NEWS   |   Tech test / 28/06/2018

Flares Pro, gli auricolari sia Bluetooth che con filo, con suono da sogno

Flares Pro, gli auricolari sia Bluetooth che con filo, con suono da sogno

VOTO: 5/5
PRO: Un design innovativo: cuffie che possono essere sia wireless che con filo, senza compromessi sonori. E un suono pazzesco, che vi farà riscoprire dettagli perduti.

CONTRO: prezzo importante, ma vale assolutamente l’investimento, se volete ascoltare bene la musica, senza rinunciare alla comodità di cuffie senza fili.

PROVATE ASCOLTANDO:
R.E.M., “Collapse into now”, Bob Dylan, “Highway 61”, Damien Jurado, “The horizon just laughed”, la playlist “New music friday” di Spotify

Il mercato delle cuffie, come sapete se avete letto le puntate precedenti di questa rubrica,  è sostanzialmente diviso in due settori e due tipologie: auricolari e "cuffie grandi", in versione con tradizionale filo e in versione wireless. Quest'ultimo segmento è ormai domaninante: in particolare, negli auricolari la tendenza è quella del “totalmente senza fili”, sul modello delle AirPods.
Poi succede che esce un prodotto completamente innovativo, a suo modo geniale per concept e ottimo per risultato. Le Flares Pro, prodotte da una piccola ma stimata azienda inglese: sono auricolari "In Ear" (di quelli che sigillano completamente l’orecchio, detti anche IEM). E sono posso essere usate sia con filo e jack, sia attaccate ad un modulo blueooth e diventare wireless. 
A Rockol non siamo audiofili puri e duri, ma ci piace ascoltare bene la musica. Questi auricolari suonano meglio di qualsiasi cuffia di questo segmento in circolazione: fanno brillare il suono degli MP3 e dello streaming da computer e smartphone, senza necessità di apparecchiature complesse. 
Mi sono incuriosito alle Flares Pro vedendo un post di Tony Visconti, il produttore di David Bowie, che raccontava che le usa per mixare in studio. Mi sono chiesto: è davvero possibile che suonino così bene? Dopo averle provate, la risposta è: sì, oltre ogni aspettativa. La tendenza delle cuffie è quella di sacrificare il suono al design e alla comodità, o viceversa privilegiare il design rispetto suono. Le Flares Pro non fanno compromessi: sono eccellenti da ogni punto di vista. 
Uscite un anno fa, rimangono avanti a molti concorrenti: attualmente si trovano a 226€ sul sito del produttore, la metà del prezzo originario: un affare. Proviamo spiegarvi perché.

PACKAGING
Partiamo da qua. Le Flares Pro arrivano in un cubo che riproduce i materiali fonoassorbenti dello studio di registrazione. Aperto, il cubo è una scatola a a tre livelli: il primo sono le cuffie. Il secondo, contiene il modulo bluetooth e 9 diversi cuscinetti intercambiabili per l’uso, tre tipologie, una per taglia.Il terzo livello contiene una pochette per il trasporto delle cuffie. Una gran bella confezione e materiali di qualità.

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DESIGN E USO
Le Fares  hanno un design “a proiettile”, con materiali di qualità studiati per eliminare interferenze e risonanze: all’estremità si inseriscono i cuscinetti intercambiabili. 
Si possono usare in due modi: collegandole ad un cavo normale, con jack 3.5 mm. Oppure collegandole ad un modulo Bluetooth. I connettori sono due, uno per auricolare - anche qua per evitare interferenze e separare meglio il suono e sono: si staccano dal filo e si attaccano al modulo bluetooth, e viceversa. 
Agganciate al filo, sono auricolari “normali”, con jack. “Normali” non sono, per via del suono, come vedremo tra poco.
Il tocco di genio è il modulo Bluetooth, una scatolina delle dimensioni di una batteria da 9 volt e dal peso di pochi grammi,  che trasforma le Flares Pro in cuffiette senza fili. La scatolina aggiunge tre tasti, che controllano volume, riproduzione ma anche le chiamate del telefono e gli assistenti vocali (contiene anche un microfono). Sul retro c’è una clip per agganciarla ad un vestito, ma è sufficientemente leggera per essere lasciata penzolare senza influire sulla stabilità degli auricolari, se si è fermi. Per andare in giro, però, meglio appuntarla.
Il bello, però, è che la tecnologia del modulo bluetooth comprende un DAC (ovvero un convertitore digitale analogico) che gestisce direttamente il suono dalla fonte. Il risultato è che senza fili, le Flares Pro suonano esattamente come via cavo, se non meglio.
La funzioni bluetooth, peraltro, sono sopra la media: 12 ore di durata (contre le 5-7 media di di settore di auricolari wireless), connessione stabile (ma un po’ meno potente, in termini di estensione distanza, di altre cuffie); il pairing è semplice (schiacciando due tasti della scatolina). 
Manca un indicatore della durata della batteria; ma quando finisce, le cuffie continuano si possono sempre usare le cuffie via cavo. 
Un piccolo difetto di progettazione: la lunghezza dei cavi, dai connettori al modulo (o al resto del cavo-jack). Sono un po’ corti, giusto per attaccare il modulo al bavero della giacca. Fossero stati un po’ più lunghi, si sarebbero potuto agganciare anche alla cintura, o mettere in tasca. Mentre sul cavo tradizionale con jack mancano i comandi di controllo volume.

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LA SCELTA DEI CUSCINETTI
Altra importante questione dell’uso è la scelta dei cuscinetti: il libretto allegato spiega nel dettaglio come cambiarli e le caratteristiche di ognuno. E' importante trovare 1)la misura giusta per le proprie orecchie 2)scegliere il tipo più comodo. Le tre tipologie  silicone (più durevoli); memory foam morbido audiofili (massima attenzione al suono, ma più delicati) e memory foam resistente (massima attenzione al confort).
Io non amo particolarmente le cuffie In Ear e l’effetto sigillo che producono, ma mi sono trovato molto bene con i cuscinetti delle Flares Pro: alla fine ho scelto quelli audiofili, in memory foam morbildo. Garantiscono l’uscita migliore del suono, sfruttando al meglio il sistema di lenti acustiche degli auricolari. Anche usandoli per ore, non ho avuto particolari fastidi.

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SUONO
Una sola parola: wow. Come dicevamo non siamo audiofili puri e duri, di quelli che usano apparecchiature hi-fi digitali complesse e costose. In rete potete trovare recensioni delle Flares Pro che analizzano in dettaglio la risposta sulle varie frequenze. 
Il senso di questa rubrica, però, è di dare consigli per ascoltare meglio la musica con apparecchiature tutto sommato abbordabili e poco complesse: insomma strumenti “consumer”, ma di qualità. Se avete a cuore la qualità sonora, vi basti sapere che le Flares Pro suonano in maniera spettacolare, anche da un telefonino. Vi permettono di ascoltare la vostra solita musica, dalle solite fonti, ma molto meglio.

Il primo impatto è spiazzante: sembra di sentire un suono fine, abituati a quello più pieno, carico di bassi e un po’ ovattato di molte cuffie odierne. 
Ascoltando con attenzione, le Flares Pro hanno una capacità di rivelare dettagli a cui non siamo più abituati. In particolare sugli alti: ascolto una canzone e saltano fuori particolari che non ti ricordavi: i piatti della batteria, una chitarra che era prima in secondo piano è più brillante. Ma anche sui bassi: il tom della cassa risuona pieno, ma mai invadente, dando profondità. 
Un suono pulito, spazializzato, pieno di sfumature. Nel complesso è un suono equilibrato, non troppo sbilanciato verso qualche gamma. Un bilanciamento perfetto per il rock e per la musica acustica, ma che funziona anche sulla musica che gioca più sui bassi, come il pop e l’elettronica.
Abbiamo fatto la prova con diverse canzoni, quelle che usiamo di solito come test: la precisione della chitarra acustica di Peter Buck in “Uberlin” dei R.E.M.; i piatti di Larry Mullen in “Summer of love” degli U2 (completamente assenti in cuffie anche di buona qualità), la chitarra ritmica in “Like a rolling stone” di Dylan. E si potrebbe andare avanti. 
Non fanno miracoli, ovviamente: perché una parte della qualità sonora dipende sempre dalla fonte, sia di studio (se il produttore ha compresso i suoni e non c’è dinamica e separazione degli strumenti, il suono rimarrà sempre un po’ ovattato) che di riproduttore. Ma il suono delle Flares Pro è da wow pure con gli MP3, da computer o smartphone, senza dover ricorrere a musica “lossless” o a riproduttori ad alta fedeltà. Perde solo un po’ in definizione da piattaforme streaming: meglio ascoltare MP3 in locale, per sfruttarle al meglio.

CONCLUSIONI
Le Flares sono cuffie con un doppio uso, e la loro versatilità è l’arma segreta. Sono “da meditazione”, si godono al meglio stando tranquilli e seduti, concentrandosi sulla musica Ma  le Flares Pro sono anche cuffie da mobilità, senza fili: si possono usare comodamente a spasso, a differenza della maggior parte delle cuffie da audiofili della stessa fascia di prezzo, auricolari e non. . Ma sono leggerissime e il modulo bluetooth è fatto per essere portato in giro.
Uniscono da suono di altissima qualirò con  comodità e praticità in un modo che non ha simili. Certo: rimangono cuffie impegnative, per il prezzo (ma con quello attuale costano meno di un paio di cuffione wireless e, appunto, sono in fascia con concorrenti di settore auduiofili.  E, pur essendo “mobili” non si possono usare in tutte le circostanze: non sostituiscono completamente auricolari da passeggio, per intenderci: sigillano l’orecchio (e quindi isolano dai rumori esterni: attenti….
Se cercate la comodità e la portabilità assoluta, guardate altrove. Se siete appassionati di musica, e vi piace sentirla bene, valgono l’investimento, soprattutto al prezzo più abbordabile di questi giorni - diversamente esiste anche un modello "Jet", solo filo, attorno ai 70€: lo abbiamo provato, ha un ottimo rapporto qualità prezzo, senza le performance delle sorelle maggiori. Con le Flares Pro potrebbe venire voglia di riascoltare tutta la vostra collezione, alla ricerca di dettagli smarriti.