Chi era Keith Flint e perché (insieme ai suoi Prodigy) è stato così importante

Chi era Keith Flint e perché (insieme ai suoi Prodigy) è stato così importante

Iconoclasta, anticonformista, ribelle, provocatorio, a suo modo un agitatore vero. Keith Flint era un assoluto protagonista - insieme ai Prodigy - del big beat, il sottogenere di musica elettronica nato nel Regno Unito intorno alla metà degli anni '90 grazie alle produzioni di artisti e gruppi come Fatboy Slim, i Chemical Brothers e gli stessi Prodigy. Di quella scena, il cantante - scomparso questa mattina all'età di 49 anni - è stato uno dei personaggi più dirompenti, merito anche delle sue istrioniche esibizioni dal vivo.

Nato nel settembre del 1969 a Braintree, nella contea dell'Essex, a sud di Londra, attratto dall'arte e dai palchi Flint frequentò da ragazzino la Bosswells School of Performing Arts e cominciò a muovere i suoi primi passi nel mondo dell'intrattenimento come ballerino. Fu l'incontro a un rave party con un dj, Liam Howlett, a rappresentare la scintilla che portò poi alla nascita dei Prodigy, destinati a diventare gli alfieri della scena techno hardcore degli anni '90 e a rappresentare un punto di riferimento per tante formazioni nate negli anni successivi. Se in un primo momento Flint fu arruolato come semplice ballerino, a partire dal 1996, con il singolo "Firestarter", cominciò a vestire per la band i panni di vocalist (ruolo originariamente ricoperto da Maxim).

Il primo album dei Prodigy in cui Keith Flint fu di fatto accreditato come vocalist fu "The fat of the land" del 1997, lo stesso di cui faceva parte "Firestarter", che permise alla band di ottenere pure una nomination ai Grammy come "Best Alternative Music Performance". Oltre a cantare in "Firestarter", Flint registrò anche "Breathe", "Serial thrilla" e "Fuel my fire". Continuò a indossare i panni di vocalist anche per i dischi successivi, "Invaders must die" del 2009, "The day is my enemy" del 2015 e "No tourists" del 2018. Leggi anche: In morte di Keith Flint: tutti i singoli dei Prodigy finiti nella top 10 britannica.

Nel 2003 Keith Flint fondò anche una band parallela ai Prodigy, composta insieme al chitarrista Jim Davies, i batteristi Kieron Pepper e Tony Howlett e il bassista Rob Holliday. Il gruppo esordì nell'estate del 2003 con il singolo "Asteroids", tra punk e metal, che nelle intenzioni di Flint e soci avrebbe dovuto anticipare un album: l'uscita di "Device #1", questo il titolo del disco, fu però cancellata e l'album circolò nel Regno Unito solo sotto forma di Promo disc in edizione limitata, contenente dieci tracce.

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