Coronavirus: dopo le polemiche stop alle serate in discoteca

Diversi artisti, in queste settimane, sono stati protagonisti di eventi in sale da ballo. Il governo stabilisce la chiusura obbligatoria. Il Silb: "Le discoteche sono un capro espiatorio".
Coronavirus: dopo le polemiche stop alle serate in discoteca

I numeri dei contagi che salgono, le polemiche che non danno tregua. Nella riunione con i governatori convocata dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, è arrivata la richiesta esplicita di chiudere da domani discoteche e qualsiasi luogo dove si tengono serate danzanti, dalle sale da ballo ai lidi. Il governo fa così venire meno  la deroga al Dpcm che ha finora consentito ai presidenti di Regione di aprire le discoteche. Il confronto è stato molto spinoso. Alcuni governatori hanno tentato di resistere, chiedendo di procrastinare la chiusura almeno di una settimana, ma niente da fare: chiusura obbligatoria. Maurizio Pasca, presidente nazionale del Silb (sindacato locali da ballo), ha risposto duramente alla decisione del governo:

"La conferenza Stato regioni decreta la chiusura delle attività di intrattenimento. Prendiamo atto del provvedimento, basato su un aumento dei contagi. Non ci sentiamo responsabili.  Le nostre attività hanno lavorato al pari di altri settori della società: la gente vive a contatto e spesso si assembra in ogni dove da due mesi a questa parte.  In spiaggia, al bar, per strada, ovunque. Nonostante ciò tutte le attività restano aperte! La discoteca è un capro espiatorio. Capro espiatorio di piaghe sociali come l’alcol, la droga, la violenza, che secondo le statistiche trovano sfogo al di fuori di essa e non dentro. E ora, capro espiatorio di un virus che ci risulta di carica virale bassissima. Secondo il titolare del reparto di microbiologia di Treviso, addirittura difficile da trovare. Abbiamo sanificato, tracciato, imposto regole come tutti. E ora pare che l’avanzamento del virus sia imputabile a noi, ai giovani e alle vacanze! Ma una cosa faremo: osserveremo nei prossimi mesi se a discoteche chiuse il “contagio” si fermerà. Per ora, chiediamo al Governo aiuti fattivi per le nostre aziende, che sono chiuse da fine febbraio e hanno dipendenti, affitti, tasse da pagare come tutte le altre realtà imprenditoriali. Voi siete responsabili dei 100.000 lavoratori, dei 4 miliardi di fatturato persi, dei professionisti e delle famiglie rimaste senza reddito...". 

Non solo: a preoccupare è in generale tutta la movida, luoghi di ritrovo, piazze, locali. Per questo il governo intende imporre l'obbligo di mascherina all'aperto in qualsiasi luogo dove possono formarsi assembramenti, dalle 18 alle 6 del mattino. Proprio oggi Elettra Lamborghini è finita al centro delle discussioni degli utenti social per la serata "troppo affollata" in una discoteca di Gallipoli: molti commentatori portavano come esempio la decisione di Gigi D'Agostino. Il protagonista dell'italo-dance degli anni '90 era stato lodato nei giorni scorsi per la decisione di annullare il suo set di Ferragosto. "Mi spiace trovarmi qui a riscrivere le stesse cose che ho scritto a marzo. Purtroppo il problema “Covid” si sta di nuovo aggravando. Ho deciso che il mio live set di domani sera, 14 agosto 2020, non ci sarà. Per il bene del pubblico che, a mio avviso, affrontando il viaggio e partecipando al concerto si esporrebbe in entrambe le situazioni al rischio di contagio. Per il bene di tutti gli operatori addetti alla produzione dell’evento che entrando in strettissimo contatto con altre persone, prima, durante e dopo il concerto, si esporrebbero al rischio di contagio. Aspettando un giorno migliore...Un abbraccio virtuale musicale". Elettra Lamborghini, invece, che ha voluto comunque partecipare alla serata in discoteca, è stata attaccata e ha deciso di annullare tutte le date in programma. Negli scorsi giorni il noto dj Bob Sinclar, anche lui protagonista di un evento in discoteca, sulla questione, si era detto contrario al distanziamento fisico.

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