Mina, la storia di “La voce del silenzio”

Quest’estate vi raccontiamo le storie di 45 canzoni italiane che, pubblicate a 45 giri, hanno avuto successo fra gli anni Cinquanta e il Duemila.
Mina, la storia di “La voce del silenzio”

“La voce del silenzio”: 1968, Mogol - E.Isola - P.Limiti, Ed. Sugarmusic/Picchio Rosso

Sul Festival di Sanremo 1968 gravava l'ombra di quanto accaduto l'anno prima, ovvero il suicidio di Luigi Tenco.

Che il gesto avesse in qualche modo scosso l'ambiente musicale, provocando qualche cambiamento, fu testimoniato dalla vittoria finale di un cantautore storico come Sergio Endrigo, con 'Canzone per te', e dalla presenza di numerosi illustri artisti di colore nel Festival che un tempo era la patria delle 'colombe bianche' e dei 'vecchi scarponi'.

Gianni Ravera portò infatti sul palco Louis Armstrong, Lionel Hampton (che rieseguì tutti i brani in gara), Wilson Pickett, Shirley Bassey, Eartha Kitt (che inaspettatamente deluse le attese) e Dionne Warwick. La partecipazione di quest'ultima fu piuttosto trascurata dalla stampa, nonostante già da 5 anni fosse la cantante preferita di Burt Bacharach, del quale aveva inciso 'Anyone who had a heart', 'Walk on by' e 'I say a little prayer'. Ad invitarla fu il Maestro Elio Isola, autore della musica: inviò il provino alla cantante, la quale ottenne l'approvazione di Bacharach e poi si precipitò in Italia per imparare a cantare nella nostra lingua.

Per 'La voce del silenzio' la Warwick fu abbinata a Tony Del Monaco, cantante e autore che aveva già partecipato al Festival l'anno prima con 'E' più forte di me'. Laureando in legge, Del Monaco non era ancora riuscito ad ottenere un grande successo. "Era un ragazzo di Sulmona, di grande simpatia al di là della sua bellissima voce. E' una delle persone che mi sono davvero rimaste dentro, era gentile e solare; è davvero un peccato che la sua carriera sia durata così poco, troppo poco", disse Paolo Limiti, autore del testo della canzone. "Per scrivere una canzone si attinge sempre a se stessi. Dietro ciascuna di loro c'è un nome, un cognome, una data. Per 'La voce del silenzio' c'era la solitudine di mia madre dopo la scomparsa di mio padre. Quello fu il mio primo e unico Sanremo - feci il viaggio in treno con un agitatissimo Pippo Baudo, al suo debutto al Festival. Poi ci sarebbe tornato molte volte… Io invece non sono più tornato perché penso che certe cose si debbano provare una volta sola", concluse Limiti.

La canzone entrò in finale, ma ottenne soltanto 28 punti, classificandosi all'ultimo posto. La Warwick subito dopo Sanremo tornò negli USA per incidere "Do you know the way to San Jose", anch'essa destinata alla top ten americana. Del Monaco tentò ancora per qualche anno di cogliere un successo, ad esempio ripresentandosi alla kermesse nel 1969 con 'Un'ora fa', ma non fu fortunato.

A dare notorietà al brano fu Mina, il cui primo commento dopo il Festival in verità fu: "Non c'è stato un motivo che mi sia rimasto nelle orecchie, non c'è stata una frase che mi abbia colpito in modo particolare. La media delle canzoni si è mantenuta su livelli del tutto trascurabili. Gli scodinzolamenti di Wilson Pickett mi hanno urtato il sistema nervoso. Brava la Warwick, invece, ma certo qui siamo su un altro piano". Dopo poche settimane, evidentemente, Mina ha cambiato idea, visto che nel mese di aprile incide un disco dal vivo alla Bussola di Viareggio, e interpreta sia 'La voce del silenzio' che 'Deborah', sentite a Sanremo. "Le canzoni le ho scelte io personalmente, e ne sono felicissima: ho lasciato la mia vecchia casa discografica proprio per essere libera di scegliere le canzoni che preferisco…".

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Domani racconteremo la storia di “Insieme a te non ci sto più” di Caterina Caselli.

Abbiamo pubblicato in precedenza:

Umberto Tozzi, la storia di “Gli altri siamo noi”

Raf, la storia di “Cosa resterà degli anni Ottanta”

Loredana Berté, la storia di “Non sono una signora”

Loretta Goggi, la storia di “Maledetta primavera”

Umberto Tozzi e Raf, la storia di “Gente di mare”

Dario Baldan Bembo, la storia di “Amico è”

Gianna Nannini e Edoardo Bennato, la storia di “Un'estate italiana”

Giuni Russo, la storia di “Un'estate al mare”

Enrico Ruggeri, la storia di “Il portiere di notte”

Morandi-Ruggeri-Tozzi, la storia di “Si può dare di più”

Sergio Caputo, la storia di “Un sabato italiano”

Fiorella Mannoia, la storia di “Caffè nero bollente”

Pooh, la storia di “Pensiero”

Heather Parisi, la storia di “Disco bambina”

Orietta Berti, la storia di “Fin che la barca va”

Adriano Celentano, la storia di “Soli”

Loredana Berté, la storia di “Sei bellissima”

Adriano Celentano, la storia di “Svalutation”

Adriano Celentano, la storia di “Prisencolinensinainciusol”

Umberto Tozzi, la storia di “Ti amo”

Pooh, la storia di “Dammi solo un minuto”

Rosanna Fratello, la storia di “Sono una donna non sono una santa”

Umberto Tozzi, la storia di “Gloria”

Adriano Celentano, la storia di “Chi non lavora non fa l'amore”

Marcella Bella, la storia di “Montagne verdi”

Adriano Celentano, la storia di “Yuppi du”

Cochi e Renato, la storia di “E la vita, e la vita”

Oscar Prudente, la storia di “Stadium”

Adriano Celentano, la storia di “Mondo in mi7”

Caterina Caselli, la storia di “Nessuno mi può giudicare”

Adriano Celentano, la storia di “Il ragazzo della via Gluck”

Adriano Celentano, la storia di “Una carezza in un pugno”

Mina, la storia di “Una zebra a pois”

Adriano Celentano, la storia di “La coppia più bella del mondo”

Camaleonti, la storia di “L'ora dell'amore”

Don Backy, la storia di “L'immensità”

Il testo qui sopra, scritto da Paolo Madeddu, è tratto, per gentile concessione del Gruppo Sugar, dal sito “Galleria della Canzone”, sul quale potete trovare le storie di più di 200 canzoni italiane di grande successo.

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