NEWS   |   Cinema / 23/01/2019

Bohemian Rhapsody, Bryan Singer: nuove presunte vittime nell’inchiesta dell’Atlantic

Bohemian Rhapsody, Bryan Singer: nuove presunte vittime nell’inchiesta dell’Atlantic

L’Atlantic ha trascorso gli ultimi 12 mesi a investigare sulle denunce e sulle accuse rivolte, nel corso degli anni, contro il regista Bryan Singer, accreditato alla direzione del biopic “Bohemian Rhapsody”, sebbene abbia lasciato il set prima della chiusura dei lavori per ragioni che non sono mai state ufficialmente chiarite – “licenziato dalla produzione” - ma che è difficile prescindano dai guai con la giustizia del regista, già alle prese con film quali “I soliti sospetti” (1995), “X-Men” (2000) e “Operazione Valchiria” (2008). Dall’inchiesta firmata dai giornalisti Alex Franch e Maximillian Potter, che sottolineano di aver intervistato più di cinquanta persone, sono emerse nuove testimonianze, oltre a quelle che già avevano messo Singer nei guai in passato, come la denuncia sporta nel 2017 da Cesar Sanchez-Guzman, che ha dichiarato di essere stato abusato sessualmente, all’età di 17 anni, dal regista. Si tratta, scrive l’Atlantic, di quattro uomini che, si legge, “non avevano mai raccontato prima le loro storie ai giornalisti”. 

Tra loro ci sono un uomo, che il giornale ha scelto di chiamare Eric per non svelarne l’identità, che ha dichiarato di aver avuto un rapporto sessuale con il regista all’età di 17 anni durante una festa a casa di Singer e un altro uomo, che l’Atlantic presenta come Andy, che avrebbe fatto sesso con Singer nella sua tenuta di Beverly Hills a 15 anni. In entrambi i casi, il cineasta aveva all’epoca circa trent’anni. A loro si aggiunge il caso di Victor Valdovinos: l’uomo afferma di essere stato molestato – “mi ha afferrato i genitali e ha iniziato a masturbarmi” – a 13 anni sul set di “Apt Pupil” (in italiano “L’allievo”) del 1997, diretto da Singer. Infine Ben, che parlando con l’Atlantic spiega di aver avuto rapporti orali con lui a 17/18 anni.

L’avvocato del regista statunitense, Andrew B. Brettel, contattato dal giornale, ha commentato che Singer non è mai stato arrestato o imputato per nessun crimine e ha ribadito che il regista negherebbe categoricamente di aver mai avuto rapporti con dei minori, imputando – scrive l’Hollywood Reporter – all’enorme successo di “Bohemian Rhapsody” quello che identifica come un accanimento nei confronti di Singer, senza meglio precisarne i contorni.

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