AC/DC, addio a Malcolm Young

AC/DC, addio a Malcolm Young

Malcolm Young, chitarrista ritmico - fratello di Angus - e co-fondatore degli AC/DC, è morto all'età di 64 anni. Ad annunciarlo è stata la stessa band, con un post pubblicato sul proprio account Facebook ufficiale:

"E' con grande dispiacere che gli AC/DC annunciano la scomparsa di Malcolm Young", si legge nella nota ufficiale diramata dal gruppo australiano: "Malcolm, con Angus, è stato il creatore e fondatore degli AC/DC. Con enorme impegno è stato la forza nascosta che ha guidato la band. Come chitarrista, autore e visionario, è stato un perfezionista e un uomo unico. Ha sempre tenuto il punto e detto ciò che voleva. E' sempre stato molto orgoglioso di ciò che ha fatto. La sua lealtà nei confronti dei fan è stata insuperabile".

"Come fratello è molto difficile esprimere a parole ciò che ha rappresentato nella mia vita", ha dichiarato, a margine del comunicato ufficiale, Angus Young: "Il legame che avevamo era unico e speciale. Ci lascia un'eredità attraverso la quale vivrà per sempre. Bel lavoro, Malcolm".

Come riferito dalla famiglia al network australiano SBS, l'artista è morto oggi, sabato 18 novembre, a casa sua, "circondato dall'amore dei suoi familiari". Questa è la seconda tragedia che colpisce il clan degli Young, in poco meno di un mese: lo scorso 23 ottobre è scomparso anche George, fratello maggiore di Angus e Malcolm che co-produsse - partecipando anche attivamente alle session in veste di bassista - alcuni dei più grandi successi dei primi AC/DC come "High Voltage", "T.N.T.", "Dirty Deeds Done Dirt Cheap", "Let There Be Rock" e "Powerage".

I fan, gli appassionati e gli addetti ai lavori erano da tempo al corrente dei problemi di salute che affliggevano il chitarrista: nella primavera del 2014 gli AC/DC comunicarono che Malcolm si sarebbe preso "una pausa" per risolvere non meglio specificati "problemi di salute": le sue condizioni cliniche, all'epoca, non vennero mai chiarite, e lo stesso Brian Johnson, allora ancora frontman del gruppo, smentì le voci circolanti su un possibile sciogliemento del gruppo. Tuttavia, solo qualche mese più tardi, a giugno, il gruppo ufficializzò l'ingresso in formazione di suo nipote, Stevie Young, come suo rimpiazzo. L'annuncio, non rassicurante, fu seguito - nel settembre dello stesso anno - da un'indiscrezione trapelata sul Sydney Morning Herald, secondo la quale Malcolm sarebbe stato costretto a ricevere assistenza medica a domicilio, 24 ore su 24, perché colpito da una grave forma di morbo di Alzheimer.

Poco dopo, a fare chiarezza sulle sue effettive condizioni di salute fu lo stesso Angus, che spiegò come il fratello, a causa della malattia, fosse costretto a rinunciare anche alle session di registrazione di "Rock or Bust", l'ultimo album consegnato agli annali dagli AC/DC nel 2014.

"Gli piace ancora la musica", spiegò Angus: "Ci assicuriamo che abbia da ascoltare le canzoni di Chuck Berry e Buddy Holly". Ma le regole interne al gruppo - "spietate", come le ha definite pochi giorni fa Jesse Fink, il più autorevole studioso dei giganti australiani del rock - imposero la regola del "the show must go on", e lo show - come da programma - proseguì. Come, purtroppo, proseguirono i problemi medici di Malcolm: già operato - con successo - per la rimozione di una massa tumorale a un polmone alla fine del tour di "Black Ice" - durante il quale l'artista accusò i primi sindomi del male che in seguito l'avrebbe costretto al ritiro - nel 2015 al chitarrista fu applicato un pacemaker.

Nato a Glasgow il 6 gennaio del 1953, pur defilato - come immagine - agli occhi delle platee meno attente, Malcolm era l'autentico motore degli AC/DC: influenzato dal rock and roll degli anni Sessanta e Settanta, Young ha modellato il sound della band elaborando insieme al fratello minore Angus i riff che avrebbero reso immortale la band di "Highway to Hell", firmando alcuni dei brani più celebri del gruppo come "Let There Be Rock" e "Riff Raff".

Seppure simbolicamente - essendo il chitarrista non più effettivo, in formazione, dal 2014 - la scomparsa di Malcolm Young potrebbe segnare definitivamente - e ufficialmente - la fine degli AC/DC così come la maggior parte della platea mondiale li ha sempre conosciuti: estromesso nel 2015 Phil Rudd per i noti problemi con la giustizia neozelandese, i giganti del rock australiano negli ultimi 24 mesi sono stati protagonisti di un autentico stravolgimento della propria line-up. Dopo l'estromissione di Brian Johnson - per problemi di salute - nel 2016, l'annunciato ritiro dello storico bassista Cliff Williams pochi mesi dopo, alla fine del tour in supporto a "Rock or Bust", ha reso Angus Young l'unico elemento originale del gruppo in formazione. Ruolo, questo, decisamente scomodo, soprattutto quando ci si trova a confrontarsi con un'eredità come quella lasciata da una delle più grandi rock'n'roll band di sempre.

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