Morgan critica i produttori della trap: 'Dovete evolvervi o morirete. Il sistema vi sta usando'

Il confronto tra l'ex frontman dei Bluvertigo e gli esponenti della scena: "Ecco quali sono i problemi della trap"

Morgan critica i produttori della trap: 'Dovete evolvervi o morirete. Il sistema vi sta usando'

"La trap ha un'occasione, ma le canzoni devono diventare qualcosa. Bisogna pensare alle canzoni". Per uno come Morgan sarebbe troppo facile spezzare una lancia a favore della trap senza approfondire il discorso. E così, pur mostrandosi curioso rispetto al genere, accodandosi idealmente a Vasco Rossi e a Manuel Agnelli (sia l'uno che l'altro hanno ammesso, negli scorsi giorni, di nutrire un certo interesse per la trap), l'ex frontman dei Bluvertigo si è lasciato andare ad una serie di riflessioni critiche sulle produzioni trap. Lo ha fatto confrontandosi con alcuni produttori e beatmaker noti ai seguaci della "new wave" italiana come Sick Luke, Frenetik e Drone126, collaboratori di - tra gli altri - Achille Lauro, Dark Polo Gang, Ketama126, Pretty Solero e Gemitaiz, nel corso del Synth Day & Night, evento dedicato al mondo dei sintetizzatori e alla produzione musicale moderna ospitato dal Circolo degli Illuminati a Roma.

Dopo aver esordito parlando della sua recente collaborazione con Achille Lauro, che ha accompagnato al Festival di Sanremo nella serata dei duetti in un'inedita versione di "Rolls Royce", Morgan ha suggerito alla nuova generazione di artisti, produttori e beatmaker di non sedersi sugli allori:

"Tutte le personalità musicali che vedo hanno tanta voglia di fare. Come Achille Lauro, ad esempio. Parlo di lui, ma ce ne sono anche altri meno esposti, perché abbiamo fatto un'esperienza insieme recentemente, che ha avuto un suo senso all'interno del Festival di Sanremo. 'Rolls Royce' è una figata, ma è tutta estetica. Il problema è che [la nuova generazione] vuole fare il punk ma non sa cos'è. Ogni nuova generazione deve pretendere di essere vecchia. Il rispetto che bisogna dare ai vecchi bisogna darlo anche ai giovani. Perché se i giovani lo meritano, io gli stendo un tappeto rosso. Quando dico che devono meritarlo intendo dire che devono essere umilmente interessati a quello che fanno e devono farsi il culo, veramente".

Prendendo le distanze da quanti, negli ultimi tempi, si sono stracciati le vesti di fronte alla rapida espansione della trap e più in generale delle nuove produzioni ("Io credo che l'ignoranza porti sempre tristezza nella vita. Non conoscere è semplicemente non far funzionare le cose", è stato il commento del cantautore monzese), Morgan ha invitato gli esponenti della scena a evolversi e ad alzare un po' l'asticella:

"La musica e tutte le altre arti hanno un obiettivo comune: quello di rappresentare la libertà. Se in 'Rolls Royce' è completamente rappresentata la libertà dell'essere umano, a me non interessa che sia scritta con soli due accordi. L'armonia vogliamo un attimo cambiarla, nella trap? Non ce ne sono quattro di accordi. Ci sono anche altri accordi oltre a Do, La, Fa, Sol. Nella trap i problemi sono due: uno è l'armonia e l'altro è la melodia. Se le canzoni fossero tanto belle quanto le sonorità, che sono una figata... Il problema è che la trap è diventata un preset e non va bene. Quando dico che la cosa deve evolvere, lo intendo in senso assoluto".

Poi, rivolgendosi direttamente a Sick Luke e compagni, ha aggiunto:

"Più strumenti di conoscenza avete, meno vi farete inculare dal sistema. Perché il sistema adesso sta usando il vostro sound: lo sta prendendo e lo mette sul mainstream. Gli fa comodo. È un preset, per loro. Quello che vi sto dicendo da grillo parlante che sta per morire è: voi siete quelli che fate il genere nuovo oggi e questo è bellissimo. Ma più vi fortificherete e più sarete liberi di fare cose fantastiche. Se diventate macinati dal grande sistema che io conosco bene, quello in cui vivo e in cui non sguazzo ma muoio tutti i giorni, morirete pure voi. E sarebbe un peccato".

Morgan ha poi fatto sapere di essere al lavoro su un nuovo libro, una sorta di trattato che - spera lui - possa permettere a chi lo leggerà di imparare a scrivere le canzoni. "Se tutti sapessero scrivere le canzoni noi vivremmo in un mondo migliore", ha letto dalla prefazione:

"Io sono uno dei pochi che ha il coraggio di dire cosa vede, gli altri - molti - o hanno perso lo spirito combattivo oppure non hanno idee e sono attratti dal denaro. A me non chiede nessuno di produrre dischi. Evidentemente o faccio cagare, oppure... Uno come me viene massacrato, nonostante non meriti di essere massacrato. Ma più sono massacrato e più questo significa che vado bene. Più faccio cose buone e più vengo massacrato. Ma che palle. Siamo in Italia, è questo il problema. Se fossimo in Inghilterra, in America, in Germania o in Svizzera questo non succederebbe. Siamo un po' fermi. Sono molto deluso dall'Italia".

Morgan, che non pubblica un disco di inediti da dodici anni (l'ultimo, "Da A ad A", uscì nel 2007, seguito tra il 2009 e il 2012 dai due dischi del progetto "Italian Songbook"), è recentemente tornato in tv prima come ideale voce narrante dello speciale di Rai2 dedicato a Freddie Mercury, andato in onda lo scorso gennaio, e poi come coach della nuova edizione di "The Voice", esperienza che lo vedrà impegnato sulla poltrona rossa del talent fino al prossimo giugno.

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