Battiato presenta i suoi 'Dieci stratagemmi' (e ricorda Giuni Russo)

Battiato presenta i suoi 'Dieci stratagemmi' (e ricorda Giuni Russo)

“Attraversare il mare per ingannare il cielo”.

E’ uno dei dieci stratagemmi del nuovo album di Franco Battiato, ripreso fra i 36 indicati in un libro cinese di strategia e tecnica militare (“Dobbiamo difenderci dalla prepotenza dei potenti” ha detto Battiato in apertura dell’incontro con la stampa, “e dai media che amplificano le loro azioni in maniera esagerata e servile”). Un disco in cui l’artista siciliano spara a zero contro politica e attualità. “C’è poco da stare allegri di questi tempi. Io sono sereno e felice, ma ciò non mi toglie dal disappunto che provo per come sta andando il mondo”. Un Battiato amareggiato sulla condizione della televisione e soprattutto della musica. “La nostra società sta vivendo un periodo di forte abbassamento. Piano piano sta scomparendo anche il sistema musicale. Per raggiungere il successo basta un videoclip con tette e culi, oppure comunicare messaggi ridicoli. E gli stranieri sono bravissimi ad esportare questi modelli, proprio perché alla gente piace la superficialità”. Nel brano “I’m that” il testo (in inglese, ma questa frase è tradotta in italiano nel libretto) recita: “Non sono mussulmano né induista, né cristiano né buddista, non sono per il martello né per la falce, né tanto meno per la fiamma tricolore, perché sono un musicista”. “L’ho scritta perché mi ero stufato di tutti coloro che mi attribuiscono colori politici. Dopo 40 anni di carriera in cui ho espresso chiaramente le mie idee, ho voluto mettere un sigillo ben preciso per sancire la mia posizione di semplice musicista. Il brano è cantato con me da Cristina Scabbia, la vocalist dei Lacuna Coil, e in quel momento del pezzo sentivo che ci sarebbe stato bene un recitativo. Quella frase originariamente l’avrei voluta scrivere sulla copertina, e invece c’è stata benissimo lì, detta dalla voce di Cristina”. La politica torna nel brano “Ermeneutica”, con un incipit forte e determinato: “Eiacula precocemente l’impero”. “Appena ho letto questo verso di Sgalambro ho pensato subito che dovevo recitarlo, che non aveva bisogno di musica. E’ una frase bellissima. Un’altra che amo del disco, anche se dapprincipio non mi aveva convinto, è ‘Tutte le macchine al potere e gli uomini a pane e acqua’. ‘Ermeneutica’ ha un testo che entra in maniera maliziosa e impertinente nell’attuale questione politica. Denota un pericolo e rivendica come la politica debba tornare al suo significato originale, ossia di attenzione verso la polis”. Cosa pensa del tour “Vote for change” a cui parteciperanno Bruce Springsteen, R.E.M. e Ben Harper? “Apprezzo questi artisti. Vanno a cantare le loro canzoni contro il governo americano. E’ una scelta di campo forte. E già i Beastie Boys avevano scritto tre canzoni contro Bush”. In “Ermeneutica” il Presidente degli Stati Uniti viene descritto come una scimmia a cui gli stati servi si inchinano. “Sì, come uomo del mio tempo alzo la testa perché non sopporto i soprusi da parte del potere imperante, perché è falso e portatore di menzogne”. Al disco partecipano Maurizio Arcieri e Christina Moser, i Krisma, già “recuperati” da Battiato nel suo film “Perduto amor”. “Ci siamo semplicemente ritrovati, come conseguenza di una simpatia reciproca lampante. La nostra collaborazione è stata divertimento puro, clima che si ritrova anche nelle sonorità delle canzoni scritte assieme. Loro mi hanno portato dei contributi elettronici, che io ho importato sul mio computer e poi ho lavorato a Catania, durante la preproduzione del disco; e ‘Odore di polvere da sparo’ rispecchia alla perfezione l’intesa del trio Krisma-Battiato-Sgalambro, testimoniata anche da altri due pezzi del disco: ‘23 coppie di cromosomi’ e ‘Apparenza e realtà’”. Nel disco c’è anche un brano ispirato al romanzo “Il deserto dei Tartari” di Dino Buzzati: la “Fortezza Bastiani”, il luogo che ospita il tenente Drogo mentre trascorre l’esistenza ad aspettare un nemico e una battaglia che non ci saranno mai. “Prende dal libro solo l’idea della fortezza. Le nostre allucinazioni sono reali e la fortezza serve per difendersi dalle bugie e dalle menzogne dei politici imbonitori”. E’ un disco che i fan si aspettano? “Penso di sì. Già con ‘Tra sesso e castità’ ho ricevuto segnali positivi in questo senso. E non è vero che è un album cupo. Ci sono anche momenti luminosi: la stessa ‘Tra sesso e castità’ esterna un erotismo vivo, e ‘La porta dello spavento supremo’ è un brano di meditazione molto sereno”. Dopo “Perduto amor” è da tempo in preparazione una seconda pellicola. “Gireremo a partire da febbraio, in vari paesi. Siamo molto soddisfatti della sceneggiatura, che è ormai completata, e che in parte riguarda ultimi anni di vita di Ludwig van Beethoven, un compositore che da giovane ho studiato e che poco a poco mi ha intrigato sempre di più. Il ruolo di Beethoven sarà affidato al regista Alejandro Jodorowski. E’ un film a basso budget, e infatti forse porteremo questo disco in tour. abbiamo bisogno di contanti!”. A proposito di cinema, Battiato rivela che Marco Bellocchio gli aveva proposto di interpretare il ruolo di Aldo Moro nel film “Buongiorno notte”, da poco presentato alla Mostra del Cinema di Venezia: “Ma stavo montando ‘Perduto amor’, e poi per fare l’attore bisogna saper recitare. se avessi accettato il ruolo non aavrai saputo rendere credibile la rassegnazione da vittima di Moro nei suoi rapporti con i brigatisti che lo tenevano prigioniero”. Fra i progetti futuri di Battiato c’è anche una trasmissione televisiva che unisce musica, religione e filosofia. Esiste una trattativa aperta che dovrebbe essere chiusa nelle prossime settimane. Andrà in onda sul digitale terrestre e successivamente in replica su una delle reti RAI. Dovrebbe intitolarsi “Bitte, keine Reklame” (per favore niente pubblicità). “Il titolo si riferisce all’abitudine degli austro-ungarici di mettere questa frase nelle cassette della posta per evitare che vengano riempite da volantini pubblicitari. Sarà uno spazio grande e vuoto nel quale campeggeranno quattro postazioni: quella a Nord sarà dedicata ad un artista musicale presente o omaggiato; il lato Est sarà quello spirituale, nel quale incontrerò uomini speciali del nostro tempo, come ad esempio un maestro di buddismo zen; il lato Ovest sarà a sorpresa: cineasti, danzatori, artisti di teatro; infine, nel lato Sud Sgalambro colloquierà con scienziati e cosmologi. Insomma: una trasmissione adatta al nostro paese… Fra i personaggi musicali mi piacerebbe parlare di un direttore d’orchestra russo, Kiril Kondrashin, un grande artista non riconosciuto. Non sopportava le vessazioni del potere del suo paese e andò a vivere in Olanda. Vorrei far sentire la sua direzione dal vivo della seconda sinfonia di Mahler: Kondrashin ebbe un attacco di cuore in camerino, ma salì lo stesso sul palco. Diresse un’esecuzione che ha del metafisico. Morì qualche minuto dopo…”. Battiato era molto amico di Giuni Russo, come la ricorda? “Preferisco in questo momento non unirmi al coro di quanti la stanno osannando, ora che è scomparsa, mentre invece l’avevano snobbata in vita. Sarebbe meglio stare zitti adesso, e riparlarne a bocce ferme. Non è stata capita e apprezzata come doveva, perché aveva capacità tecniche senza precedenti. E mi dà fastidio il comportamento di qualcuno che dovrebbe tacere e che invece parla…”.

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