Spray al peperoncino, le lettere dal carcere della gang che crea il panico tra la folla: la banda punta(va) al Tomorrowland di Monza

Spray al peperoncino, le lettere dal carcere della gang che crea il panico tra la folla: la banda punta(va) al Tomorrowland di Monza

I casi che vi avevamo riportato sono tutti posteriori all’arresto, avvenuto il 13 aprile scorso, dei giovani della banda dello spray, catturati dopo aver utilizzato la sostanza al peperoncino – capace di causare disturbi agli occhi e difficoltà respiratorie - durante la drammatica proiezione in piazza San Carlo, a Torino, della partita Juventus-Real Madrid, finale di Champions League, per diffondere il panico tra la folla e approfittarne per commettere rapine. Non possono dunque essere stati loro - perlomeno fisicamente - i responsabili, ad esempio, dei concerti interrotti di Sfera Ebbasta, Elisa e Ghali sebbene, curiosamente, tutti gli episodi siano avvenuti in Piemonte, tra Mondovì e Torino stessa. I precedenti, anche prima dell’arresto del gruppo, non sono comunque mancati e persino Milano e Nonantola, in Emilia-Romagna, sono rimaste vittima del peperoncino.

A qualche mese di distanza dall’arresto sono state rese note le lettere che alcuni dei componenti della gang si sono scambiati dal cercere e da esse emerge come la musica e i grandi festival musicali siano in effetti considerati un terreno privilegiato per quelli che la gang delinea come i suoi prossimi colpi. Uno dei ragazzi, in particolare, scrivendo al compagno detto “Budino”, dietro alle sbarre, cita il Tomorrowland, in programma a Monza qualche giorno dopo lo scambio epistolare dei ragazzi intercettato dagli investigatori. E se gli arresti non avrebbero permesso alla gang di essere presente all’edizione 2018 la speranza del gruppo è riposta su quella successiva, del 2019, del festival importato – per il momento solo in connessione satellitare – dal Belgio al Parco di Monza. “Fra, tra qualche giorno c’è il Tomorrowland, ci andiamo il prossimo anno a divertirci, è un’esperienza unica, hahahah”, si scrivono, infatti, i complici. A riportare l’epistolario è l’edizione locale del Corriere della sera, che scrive, citando la Squadra Mobile e i pm dietro all’indagine, che la banda sembrerebbe non avere consapevolezza dei reati contestati e della loro gravità. Secondo quanto riferito da La Stampa, inoltre, il gruppo sarebbe molto più grande di quanto si sarebbe potuto immaginare e le persone denunciate ammonterebbero a 64, una ventina dei quali sarebbero il nucleo forte della gang, capitanata da “Budino”.

 

 

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