Morgan su 'Amici': 'Mi hanno detto: vogliamo Emma e tu l'affiancherai. Non se ne parla proprio'. E sui social pubblica la sua 'richiesta d'aiuto'

Morgan su 'Amici': 'Mi hanno detto: vogliamo Emma e tu l'affiancherai. Non se ne parla proprio'. E sui social pubblica la sua 'richiesta d'aiuto'

Dopo il lungo post pubblicato sui suoi canali social ufficiali, Morgan ha rilasciato un'intervista a La Repubblica per parlare del suo allontanamento da "Amici", che è stato ufficializzato ieri pomeriggio da Maria De Filippi tramite un comunicato stampa. Ecco cosa ha detto il cantautore brianzolo nell'intervista:
 

"I ragazzi non sono assolutamente contro di me. Gli autori hanno costruito una realtà parallela, come sono abituati a fare per lavorare in tv. maria per prima mi aveva consigliato di discutere con i ragazzi, io ci sono cascato senza capire a chi giovasse. I ragazzi sono condizionati, plagiati, filmati giorno e notte".


E ancora:
 

"Mi impedivano di consegnare personalmente le canzoni ai ragazzi impedendo così di poter contestualizzare le ragioni di una scelta, di farli insomma innamorare: ho mandato mille messaggi, li ho avvertiti che stavano distruggendo il mio lavoro e il mobbing è iniziato da lì, hanno cominciato a gasare i ragazzi contro di me".


Infine, Morgan ha tirato in ballo Emma Marrone, che - ha svelato lui - dovrebbe sostituirlo come direttore artistico della squadra bianca:
 

"Ho fatto la mia scelta di andarmene finché non avessero risposto alla proposta: posso lavorare? Mi hanno detto: vogliamo Emma nel tuo posto di coach e tu l'affiancherai. Ma non se ne parla proprio, non distinguono nulla, non avendo cognizione musicale pensano che siamo compatibili. Pensano che sia logico vedere Emma e Morgan capitanare insieme una squadra: come vedere Almirante e Berlinguer che fanno un partito. Maria voleva vedermi come un burattino nel suo show".


Morgan ha rilanciato l'intervista a La Repubblica, pubblicata sulle colonne del quotidiano nella giornata di oggi, mercoledì 12 aprile, sui suoi canali social ufficiali; e dopo aver condiviso l'intervista l'ex frontman dei Bluvertigo ha pubblicato il testo di una e-mail che avrebbe scritto qualche giorno fa ad alcuni amici come "richiesta d'aiuto" (così l'ha definita lui). Ecco, di seguito, il testo integrale di questa email:
 

Qualche giorno fa ho messo a fuoco quello che stava capitando, anche se non avevo del tutto chiaro come ora che finalità aveva tutto questo, ho scritto in forma privata questa desolante forma di richiesta di aiuto ad alcuni veri amici e ora ho deciso di pubblicarla.

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“Amici” di Morgan

Esperienza Mediaset: molto difficile, molto rischiosa, un po' scioccante, ci sto provando, vi dico una cosa: mi tappano la bocca, ancora prima che inizi a parlare, non mi fanno esibire, non mi danno libertà di costruire percorsi musicali pensati ad hoc per i concorrenti, non ho libertà di scelte, interferiscono continuamente con il mio lavoro senza alcuna cognizione o competenza, in sostanza non mi lasciano parlare di musica né divulgarla attraverso il video però non esitano minimamente a ingigantire le insicurezze dei giovani concorrenti che, impauriti fomentati completamente travolti da un clima di panico, di segregazione cupa priva di stimoli o supporti didattici e loro reagiscono naturalmente in maniera scomposta (e li comprendo) diffidando di me, non studiando, nemmeno accettando le "proposte" che da me provengono sui brani assegnati (frutto di ricerca e lavoro artigianale del sottoscritto e suoi collaboratori per realizzare sonorità originali), e notate che il regolamento dice che le assegnazioni sono incontestabili, e invece io sono sempre stato disposto a sviluppare uno spirito critico e di autosufficienza nella loro personalità, ma qui siamo al paradosso. De André, Piazzola, Pink Floyd, Battiato, Beatles, Endrigo, Ciampi, Mogol, Lou Reed, Modugno, Jonny Cash, Trent Reznor, Brian Eno, Ultravox, per dire alcuni degli autori respinti a gran voce, tutto schifo, tutto merda, tutto inutile, tutto vecchio, spazzatura.

Sono i concorrenti a dirlo, e a dire quello che vogliono fare, anche con superbia, insomma cioè quei pochissimi privilegiati che hanno avuto accesso alla gara, i talenti della mia squadra, ammutinati, allo sbando. Altro che bestie da mettere in scena, oggetti, scatole, preferibilmente da non riempire. Non conoscono quelle canzoni (opere) ma si rifiutano di eseguirle. Tutto questo vissuto con nonchalance, dagli adulti, come se niente fosse, tutto normale.

Il pubblico? Uno sciame in continuo vociare in continuo mai cessante, incodificabile tifo ma comodissimo per qualsiasi sparata demagogica, o peggio per qualsiasi furioso impietoso banalissimo attacco al più debole, al meno difeso. Gara al linciaggio, e pure questo dura una frazione di secondo, verrà immediatamente sommerso da un boato, per cosa? Boh, non si capisce.

Mi dicono che è così che funziona. No, per me è strano. Mai capitato prima d'ora. Pensavo che se c'era una cosa che mi veniva bene e non si trattava di un personale delirio ma di una cosa dimostrata più volte, pubblicamente, in molte occasioni fosse fare innamorare di ciò che amo, delle canzoni e dei racconti sulla musica. Non mi occupo di altro, sono un musicista, come altri, amo e parlo di musica non ci tengo a dire la mia in argomenti che non padroneggio. Sono forse un po' “di nicchia” ma è certo che rispetto la musica e con entusiasmo e curiosità prendo e do informazioni, lo faccio con serietà, dedizione e studio, perché la competenza e il merito sono i requisiti fondamentali. Ma qui non si può parlare manco di rispetto, perché è ovvio che oltre a non rispettare me come persona e come professionista non si rispetta proprio la musica, cioè non frega proprio niente di niente. Ovvio che non si coglie il lavoro sulla musica, credo proprio che non lo si considera utile da queste parti, forse addirittura cosa da evitare assolutamente, non sia mai!

Sarà perché non ho tanto di interagire realmente con i concorrenti (tranne qualche rigorosamente e imbarazzantemente registrato momento di “lezione” in cui però si parla quasi sempre non di musica ma della “gara”) così da poterli conoscere veramente e così da poter insegnare o trasferire qualcosa loro con la passione e l'impegno che metto a disposizione. Mi intortano con la scusa che il pubblico è ignorante, e quindi tale deve rimanere. Nossignori, nossignori.
Secondo me LA GENTE NON È SCEMA, IL PUBBLICO NON È SCEMO E MERITA IL RISPETTO DI CHI GLI ENTRA IN CASA.

Trattiamolo come noi vorremmo essere trattati, e soprattutto parliamogli come si fa con degli interlocutori che riteniamo degni, non pensando che tanto loro non capiscono.

Io suono e parlo di musica. Questo so fare, questo sarei stato chiamato a fare, ma non riesco. Sono gettato nel discredito, sono snaturato, completamente depotenziato, delegittimato, sfruttato male, svuotato, deriso, insultato, e assisto ad una incredibile presa per i fondelli mia, dei giovani e indifesi talenti, e del pubblico. A che pro? A chi giova?

Morgan, con grande amarezza.


 

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