Quando i Timoria rischiarono di iniziare con l''altro' Renga

Il cantante designato della band di 'Viaggio senza vento' non era Francesco, ma il caso volle che...
Quando i Timoria rischiarono di iniziare con l''altro' Renga

La vita, anche dei gruppi, è fatta di coincidenze. Anzi, di una serie di coincidenze, e i Timoria lo sanno bene. La stessa nascita della band bresciana - hanno raccontato Omar Pedrini e Carlo Alberto "Illorca" Pellegrini a margine dello speciale per i venticinque anni di "Speedball 2020" - è figlia della pura casualità.

"Io e Illorca ci siamo conosciuti in quarta ginnasio, al liceo classico Arnaldo di corso Magenta, a Brescia", ha spiegato Pedrini: "Fu il caso a farci diventare compagni di banco, perché i posti, il primo giorno di scuola, li assegnarono facendo l'appello, in ordine alfabetico. I cognomi Pedrini e Pellegrini erano vicini nell'elenco".

"Scoprimmo di suonare entrambi la chitarra: lui, Illorca, era appassionato di jazz. 'Quindi si può studiare, il jazz? Io pensavo fosse una cosa che fanno solo quelli bravi', gli chiesi. Così ci iscrivemmo entrambi a una scuola di musica": era l'embione di quella che sarebbe diventata la band di "Viaggio senza vento". "Quattro mesi dopo avevamo già formato il primo gruppo, i Sigma Six, prendendo in prestito il nome dalla band che Roger Waters e Nick Mason formarono quando ancora stavano studiando all'università, prima di incontrare Syd Barrett e formare i Pink Floyd. Non a caso la nostra prima cover fu 'Shine On You Crazy Diamond".

Formata la band, non restava che iniziare a farsi conoscere. "Come Sigma Six ci iscrivemmo a Deskomusic, un concorso per band emergenti organizzato a Brescia da Franco Zanetti", prosegue Pedrini: "Era il 1985, e vincemmo".

Il progetto ha delle potenzialità, così Pedrini e Pellegrini decidono di ampliare l'organico e reclutare un frontman. "Per partecipare all'edizione successiva del concorso - non più come Sigma Six, ma come Precious Time - mettemmo gli occhi su quello che era considerato da tutti il migliore cantante della nostra città: Stefano Renga", ha proseguito Pedrini: "Era bravissimo, e assomigliava a Peter Gabriel quando cantava nei Genesis. Era perfetto".

Non restava che formalizzare l'ingresso del nuovo elemento nella formazione. Ma il caso scelse di metterci del suo ancora una volta: "Decidemmo di vederci di persona per parlarne. 'Mi spiace, non posso cantare con voi', mi disse Stefano quando lo incontrai", ha raccontato Pedrini: "'Ho appena firmato un contratto con la Sony, e il concorso lo farò con un altro gruppo'. Mi mancò la terra sotto i piedi ma lui mi anticipò: 'In ogni caso, non preoccuparti, perché te la risolvo io la situazione. Vi 'presto' mio fratello minore, fatelo con lui il concorso. E' piccolo, non capisce niente di musica, ma canta'".

"Francesco, il fratello minore di Stefano, aveva diciassette anni, e cantava solo le canzoni di Renato Zero", ricorda Pedrini di quella che sarebbe diventata una delle voci rock più popolari sul panorama italiano degli anni Novanta: "Decidemmo di provarci comunque. Passamo le fasi eliminatorie, gli ottavi, i quarti di finale e la semifinale. E in finale vincemmo battendo il gruppo di suo fratello Stefano, suonando 'Siberia' dei Diaframma e 'Eroi nel vento' dei Litfiba".

Perché il destino sarà anche cieco, ma ha orecchio...

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