Lucio Battisti, il primo album canzone per canzone: “Nel cuore, nell'anima”
“Nel cuore, nell'anima” nelle mani dell’Equipe 84 era diventata il primo brano di rock sinfonico italiano, col suo arrangiamento orchestrale ispirato a “Eleanor Rigby” e dettato nota per nota da Vandelli a Mariano Detto. Uscì prima nell’album STEREOEQUIPE il 21 settembre 1967, poi a novembre 1967 come lato A di un 45 giri che presentava sul retro un’altra composizione di Mogol-Battisti, “Ladro”, e risultò un capolavoro psichedelico. Eppure Battisti gli preferisce la versione che registrarono già a novembre ‘67 i Dik Dik, e che sarebbe rimasta inedita fino alla fine del ‘69, tanto da usarne la base, anch’essa vagamente psichedelica, ma meno fragorosa e più aderente al testo. Che è il perfetto antefatto di Nel sole, nel vento, nel sorriso e nel pianto, come l’introduzione chiarisce benissimo:
Un bambino conoscerai
non ridere
non ridere di lui
Le parole di Mogol interpretano benissimo il movimento della melodia che prima scende (“Nel mio cuore”) e poi sale fino a trovare la nota più alta del brano che significativamente cade, in tutto il testo, sulle parole “nell’anima”, “conoscerlo”, “per un attimo”, come a sottolineare il grandissimo privilegio che il protagonista fa a introdurre la sua lei nel luogo più intimo e incontaminato dove “c'è un prato verde che mai / nessuno ha mai calpestato” e
tra fili d'erba vedrai
ombre lontane
di gente sola
[…] che ora amo perché
se n'è andata via […]
per lasciare un posto a te
In questo luogo così puro
cammina piano perché
nel mio silenzio
anche un sorriso può fare rumore
L’interpretazione di Lucio sottolinea la delicatezza e la fragilità dell’animo di chi non ha ancora conosciuto il mondo. E ancora una volta la canzone riconduce alla difficoltà di saper gestire le emozioni.
Renzo Stefanel
Domani scriveremo di “Il vento”
Leggi qui la scheda di “Io vivrò (senza te)”
Leggi qui la scheda di “Prigioniero del mondo”
Leggi qui la scheda di "Per una lira"
Leggi qui la scheda di "Balla Linda"
Leggi qui la scheda di "Non è Francesca"
Leggi qui la scheda di "Uno in più"
Leggi qui le schede di “La mia canzone per Maria” e “Nel sole, nel vento, nel sorriso e nel pianto”
Leggi qui la scheda di "29 settembre"
Leggi qui la scheda di "Un'avventura"
Il testo è tratto, per gentile concessione dell’autore, dal libro “Ma c’è qualcosa che non scordo”. In vendita qui e qui, è stato il primo studio che ha preso in esame tutti i testi che Mogol ha scritto per le canzoni composte da Lucio Battisti. Rispetto a quella del 2007, questa nuova edizione è riveduta, corretta e ampliata. Riveduta e corretta in base alle nuove affermazioni dello stesso Mogol: sono state prese in esame quelle della Mogol Edition del 2010 dei tredici album composti insieme, più quelle del 1971-72 alla trasmissione di Radio Rai “Per voi giovani”, condotta da Paolo Giaccio. Ampliata perché, rispetto alla precedente, ci sono 32 brani in più: quelli affidati da Mogol e Battisti ad altri interpreti, dai Dik Dik alla Formula 3, da Mina a Patty Pravo, da Bruno Lauzi ad Adriano Pappalardo, più tutti gli altri. “Ma c’è qualcosa che non scordo” diventa così l’unico testo a racchiudere l’analisi di tutta la produzione di Mogol per Battisti.
