In 20.000 per Elton John al Lucca Summer Festival per il suo tour finale

Il report di Rockol dell'esibizione di Elton John a Lucca

In 20.000 per Elton John al Lucca Summer Festival per il suo tour finale

7 luglio 2019 ore 21: alle Mura Storiche di Lucca entra, puntualissimo, Sir Elton John per quello che viene annunciato come il suo ultimo concerto italiano. L'anno scorso, infatti, il Baronetto inglese ha annunciato il suo tour di chiusura della 50ennale carriera, il Farewell Yellow Brick Road tour (il cui nome gioca col titolo del suo album più famoso, “Goodbye Yellow Brick Road”), che dovrebbe durare per tre anni in giro per il mondo.

Accompagnato dalla fedele band che oramai lo segue da anni (solo il chitarrista Davey Johnstone è assente per via di una convalescenza postoperatoria, e quindi sostituito negli ultimi due mesi da John Jorgenson, già in passato nella band a fianco di Johnstone), Elton attacca al piano i primi accordi di “Bennie and the Jets” e il pubblico, pare nell'ordine delle 20.000 presenze, va subito in visibilio, si muove a ritmo con gli stacchi della canzone e a fine esecuzione si alza per una standing ovation, come succederà per praticamente tutti gli altri brani.

Elton indossa una giacca nera con strass col suo nome ricamato dietro, una montatura di occhiali tipica del suo personaggio e tanta energia. In gran forma sia vocale che pianistica, la band non è da meno: Nigel Olsson, suo batterista fin dal 1969, è metronomicamente preciso, mentre John Mahon gli fa da contraltare con percussioni e batterie aggiunte, fornendo inoltre un valido apporto ai cori, cantando tutte le note alte che Elton ormai non arriva più a prendere.
Un ospite speciale di questo tour finale è il percussionista Ray Cooper, per anni assente dalla band ma anche lui fedele compagno di Elton dal 1974; le sue esibizioni sono sempre uno show nello show in quanto molto coreografiche e d'effetto.
Le tastiere di Kim Bullard spesso simulano i suoni orchestrali presenti nei brani originali o creano un tappeto sonoro di sottofondo; il basso di Matt Bissonette è preciso e melodico e, come già detto Jorgenson, si dimostra un ottimo sostituto per il chitarrista di ruolo, sfoggiando e suonando con maestria una serie di chitarre diverse, tra cui una con stampate le immagini di “Goodbye Yellow Brick Road”.

Un’importante presenza scenografca è costituita dai maxi-schermi: uno centrale che occupa buona parte del palco e due laterali. Non solo hanno la funzione di rendere più partecipi gli spettatori più lontani proiettando i primi piani dei musicisti (con una cornice dorata che sfoggia in bassorilievo alcuni dei momenti salienti della carriera), ma per molti dei brani in scaletta proiettano dei veri e propri videoclip con foto e immagini girate appositamente, fino ad arrivare probabilmente al culmine in due specifici momenti : in “Someone Saved My Life Tonight” c'è un cartone animato con Elton in versione Captain Fantastic (personaggio "concept" dell'album omonimo), mentre in “I'm Still Standing” scorre un collage celebrativo con un centinaio di clip tratte dai 50 anni di carriera di Elton, tra cui alcuni molto buffi, che mostrano come davvero il cantante abbia vissuto una vita professionale ricca di divertimento ed emozioni.
I filmati che passano negli schermi non mancano di ricordare gli affetti scomparsi, tra cui la nonna e gli amici celebri come John Lennon, Gianni Versace e Lady Diana.
Inoltre durante “Believe” vengono mostrate varie testimonianze filmate dell'impegno personale di Elton per la lotta all'AIDS e il sostegno ai malati; infatti prima di iniziare il brano fa un lungo discorso che parte dalla sua riabilitazione del 1990 con relativa disintossicazione da droghe ed alcol, e che continua con la presentazione al pubblico della sua Elton John Aids Foundation, organizzazione no profit che ha raggiunto incredibili obiettivi.

Musicalmente i momenti da sottolineare sono una “Indian Sunset” (brano impegnato sconosciuto al grande pubblico ma molto caro ai fan accaniti) eseguita per oltre sei minuti da Elton col solo accompagnamento delle percussioni di Cooper); “Levon”, altro pezzo per intenditori, che dal vivo viene sempre allungato con una coda strumentale e che qui raggiunge livelli altissimi, con assolo di piano, chitarre e percussioni che la portano a oltre dieci minuti infiammando gli spettatori.
Inoltre, durante una versione "intima" di “Candle in the Wind”, il pianoforte ed Elton scorrono dal centro del palco verso destra, mentre dopo un veloce cambio d'abito con giacca celeste, nella successiva suite “Funeral For a Friend/Love Lies Bleeding”, ritornano lentamente nella posizione iniziale.

Nella parte finale del concerto i fan delle prime file non riescono più a trattenersi e corrono sotto il palco fino ai cordoni, con disappunto degli addetti alla sicurezza, che prima provano a rimandarli ai posti ma poi, con l'approvazione dello stesso Elton, si arrendono; gli ultimi brani dello show consentono quindi all'artista di dialogare maggiormente, visivamente e gestualmente, coi suoi ammiratori, di cui può raccogliere le ovazioni ancora più calorose.

Dopo la scarica di adrenalina di Saturday Night, Elton e la band vanno via salutando, ma dopo pochi minuti ritorna solo Elton in versione "pensionato di lusso" con una elegante vestaglia eseguendo da solo il brano più atteso dalla maggior parte degli spettatori, “Your Song”.
E infine, dopo l'emblematica Goodbye Yellow Brick Road, è il tempo dei commoventi saluti: Elton sale su una pedana che lo trasporta via dietro lo schermo, mentre questo mostra un filmato che lo vede percorrere simbolicamente per l'ultima volta la strada dai mattoni gialli verso la luce.

È l'addio definitivo al pubblico italiano? Chissà, il tour dovrebbe ancora durare un paio d'anni... Nel frattempo il pubblico della platea va via entusiasta, anche se triste sapendo che forse ha visto la superstar per l'ultima volta..

(Andrea Grasso)

 

SETLIST

Bennie And The Jets

All The Girls Love Alice

I Guess That's Why They Call It The Blues

Border Song

Tiny Dancer

Philadelphia Freedom

Indian Sunset

Rocket Man (I Think It's Going To Be A Long, Long Time)

Take Me To The Pilot

Sorry Seems To Be The Hardest Word

Someone Saved My Life Tonight

Levon

Candle In The Wind

Funeral For A Friend/Love Lies Bleeding

Burn Down The Mission

Daniel

Believe

Sad Songs (Say So Much)

Don't Let The Sun Go Down On Me

The Bitch Is Back

I'm Still Standing

Saturday Night's Alright For Fighting

Encore:

Your Song

Goodbye Yellow Brick Road

Dall'archivio di Rockol - Il "Farewell Yellow Brick Road Tour" all'Arena di Verona
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.