@live, la guida ai concerti della settimana: Nick Cave, Loop, Gogol Bordello...

Ora che siamo agli sgoccioli possiamo dirlo ufficialmente: è stato un gran novembre per la musica dal vivo. Placebo, Bastille, Waterboys, Spain, Primal Scream, Daughter, Suede, Arctic Monkeys, Local Natives, The Heavy, Low, Iceage, Bob Dylan, Queens Of The Stone Age, Joseph Arthur… sono solo alcuni degli artisti che abbiamo avuto la fortuna di ascoltare nel corso degli ultimi, beh… ventisei giorni.

Che poi novembre, storicamente, sia uno dei periodi dell’anno più ricchi di appuntamenti già si sapeva; ve lo avevamo già detto a inizio mese. Però una cosa è mettere le mani avanti, e un’altra fare i conti a partita finita. Che poi finita non è: abbiamo ancora qualche giorno per chiudere in bellezza, e, fidatevi, sarà una chiusura con il botto. Le regole sono sempre le stesse: sei nomi, da qui a giovedì. Venerdì poi ci ritroviamo, facciamo il punto e si ricomincia.
Di solito suddividiamo i nostri suggerimenti in base ai giorni (stasera suona… domani trovate…), per una questione di praticità e di calendario. Questa settimana però abbiamo a che fare in gran parte con artisti che, più che date singole, hanno allestito dei veri e propri mini tour con diverse tappe sparse in tutta Italia, il che ci porta a modificare leggermente la nostra routine e prendere in considerazione “caso per caso”.

Partiamo con i Loop. I Loop nascono in un sobborgo di Londra nel lontano 1986. Shoegaze, psichedelia, avant-rock. Sfornano tre album e poi, nel 1991, si sciolgono, diventando quasi immediatamente una band di culto. Nel 2013 si sono riformati ripartendo da dove si erano interrotti: stessa formazione del 1991, guidata da Robert Hampson, accompagnato da John Wills, Neil Mackay e Scott Dowson. Inutile dire quanto sia bello saperli di nuovo su un palco a spingere il volume al limite, proprio come ai tempi d’oro. Quale palco? Questa sera quello del TNT di Jesi, domani quello dello Spazio 211 di Torino e giovedì al Locomotiv di Bologna. Storici, seminali, imperdibili… fate vobis.

Degli Hiatus Kaiyote invece si conosce molto meno. La band guidata da Nai Palm propone un mix molto interessante di funk, jazz, elettronica e soul, con un vago retrogusto world music niente male. Vi invitiamo ad ascoltare il loro disco d’esordio, “Tawk tomahawk”, pubblicato a luglio 2013, un lavoro senza dubbio interessante (a noi è piaciuto parecchio, è la classica bella sorpresa). V’invitiamo anche a fare un salto al Magnolia di Segrate, questa sera, per vederli all’opera dal vivo. Capacissimi di fare un concertone. Ah, se decidete di andare, ricordatevi che il Magnolia è un circolo Arci e per entrare serve la tessera. Ingresso 15 euro, start intorno alle dieci, dieci e trenta.



In alternativa agli Hiatus Kaiyote, sempre a Milano, mettiamo sul piatto Oh Land alla Salumeria della Musica. Qui la faccenda si fa nettamente più pop: nome d'arte di Nanna Øland Fabricius, danese di Copenaghen classe 1985, Oh Land ha all’attivo tre album pubblicati dal 2008 a oggi. Come già detto, si tratta di pop contaminato di elettronica: lei ha una bella voce e dal vivo sa come ci si comporta. Noi l’abbiamo vista all’opera al Berlin festival di un paio di anni fa e l’impressione che ci fece fu molto buona. Qui è ancora poco conosciuta, ma merita. Anche per lei bastano 15 euro.


Proseguendo spediti troviamo i Town Of Saints. La band mezza olandese, mezza finlandese ha base a Groningen, in Olanda; qui si parla di folk (indie) rock, senza andare troppo per il sottile. Vengono in mente Local Natives, Maccabees , e, per forza di cose, i Mumford con tutti i figli appresso ( Frightened Rabbit , Frontier Ruckus …). Quattro le date in calendario: questa sera a Roma, al Forte Fanfulla, domani alla Salumeria del Rock di Arceto (RE), giovedì allo storico Twiggy di Varese e venerdì sera al Magazzino sul Po’ di Torino per una serata marchiata “The Rowing Sessions” (sette euro più tessera Arci).

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A questo punto mancano solo due nomi e anche per oggi abbiamo finito. Trattasi però del classico dulcis in fundo. State a vedere.

Gogol Bordello all’Alcatraz, domani sera, all’Orion di Ciampino venerdì, e sabato sera all’Estragon di Bologna. Eugene Hütz ha riportato in Italia i suoi ragazzi per fare festa a colpi di gipsy punk. Gli inviti si aggirano intorno ai trenta euro, tranne che per la data di Bologna che dovrebbe già essere sold out. In questi casi non resta che rischiare presentandosi in anticipo per vedere se qualche buon’anima ha un biglietto in più da vendere, oppure spulciare i vari eventi sui social o lanciare un appello.

E poi c’è Nick. Su Nick Cave c’è ben poco da dire. “Push the sky away” è uno dei dischi dell’anno , lui uno degli artisti più influenti, magnetici e tutto quello che volete, degli ultimi trenta. Dal vivo rimette tutti al proprio posto anche solo salendo sul palco; basta uno sguardo. We know who U R, Nick. Domani, accompagnato dai “suoi” Bad Seeds, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, giovedì all’Alcatraz di Milano, venerdì al Paladozza di Bologna. Il modo migliore per chiudere un novembre da dieci e lode.


And some people say it's just rock and roll
Oh, but it gets you, right down to your soul


L’appuntamento è fissato per venerdì con una nuova selezione speciale firmata @Live Weekend. E se per caso non riusciste a sopportare l’attesa, nel frattempo su Rockol potete trovare news , photo gallery , ancora concert e recensioni : il tutto a portata di click.
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