Dead Daisies: quattro chiacchiere con John Corabi - INTERVISTA

Dead Daisies: quattro chiacchiere con John Corabi - INTERVISTA

I Dead Daisies sono un progetto mondiale, con musicisti sparsi fra Australia e USA. E che musicisti: l’ultima formazione vede sul palco nomi del calibro di Brian Tichy (Ozzy Osbourne, Foreigner) alla batteria, David Lowy (Red Phoenix, Mink) alla chitarra, John Corabi (Mötley Crüe, The Scream) alla voce, Doug Aldrich (Whitesnake, Dio) alla chitarra e Marco Mendoza (Thin Lizzy, Whitesnake) al basso… insomma, in pratica una sorta di supergruppo dell’hard rock e del metal.

Forti di un nuovo album dal vivo appena uscito, i DD sono in tour in Europa e li abbiamo intercettati per un rapido scambio di battute. A rispondere è nientemeno che il frontman John Corabi, con la sua ironia tagliente.

Ecco il risultato della chiacchierata…

Il termine "supergroup" – “supergruppo” – probabilmente è uno dei primi a venire alla mente pensando ai Dead Daisies... vi sentite a vostro agio con questa definizione?
No, in realtà credo che dovrebbe essere ancora più altisonante. Dovrebbe essere “soup group” perché alla nostra veneranda età ormai nessuno di noi ha più i denti per masticare! [gioco di parole: “soup” significa zuppa, minestra in inglese - ndr]

Suonate un hard rock senza fronzoli, energico e senza temp. Come nascono i pezzi? C’è un autore principale?
Scriviamo tutti insieme e ognuno di noi contribuisce allo stesso modo. Ci divertiamo molto a farlo.

Dal vivo siete una band di grande impatto: siete soddisfatti della riuscita del disco live?
Tutti hanno suonato alla grandissima, Doug [Aldrich, chitarrista – ndr] ha fatto un gran lavoro per selezionare i migliori pezzi fra tutte le registrazioni fatte e Anthony ha mixato tutto da Dio.

Siete in tour in Europa ora. Avete qualche aneddoto particolare sull’Italia, dato che ci siete già stati?   
Io sono stato in Italia tantissime volte e il pubblico è sempre carichissimo; poi il cibo è incredibile. È sempre una bella esperienza venire lì

I Dead Daisies hanno membri sparpagliati per il mondo e coinvolti in altri progetti. È difficile coordinare tutto e gli impegni di tutti?
Usiamo un piccione viaggiatore: ci facilita molto nelle comunicazioni.

Beatles o Rolling Stones?
Il primo gruppo di cui sono stato fan sono I Beatles, ma in tutta onestà non amo questa diatriba perché non capisco come mai non possano piacere entrambe le band.

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