Jesus and Mary Chain, il ritorno in Italia a febbraio 2021. L'intervista a Jim Reid

Poco prima che l'emergenza Coronavirus sconvolgesse le notre vite, Jim Reid aveva raccontato a Rockol cosa si prova a riportare sui palchi un disco uscito più di 30 anni fa, cosa ha bisogno il rock per sopravvivere a sé stesso e del nuovo disco di inediti
Jesus and Mary Chain, il ritorno in Italia a febbraio 2021. L'intervista a Jim Reid

"No, non abbiamo ancora iniziato le prove, ma lo faremo molto presto": Jim Reid pareva non avere fretta, eppure l'idea di riproporre dal vivo nella sua interezza "Darklands", il secondo album dei Jesus and Mary Chain e a oggi il più venduto tra quelli iscritti nel catalogo della storica band scozzese, lo stimolava. Dopo la serie di eventi che nel 2015 li aveva visti riportare sui palchi il proprio debutto sulla lunga distanza, "Psychocandy", i fratelli Reid dovevano replicare l'operazione con la loro opera seconda, che a partire dal 20 marzo sarebbe stata oggetto di un tour celebrativo che avrebbe preso il via dalla natìa Glasgow per poi passare anche dall'Italia il primo aprile, dall'Alcatraz di Milano. Quando Rockol aveva parlato con Reid, qualche settimana fa, del Coronavirus i telegiornali parlavano come di una cosa che stava succedendo in una remota provincia cinese, e a tenere banco - sui social - era ancora il teatrino tra Bugo e Morgan sul palco del Festival di Sanremo. Quello che è successo, poi, lo sappiamo tutti: la pandemia da Covid-19 ha sconvolto i piani di tutti, compresi quelli della band scozzese: il concerto originariamente programmato per il prossimo primo aprile verrà recuperato sempre a Milano, all'Alcatraz, nel febbraio del 2021. Ecco, di seguito, l'intervista realizzata per il passaggio italiano rinviato al prossimo anno.

"Immagino che sarà qualcosa di simile a quanto avvenuto per  'Psychocandy'", riflette Jim a proposito del processo che - strumenti alla mano - li riporterà a connettersi ancora una volta con le canzoni del disco: "Quando accade, è come vedere un vecchio film che ha te stesso come protagonista".

"Darklands" - dati di vendita a parte - rappresentò un punto di svolta nella carriera dei Jesus and Mary Chain per diverse ragioni: registrato senza l'apporto di Bobby Gillespie alla batteria, che dopo l'album di debutto passò al ruolo di frontman dei Primal Scream a tempo pieno, il disco segnò il divorzio tra il gruppo e il padre del brit rock contemporaneo Alan McGee, che li lanciò con la sua Creation. I Reid, con i nervi a fior di pelle, rasentarono lo scioglimento un anno prima della pubblicazione, avvenuta durante un tour decisamente movimentato, culminato con l'arresto dello stesso Jim dopo i disordini verificatisi a uno show all'RPM Club a Toronto, in Canada, nel novembre dell''87. "I concerti che tenemmo all'epoca non erano proprio la stessa cosa, rispetto a quelli che andremo a fare", mette in chiaro Reid: "In passato non abbiamo mai suonato per intero 'Darklands'. Ci sono canzoni, sul disco, che proprio non abbiamo mai suonato dal vivo, come per esempio 'Nine Million Rainy Days', quindi credo che sarà piuttosto interessante farlo".

Le uniche date previste al momento sono le diciotto confermate: "Non sono previste aggiunte, ma non si può mai sapere", racconta Jim, "Ma se staremo bene e ci divertiremo, perché no? Dovremo vedere anche se ci sarà richiesta di altre date: direi che forse si potrebbe fare, ma oggi come oggi non abbiamo piani al proposito".

Possibile che le perplessità riguardino il rapporto - non sempre armonioso - che lo lega a suo fratello Williams? Jim, qualche hanno fa, descrisse l'essere in una band come "restare bloccati in ascensore con qualcuno per trent'anni": è ancora così? "E' una cosa piuttosto claustrofobica rimanere in un gruppo con altre persone", risponde quasi divertito, "Perché hai a che fare con le abitudini di altri, che talvolta possono darti fastidio. Tuttavia dopo tanti anni insieme abbiamo imparato a gestire queste dinamiche: ormai, tra di noi, sappiamo quando è il momento di non esagerare".

Non c'è, però, solo il catalogo sui radar dei Jesus and Mary Chain: nel 2018 fu lo stesso Jim a parlare di un nuovo album di inediti, ideale seguito di "Damage and Joy" del 2017, l'unico album realizzato dalla band dopo la reunion di dieci anni prima. Del disco, però, si persero le tracce: "Abbiamo registrato un po' di canzoni, ma adesso ci fermeremo un po' per il tour, e poi continueremo a lavorare in studio per finire il disco", ha detto Reid, confermando come il progetto - nonostante il silenzio stampa - non sia stato affatto abortito, "Se dovessi fare un'ipotesi, direi che potrebbe uscire verso la fine di quest'anno o all'inizio del prossimo, non saprei...".

Fonte di ispirazione per moltissime band di primissimo piano - "E' lusinghiero", ammette il frontman - i Jesus and Mary Chain, negli anni Ottanta, ridefinirono il sound chitarristico aprendo la strada tanto a quelli che sarebbero diventati gli alfieri dell'età dell'oro del brit rock - Blur e Verve, tanto per citarne un paio - quando a big dell'alt-rock a stelle e strisce come Mazzy Star e Kills: lo stato di salute del rock, Jim Reid, lo può quindi valutare con una competenza maturata in anni di onorata carriera sul campo. "Il guitar sound è senza dubbio ancora vivo, ci sono moltissime band che si basano sulle chitarre, anche se tutto quello che viene fuori di nuovo ha un fascino riconducibile al passato", spiega: "Non so se il rock eserciti ancora fascino o stia morendo, probabilmente lo capiremo più avanti. Però c'è da dire che ultimamente non si sente niente di nuovo, in giro: nessuno sta portando nuove idee. Il rock and roll si è reinventato ogni qualche anno per moltissimo tempo, e sopravviverà solo quando qualcuno sarà in grado di portare una ventata di freschezza". Probabilmente non quella prodotta dalla star del piccolo schermo americana David Hasselhoff, che nel suo ultimo disco "Open Your Eyes" - pubblicato lo scorso settembre - ha incluso anche una rilettura di "Head On", brano dei Jesus and Mary Chain originariamente incluso in "Automatic" del 1989 e già incisa dai Pixies nel loro album del 1991 "Trompe le Monde": "Qualcuno mi ha mandato un indirizzo di YouTube con lui che la canta dal vivo", ride finalmente Reid: "Sì, è stato divertente, non saprei dire di più...".

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