NEWS   |   Italia / 06/03/2018

Kolors, recensione e scaletta del concerto al Quirinetta di Roma

Kolors, recensione e scaletta del concerto al Quirinetta di Roma

Parlano in inglese, si atteggiano come fossero star internazionali, come fenomeni. E suonano, cavolo se suonano. Stash sembra un tutt'uno con la sua Fender (e spesso si lascia andare ad assoli davvero notevoli), Alex picchia duro alla batteria, Daniele si divide tra sintetizzatori, programmazioni e tastiere. Esattamente un mese dopo la partecipazione al Festival di Sanremo 2018 con "Frida (Mai, mai, mai)", per Stash e compagni arriva la prova più importante, quella dei concerti. Non è solo un modo per incontrare il proprio pubblico, ma anche per ritrovare la dimensione nella quale i Kolors sembrano trovarsi più a loro agio: quella dei live, appunto. Il "Frida tour" è partito la scorsa domenica dall'Heart di Napoli e ieri sera, lunedì 5 marzo, ha fatto tappa al Quirinetta di Roma. Il calendario comprende appena cinque date, tutte ospitate da piccoli club italiani: "Volevamo suonare in un'atmosfera più intima", ha spiegato il trio.

Il suono è perfetto per le arene, quelle che i Kolors probabilmente riempirebbero se fossero nati in America o nel Regno Unito, ma viene condensato, adattato alla dimensione più intima e raccolta dei club che ospitano le date del mini-tour del trio partenopeo. Il risultato, alla fine, non cambia poi così tanto: sembra di essere comunque in una grande arena, con gente che balla, salta, si diverte e canta insieme al gruppo.

Rock, pop, funk, elettronica, reggae: Stash e compagni sono come dei piccoli alchimisti, mischiano i vari elementi e si divertono a far perdere le tracce dei confini che separano i generi. "Rubano" un po' qui e un po' là, guardano soprattutto agli anni '80, ai dischi dei Duran Duran, Michael Jackson, Police, Peter Gabriel, quelli con i quali sono cresciuti e si sono formati. E alla fine, a forza di mescolare, riescono a produrre una cosa che è simile a tutto, ma diversa al tempo stesso. Perché, che vi piaccia o no, i Kolors sono dei bravi musicisti. E grandi appassionati di musica, di quella musica, della quale recuperano il suono con una precisione quasi filologica: "Keep on smiling", "Crazy", "Love", "Crystallized", "My queen", "Chemical love", "No more", "Why don't you love me?", arrivano una dietro l'altra, senza neppure un momento di pausa, a ricordare al pubblico chi sono i Kolors e quali sono i loro punti di riferimento.

L'unica ballata in scaletta è "Me minus you", che Stash canta a metà concerto, accompagnato solamente dal pianoforte. Sembra quasi fuori contesto in un concerto del genere, tutto beat, ritmiche anni '80, sintetizzatori e chitarre funky. Ma dura un attimo: si torna subito a saltare per la cavalcata finale, con "Don't understand", "You", "I don't give a funk" e soprattutto "Frida (Mai, mai, mai)" con quegli "EH!" quasi liberatori. Alla fine arriva anche "Everytime", la hit che per i Kolors ha rappresentato l'inizio di tutto: e sul "Wooh-oh-oh!" finale Stash e compagni salutano e ringraziano i loro fan romani.

Il 7 marzo i Kolors saranno in concerto al Locomotiv di Bologna, il 10 al Tunnel di Milano e il 12 all'Hiroshima Mon Amour di Torino, per la data finale di questo mini tour.

(Mattia Marzi)

SCALETTA:
"Keep on smiling"
"Crazy"
"Love"
"Crystallized"
"My queen"
"Chemical love"
"No more"
"Why don't you love me?"
"What happened last night"
"Me minus you"
"Don't understand"
"You"
"Frida (Mai, mai, mai)"
"I don't give a funk"
"Everytime"

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