aveva uno scrigno pieno di tesori del genere. Deve averci messo anni prima di riuscire a combinare tra loro le idee e quando arrivò in studio si mise seduto e aprì una valigetta con dentro un sacco di demo. Insieme a Brendan O'Brien, che ha prodotto il disco, hanno messo insieme le idee: 'Questa canzone suona molto bene. Mettiamo questo riff qui'. Aveva tre o quattro canzoni che erano quasi finite e dovevano solo essere sistemate. Ma il materiale era composto per lo più da riff e varie idee che Angus e Mal avevano registrato nel corso degli anni. Così hanno pensato di assemblare gli spunti tra loro, prima di registrare i brani. Lo hanno fatto lavorando dal vivo in studio. Hanno lavorato molto bene insieme, d'altronde è ciò che fanno da anni: è come se fossero un'unica entità".

Tra registrazioni e rifiniture, gli AC/DC e i loro tecnici hanno impiegato due mesi per completare il disco, che sarebbe dunque pronto già da un pezzo. Il sound, come è possibile intuire ascoltando la prima anticipazione ufficiale diffusa via social dal gruppo, è quello classico della band di "Back in black":

"Non abbiamo mai parlato di suoni particolari, perché loro hanno un suono iconico. Ogni volta che facciamo un disco cerchiamo di riproporlo, utilizzando sempre la stessa strumentazione. Non restano mai per ore in studio a cercare di rifinire il sound. Buona la prima, perché una volta che iniziano a suonare non riescono più a smettere. Come ingegnere, devo essere pronto a catturare ogni cosa".

Come lasciato intuire dallo stesso Snider, il nuovo album è pronto per essere pubblicato, ma la pandemia di Covid-19 avrebbe suggerito a Brian Johnson e compagni la via della cautela. Osserva infatti il fonico, confermando l'indiscrezione:

"Gli AC/DC non sono una di quelle band che pubblicano un disco e poi aspettano che i fan lo ascoltino in streaming, loro vogliono suonarlo quanto più possibile. Hanno sempre fatto così. Quindi ora la filosofia è questa: 'Aspettiamo. Vediamo come vanno le cose'. C'è anche il rischio che il disco, ora che è pronto, possa finire in rete a causa di un leak. Devi fare i conti anche con quello".

Il primo singolo estratto dall'album, "Shot in the dark", uscirà questa settimana, mercoledì 7 ottobre: ecco come gli AC/DC lo hanno annunciato.

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