Gianluca Grignani, ritorno al rock con un nuovo singolo e un triplo concept album. Video

Il cantautore di 'Fabbrica di plastica' torna dopo quattro anni di silenzio con un nuovo brano, 'Tu che ne sai di me', primo capitolo di un progetto discografico molto più ampio

Gianluca Grignani, ritorno al rock con un nuovo singolo e un triplo concept album. Video

Verrà presentato il prossimo primo gennaio "Tu che ne sai di me", nuovo brano di Gianluca Grignani scritto e prodotto dallo stesso artista lombardo presso gli studi di sua proprietà, i Fabbrica di Plastica, che sarà accompagnato da un video diretto da Gaetano Morbioli: il singolo anticiperà un triplo concept album - intitolato "Verde smeraldo" - la cui prima parte sarà pubblicata nel corso del 2020.

"Questi ultimi quattro anni li ho passati a scrivere e a lavorare davanti al computer. Mi sono scoperto un nerd: a furia di stare davanti allo schermo del PC ho perso due diottrie", ha spiegato Grignani nella mattina di oggi, mercoledì 18 dicembre, alla stampa chiamata a raccolta a Milano: "'Tu che ne sai di me' è stato il primo brano che ho scritto. L'ho fatto al piano, cosa nuova per quelle che sono le mie abitudini. Ne è uscita la canzone della ripartenza: adesso ho una mia etichetta, la Falco a Metà, e un mio studio, con un fonico di estrazione heavy metal che ha impresso al sound del singolo un'impronta molto rock". 

La carne al fuoco, nella cucina di Grignani, è molta: "Adesso come adesso sto già lavorando al mio nuovo singolo, insieme al tecnico del suono Stefano Civetta, da anni nello staff degli Abbey Road Studios. Voglio dimostrare che la musica non è solo immagine. Il prossimo aprile compirò 48 anni: credo di aver imparato come lavorare, in tutti questi anni, è questo bagaglio si è concretizzato in 'Tu che ne sai di me'. Quello che sto vivendo è un momento importante, perché sto cercando di fare di me quello che ho sempre voluto fare".

"Per me scrivere una canzone è come scalare una montagna in arrampicata libera: sono sempre concentrato nella ricerca del passaggio - musicale, nel mio caso - migliore. Ma senza avere la tranquillità della corda di sicurezza. Mi rimetto sempre in gioco, sempre": ha proseguito Grignani: "Molte canzoni di questo disco le ho scritte al piano, perché il piano - rispetto alla chitarra, che è il mio strumento e che ho sempre usato per scrivere - ti offre soluzioni armoniche più varie e più complete. Alcune le ho poi destrutturate alla chitarra, che - ritmicamente - è meno stabile del piano. Ma le ispirazioni sono tante. In 'Tu che ne sai di me', per esempio, c'è un groove preso da 'Hungry Like the Wolf' dei Duran Duran".

Il nuovo progetto discografico di Gianluca Grignani sarà promosso dal vivo con "cinque o sei date in acustico tra Milano e Roma, poi con un grande evento in elettrico che comunicheremo più in là". "Niente Sanremo", taglia corto lui, che però annuncia - per la primissima parte del 2020 - la ristampa per il venticinquesimo anniversario di "Destinazione paradiso" sotto forma di vinile e in formato digitale (ma solo per l'edizione spagnola). Il cantautore lombardo di progetti ne ha tanti - tra gli altri, l'attività di discografico attraverso la sua nuova etichetta ("Mandatemi i demo, se volete provare a entrare nel mondo della musica senza passare dai canali tradizionali"), e un disco "fantasma" ("Registrato in una mattina, ispirato da 'Non al denaro non all'amore né al cielo' di Fabrizio De André: chissà, forse potrei pubblicarlo tra un capitolo e l'altro del concept 'Verde smeraldo'"). Di rimpianti, meno: "A volte sono stato costretto a produrre brani importanti e ritrovarmeli negli album con arrangiamenti che non mi piacevano. Ma no, guardandomi indietro, non posso lamentarmi".

Un Grignani nuovo, quindi? "Più che nuovo, è come se fossi uscito allo scoperto", conclude lui: "Come quando, la prima volta che ho visto una chitarra, ho deciso di prenderla in mano".

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