Hozier - la recensione di "Wasteland, baby!"

Hozier - la recensione di "Wasteland, baby!"

Spenta l’eco del supersingolo “Take me to church”, Hozier torna con un secondo album ispirato a ottimi modelli, pieno di buone intenzioni, con uno stile collaudato fra pop, gospel e folk. Peccato per i cali di tensione. Producono Markus Dravs, Rob Kirwan e Ariel Rechtshaid.

Un talento che rivaleggia con quello di Jeff Buckley, scrive il Telegraph. Senza significato, né direzione, sentenzia Pitchfork. Hozier è uno che divide. Giunto al secondo album dopo l’exploit di “Take me to church”, l’irlandese non cambia formula e anzi la moltiplica per 14, il numero di canzoni di “Wasteland, baby!”.

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