Billie Eilish non vuole essere etichettata
Non vi sono dubbi che Billie Eilish nell’ultimo anno sia stata investita da un successo di proporzioni più che ragguardevoli. Il suo album d’esordio “When We All Fall Asleep, Where Do We Go?” (leggi qui la recensione) ha riscosso i favori del pubblico, della critica e l’endorsement di alcuni prestigiosi colleghi, Dave Grohl su tutti.
La 17enne di Los Angeles però esprime qualche dubbio parlando con Vogue Australia:
“Per quanto sia grata per i complimenti e per l'amore, onestamente, sono diventata insensibile a loro. Ricordo le prime volte che la gente mi ha chiamato il nuovo volto del pop o la nuova ragazza del pop o quelle cazzo di cose lì... mi faceva arrabbiare. La cosa strana degli umani è che noi (pensiamo che) si debba etichettare tutto”.
E continua spiegando come vorrebbe usare la credibilità che ha per spendersi per migliorare le cose:
“Ci sono molte cose che vorrei fare meglio, potessi, con uno schiocco di dita. Ci sono molte cose che hanno bisogno di aiuto e (ci sono) persone che fingono di preoccuparsi ma non lo fanno e persone che potrebbero fare qualcosa e non lo fanno. Io sono qui e ci posso provare. All'improvviso ho un palcoscenico e un riflettore e posso forse, forse, forse, fare la differenza per qualcosa”.
Il mese scorso, ad esempio, Billie si è unita a molti altri artisti nel condannare la legislazione anti-abortista dell'Alabama. E al riguardo ha detto:
“Le donne dovrebbero dire, dovrebbero fare e sentire ed essere esattamente ciò che vogliono. Non dovrebbe esserci nessun altro che dice loro come vivere la propria vita. Mi fa così arrabbiare che se inizio a parlarne, non mi fermo più. Gli uomini non dovrebbero fare le scelte delle donne, questo è tutto ciò che ho da dire”.