'Sputi': quando la musica incontra il teatro

Un album nato quasi per caso, come ideale coda di uno "concerto variabile" portato in giro per i palchi italiani: i Mercanti di Liquore e Marco Paolini descrivono così "Sputi", disco registrato ai Mezzanima Studio di Arcore dall'ensemble acustico monzese e dall'attore e autore teatrale bellunese.

"Avevo un po' di paura a portare lo spettacolo su Cd", confessa Paolini, "essenzialmente per due ragioni: la prima è che - da profano della musica quale sono - ero un po' incerto sul risultato. La seconda è perché, essendo uno spettacolo nato e pensato per essere proposto dal vivo, pensavo che la versione fissata su supporto digitale non avesse il respiro proprio della versione live. Ma l'aver lavorato in completa tranquillità in uno studio disperso nella campagna brianzola ci ha permesso di ottenere ciò che volevamo". "In effetti ci sarebbe piaciuta l'idea di catturare il concerto dal vivo", fa eco Lorenzo, voce e frontman dei Mercanti di Liquore, "Ma, disponendo di uno studio di registrazione, ci siamo fatti affascinare dal lavoro in sala d'incisione, provando e sperimentando soluzioni che solitamente non adottiamo nella dimensione live". Marco Paolini chiarisce, però: "Non vorrei che il pubblico considerasse 'Sputi' un lavoro teatrale: il disco è figlio infatti di un concerto, di una serie di canzoni proposte dal vivo. L'aspetto interessante di questa operazione è la mia 'non specializzazione' in ambito musicale: l'essere un non addetto ai lavori, infatti, ha dato più stimoli sia a me che hai miei colleghi per spingerci oltre, ed ottenere risultati molto interessanti e poco ortodossi". Nel Cd, infatti, Paolini si cimenta nell'esposizione di alcune filastrocche di Gianni Rodari, di una selezione dei "Canti orfici" di Dino Campana, oltre che di lavori di Biagio Marin, Erri De Luce e Mario Rigoni Stern. "Anche i testi scritti da me sono comunque frutto del mio bagaglio culturale: la 'messa in musica' è stata molto naturale. Un po' come Woody Guthrie si rifaceva nello scrivere le liriche alla tradizione americana, noi abbiamo trovato terreno fertile negli autori che abbiamo sempre letto e apprezzato. La scelta di inserire Rodari in questo novero è significativa", afferma Paolini, "Innanzitutto le filastrocche hanno una naturalezza intrinseca che pochi altri testi hanno, e - in secondo luogo - Rodari è sempre stato un autore parzialmente conosciuto dal grande pubblico, che l'ha sempre approcciato come autore per l'infanzia". Ma, una volta fissato il momento artistico su Cd, "Sputi" continuerà ad essere uno spettacolo dal vivo? "Assolutamente sì", concordano band e uomo di teatro: "Anche perché non potrebbe essere altrimenti: lo spettacolo muta continuamente, ed è ancora in fase di rodaggio. In aprile faremo qualche sporadico concerto, anche se una vera e propria tournée è stata prevista per maggio". Il lavoro congiunto che ha visto Paolini collaborare coi Mercanti di Liquori è stato vissuto in maniera molto intensa dalla band brianzola, come spiega Lorenzo: "La lavorazione a questo Cd ha interrotto i lavori al nostro nuovo disco, che a questo punto, però, non abbiamo idea di come possa venire: collaborare con Marco ha messo in discussione moltissimi 'punti fermi' del nostro essere band, e questo non mancherà di farsi sentire". Su una possibile collaborazione su un progetto futuro le parti rimangono estremamente vaghe: "'Sputi' ci ha arricchito a vicenda", ammette Paolini, "Ma io rimango un attore e autore e i Mercanti di Liquore una band. Il bello di collaborare con persone diverse è che i reciproci progetti, inevitabilmente, continueranno a procedere su binari separati".

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