NEWS   |   Tech test / 02/10/2017

Sala Prove: Apple AirPods, musica (davvero) senza fili - il test

Sala Prove: Apple AirPods, musica (davvero) senza fili - il test

VOTO: 4/5

PRO: Innovative, perfette e fluide da usare con i device Apple, la ricarica nella scatola fa dimenticare le questoini di batteria (sono sempre cariche); suono dignitoso, in linea con gli auricolari con filo

CONTRO: prezzo non economico, difficili da usare senza device apple.  

PROVATE ASCOLTANDO: Jack Johnson, "All the light above it too"; Foo Fighters, "Concrete and gold"

 

Quando la Apple annunciò di voler abbandonare il jack audio sugli iPhone sapeva benissimo cosa stava facendo: rinunciare ad una tecnologia diffusissima, ma ormai obsoleta. Aveva letto il presente: l’ascolto della musica era già senza fili. E aveva un piano per il futuro: il wireless, per davvero.

Perché già nel 2016 le cuffie Blueetoth erano una solida realtà: suono da dignitoso a buono, batterie dalla durata accettabile, connessione stabile. Ma il mercato era diviso: da un lato le cuffione, più avanti per offerta e qualità. Dall’altro lato gli auricolari bluetooth: poco pratici, spesso inascoltabili. Le famigerate cuffiette bianche di nuova generazione dovevano andare a coprire quel segmento.
Ed ecco le AirPods: presentate a settembre 2016, messe in commercio a dicembre. Un successo: per mesi sono state di difficile reperibilità, chiunque vada in America vi dirà che sono ovunque e anche da noi si vedono parecchio, per strada. Insomma, sono quasi uno status symbol, come le prime cuffiette bianche al tempo dell'iPod. E, come la settimana enigmistica, Apple ha segnato la strada vantando notevoli tentativi di imitazioni: il mercato si è riempito di auricolari completamente wireless: senza nessun filo, neanche tra un auricolare e l'altro, come quelli Bluetooth "normali".

Successo e hype giustificato? A 9 mesi di distanza dalla diffusione sul mercato, abbiamo testato le AirPods per capirne pregi e difetti.
Ci siamo chiesti: è questo il futuro degli auricolari? Risposta breve: sì. Per una risposta più articolata, continuate a leggere.

Come funzionano? (1) L’uso sui device
Dall’esterno sembrano le cuffiette bianche Apple di seconda generazione, ma senza filo in fondo. Arrivano in una scatolina bianca che si apre come un pacchetto di caramelle: basta avvicinarla ad un iPhone, schiacciare un tasto, e un pop-up vi aiuta ad associarle automaticamente - semplificando notevolmente il processo di pairing che nelle cuffie bluetooth può essere assai fastidioso.
Se avete Mac o iPad, vi ritroverete automaticamente le AirPods nella lista delle connessioni bluetooth e delle uscite audio disponibili (Apple usa l’account iCloud per capire dove farle vedere). Il transferimento dell’audio da un device all’altro è manuale: se state ascoltando musica sul mac e arriva una telefonata, dovete fare un paio di passaggi per usare le AirPods, selezionando l'uscita da un menù. Una scelta voluta: sulle cuffie Bluetooth “multiconnessione” il passaggio avviene in automatico, ma spesso non è fluido e il segnale si perde.

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Come funzionano? (2) La batteria
Uno dei limiti degli auricolari bluetooth è la batteria: mediamente 5-6 ore. Con ascolto intenso, arriva a malapena a fine giornata, e c’è il rischio di rimanere per strada. Le AirPods provano a farvi dimenticare il problema: durano circa 5 ore, ma la custodia carica gli auricolari. Quando non si usano, viene naturale metterli via nella scatola, e appena si ritirano fuori sono di nuovo carichi. Risultato: si carica la scatola una volta ogni 1-2 giorni, e la batteria non è più un problema. Semplicemente vi dimenticherete del loro limite di durata, a meno di non usarle per ore di fila: ma basta mettere nella scatolina e in meno di mezz’ora si arriva al 100% della carica. In 15 minuti si ottengono 3 ore di autonomia.

Come funzionano? (3) I controlli
A differenza della maggior parte degli auricolari Bluetooth, le AirPods non hanno tasto fisici per il controllo: sono troppo piccole, rispetto alle concorrenti. Si possono però controllare alcune funzioni. Sono dotati di sensori di prossimità, quindi il primo controllo è quello più banale: la musica si interrompe e riparte quando li togliete e mettete nell'orecchio. C'è poi la possibilità di fare "tap": nella nuova versione di iOS 11, si possono impostare comandi diversi per ogni AirPod: play/pausa, traccia precedente, traccia successiva, richiamare Siri (l'assistente vocale). La scelta è nascosta dentro le impostazioni Bluetooth dell'iPhone, e il doppio tap per attivare le scelte non è comodissimo, in realtà: si può avere spesso la sensazione che il comando non sia stato recepito perché il doppio tap non è stato fatto nel punto corretto. Da queste funzioni rimane fuori, inevitabilmente e purtroppo, il volume: bisogna ricorrere all'iPhone, o all'Apple Watch, se l'avete.

Come funzionano? (4) Nell’orecchio
Uno dubbi più diffusi sulle AirPods è la posizione nell’orecchio. Al di là della questione estetica: averle addosso fa sempre di avere due orecchini o simili - ma va detto che sono molto meno ingombranti della maggior parte degli auricolari Bluetooth. Non ci hanno dato problemi: in queste settimane di uso (da fermi, camminando, in bici, correndo), non abbiamo mai avuto la sensazione che cadessero da un momento all’altro.
La paura di perderle è semmai legata a lasciarle giro, o che finiscano sepolte in tasca. Ma toglierle e metterle nella scatola (che le rende più facilmente reperibili) diventa un automatismo dopo poco tempo d'uso.
Si può sempre usare la funzione “Trova il mio iPhone” per localizzarle (e per farle suonare). Oppure si possono comprare per pochi euro delle microguaine di gomma che le stabilizzano nell’orecchio, e aderendo al padiglione migliorano anche leggermente il suono. Queste guaine però vanno messe e tolte ogni volta, però, perché quando le cuffie sono ricoperte non entrano nella scatola. 

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Il suono
Già, il suono: la storia della musica digitale è un continuo sacrificio della qualità di ascolto in favore di comodità e portabilità. Le AirPods sono un buon compromesso: suonano tutt’altro che male, sono in linea con le cuffiette bianche con filo di seconda generazione, che erano un notevole miglioramento rispetto a quelle storiche (dal suono invece pessimo).
Certo, non aspettatevi suono da audiofili, e neanche il suono di auricolari monitor “In ear”; ma neanche il suono fine e senza personalità di molti auricolari bluetooh, che sono davvero impresentabili. Il suono delle AirPods è molto centrato sui medi: ha pochi bassi, e non molta profondità. Un suono senza una particolare caratterizzazione o "firma" sonora, come è normale per degli auricolari da uso quotidiano in città. In questo AirPods fanno il loro dovere: oltre che essere comode e pratiche sono buone anche a livello sonoro, per l'uso che se ne deve fare.

Il verdetto - vale la pena?
 Le AirPods però sono un piccolo concentrato di tecnologia davvero spettacolare. Ma con alcune avvertenze: il prezzo non è economico: 179 euro - in linea con auricolari Bluetooth di fascia alta (come quelli della Bose), o come un ottimo paio di cuffie on ear Bluetooth, on un buon paio di over ear.
L’altra avvertenza: sono perfette per utenti Apple: come tutti i prodotti, si integrano perfettamente nell’ecosistema dei prodotti. Si possono usare anche con altri sistemi, ma si perde il bello della fluidità d’uso.