Giovanni Caccamo in concerto a Roma: nuovo album a febbraio e (forse) Sanremo 2016 - LIVE REPORT

Giovanni Caccamo in concerto a Roma: nuovo album a febbraio e (forse) Sanremo 2016 - LIVE REPORT

E' da tempo che Giovanni Caccamo cerca di ritagliarsi uno spazio nel panorama musicale italiano: nel 2008, a 18 anni, lasciò la Sicilia (terra che gli ha dato i natali) per trasferirsi a Milano, in cerca di fortuna; nel 2010 partecipò ai provini della quarta edizione di X Factor, ma fu scartato proprio ad un passo dai "live show" da Mara Maionchi; in seguito alla mancata partecipazione al talent, rivestì per qualche mese i panni di inviato e presentatore per alcuni programmi per ragazzi targati RAI. La prima grande occasione, per il cantautore siciliano, è arrivata nel 2013, quando Franco Battiato, un po' come un mecenate, ha prodotto il suo singolo di debutto ("L'indifferenza") e lo ha scelto per aprire i concerti del suo tour. Il brano, presentato alle selezioni della categoria "Nuove proposte" del Festival di Sanremo 2013, era stato scartato dalla commissione della manifestazione canora. Rassegnato, Giovanni stava per tornarsene a Modica; avviene però a questo punto un incontro importante: quello con Caterina Caselli e Filippo Sugar, che lo mettono sotto contratto per la Sugar. Si arriva dunque al Festival di Sanremo 2015: sostenuto dalla nota etichetta, Caccamo si presenta tra i "Giovani" con il brano "Ritornerò da te" e, dopo aver superato le selezioni e le eliminatorie, conquista il primo posto nella categoria.

La vittoria a Sanremo ha davvero dato una svolta alla carriera del cantautore? Beh, a guardare i numeri non si direbbe affatto - almeno per il momento: il suo album di debutto, "Qui per te", ha debuttato appena alla 55esima posizione della classifica FIMI, per poi risalire fino alla 29esima nella seconda settimana di vendite, scendere nuovamente alla 33esima nella terza, precipitare alla 91esima nella quarta settimana ed uscire infine dalla classifica dopo solamente cinque settimane dalla sua pubblicazione. Poca fortuna ha avuto anche "Ritornerò da te", il brano con cui ha vinto tra i "Giovani" a Sanremo, che è riuscito a spingersi solamente fino alla 19esima posizione nella classifica di vendita dei singoli e che - a tre mesi di distanza dal Festival - risulta essere sì il più trasmesso in radio tra tutti quelli che hanno partecipato alla categoria "Giovani", ma solamente il quindicesimo nella classifica congiunta dei brani sanremesi più trasmessi (in questo senso, Rocco Hunt aveva fatto decisamente di meglio lo scorso anno con "Nu juorno buono", e come lui anche Antonio Maggio con "Mi servirebbe sapere", nel 2013).

Non molto favorevoli anche i numeri registrati ieri sera, all'Auditorium Parco della Musica di Roma, che ha ospitato la seconda data del suo "Qui per te tour". Giovanni si è esibito nella sala più piccola dell'Auditorium romano, il Teatro Studio: appena 350 posti. A circa una settimana dal concerto, risultavano essere stati acquistati solamente 179 biglietti, poco più della metà. E la situazione non è mutata più di tanto a ventiquattr'ore dal concerto. I numeri non sono dalla parte di Caccamo, che ieri sera si è esibito di fronte ad appena 200 paganti (150 i posti liberi, in platea) e questo è evidente; c'è qualcosa che non va, e questo qualcosa non è imputabile solamente al pochissimo spazio concesso alle nuove proposte sul palco dell'Ariston (tra l'altro, quest'anno, i giovani hanno avuto modo di esibirsi in access prime time: certo, non è la stessa cosa che esibirsi in prima serata, ma sempre meglio che cantare alle tre di notte, quando i conduttori di Uno Mattina sono pronti per la diretta). Da quello che si è avuto modo di ascoltare (e vedere) ieri sera a Roma, il cantautore siciliano è indubbiamente bravo e talentuoso: ha una bella scrittura, sia a livello di testi che a livello di musica (una contaminazione tra elettronica, classica e pop - si veda "Il mondo non mi basta" e "Distante dal tempo"). Quello che gli manca, almeno per ora, è un'identità ben definita: a volte somiglia troppo a Raphael Gualazzi (specialmente durante l'esecuzione di un pezzo come "Can't take my eyes off you", proposto in una malinconica versione piano e voce), altre volte scimmiotta Mengoni ("Il mondo non mi basta", "Distante dal tempo", le cui sonorità elettroniche stridono con la sua voce elegante), altre volte cerca di avvicinarsi (forse neanche rendendosene conto) a Francesco Renga (nella reinterpretazione di "Il negozio di antiquariato" di Niccolò Fabi), il tutto nell'apparente convinzione di essere un nuovo Battiato. Con qualche differenza: non possiede il timbro caldo di Gualazzi, né l'incisività di Mengoni né la voce precisa e potente come quella di Renga. E dello sperimentalismo di Battiato, nella sua musica, ci sono ben poche tracce (riconducibili per lo più alla mescolanza, alla quale accennavamo poco sopra, di stili e generi diversi come l'elettronica e la classica). Ne deriva un ibrido informe con una personalità non ancora chiarissima, e ciò non rende giustizia alla sua musica: si veda il caso della sua riproposta di "Adesso e qui (Nostalgico presente)" - brano che Malika Ayane ha presentato tra i "big" al Festival di Sanremo 2015 e che porta anche la firma di Giovanni - dove l'interpretazione non riesce ad essere tanto a fuoco e a coinvolgere quanto il testo e la musica.

La scaletta del concerto ha visto il cantautore eseguire, spalleggiato dal chitarrista e producer Placido Salamone (già collaboratore di Andrea Nardinocchi, Ornella Vanoni e Deborah Iurato), un totale di diciotto brani, a volte accompagnandosi al pianoforte ("Oltre l'estasi", brano che nella versione disco presenta un arrangiamento sovraccarico di tastiere e programmazioni, "Piove", la cover della battiatiana "La cura"), altre volte suonando la tastiera ("Mare mare", "Distante dal tempo"). Il pubblico ha salutato le varie esibizioni con timido entusiasmo, per poi lasciarsi andare ad un caloroso applauso solo nel finale, convincendo il cantautore - che nel frattempo era corso dietro le quinte - a tornare sul palco per l'encore (che lo ha visto proporre una cover di "Il negozio di antiquariato" di Fabi e riproporre i singolo "Ritornerò da te" e "Distante dal tempo", in versione piano e voce).

Nel corso della serata, Caccamo cerca di uscire dal suo mondo trasognato e di dialogare con il pubblico; lo fa interagendo direttamente con gli spettatori, invitandoli a fare domande e rispondendogli (si parla anche di spiritualità e a tal proposito il cantautore rende omaggio a Giuni Russo reinterpretando il brano "La sua figura"). E per strappare qualche sorriso al pubblico, si improvvisa anche imitatore, facendo il verso a Franco Battiato, Caterina Caselli e Mara Maionchi.

Al termine del concerto, mentre gli spettatori abbandonavano la sala, abbiamo raggiunto Giovanni, scambiando con lui quattro chiacchiere: "Il nuovo disco? Ci sto lavorando, con i fucili puntati", scherza il cantautore, "se tutto va bene, uscirà a febbraio 2016". Dunque in concomitanza con un possibile ritorno sul palco dell'Ariston, stavolta tra i "big"? "Magari! Chissà, chi può saperlo? D'altronde, l'ultimo giovane ad aver vinto tra le nuove proposte che si è poi ripresentato tra i big, anche se due anni dopo, è stato Raphael Gualazzi, nel 2013".

(di Mattia Marzi)

SETLIST:
"Nel fango"
"Can't take my eyes off you"
"Il mondo non mi basta"
"Distante dal tempo"
"Adesso e qui (Nostalgico presente)"
"Oltre l'estasi"
"Piove"
"La cura"
"Satelliti"
"Mare mare"
"La sua figura"
"Fuori da qui"
"Silenzio"
"Mezze verità"
"Ritornerò da te"

ENCORE:
"Il negozio di antiquariato"
"Distante dal tempo"
"Ritornerò da te"

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