Vampire Weekend: ‘Tra Bach e Lennon ecco ‘Modern vampires of the city''

Vampire Weekend: ‘Tra Bach e Lennon ecco ‘Modern vampires of the city''

I Vampire Weekend tornano con un nuovo lavoro il prossimo 14 maggio intitolato “Modern vampires of the city”. Il disco arriva a tre anni da “Contra” del 2010 e la “City” citata nel titolo richiama New York, metropoli che ha visto il quartetto composto da Ezra Koenig, Rostam Batmanglij, Chris Tomson e Chris Baio muovere i primi passi nel mondo musicale. Abbiamo incontrato Rostam, tastierista, produttore e compositore della band, per parlare con lui della nuova fatica in studio e dei progetti del gruppo. “Ci piaceva molto l’idea di utilizzare il termine ‘vampiri’ nel titolo del nuovo disco, nonostante il nome della nostra band abbia molto a che fare con queste creature e potesse risultare ridondante. Significa tutto e niente. Più che altro eravamo alla ricerca di un titolo spiritoso ed unico allo stesso tempo”, racconta il musicista a Rockol.
“Il concetto di ‘modern vampires’ è molto più astratto che concreto, è un’idea. Mi ha ispirato una canzone reggae, e da li che ho tratto spunto”, prosegue l’artista.
“Il disco nasce da una lunga sessione di scrittura in studio. Usiamo due metodi per comporre: io mi siedo al piano, butto giù delle idee e vi aggiungo le percussioni tramite il computer. Dopo mando tutto ad Ezra che ci lavora per conto suo. Altre volte invece, Ezra arriva in studio con dei testi oppure con delle melodie a cui ha lavorato e insieme creiamo la canzone, confrontandoci faccia a faccia. Io ed Ezra ci occupiamo di comporre i pezzi sin dall’inizio dei Vampire Weekend, e così è stato anche per questo disco. Ho curato la produzione di questo lavoro con Ariel Rechtshaid, e quando ci siamo trasferiti a Los Angeles per completare il disco abbiamo chiamato Chris e Chris per registrare le loro parti. Ci ispiriamo a moltissime cose quando scriviamo. Per questo album sono stato guidato moltissimo dall’istinto. Mi sedevo al piano e le dita scorrevano da sole sui tasti o imbracciavo la chitarra e provavo a creare degli accordi. Durante la scrittura dei brani ho ascoltato molta musica classica: Bach, Beethoven, Chopin e penso si senta nelle melodie delle nuove canzoni. Mi ha ispirato anche John Lennon, in particolare i dischi che ha realizzato dopo i Beatles”, ha detto Rostam.
Il primo singolo estratto dall’album è “Diane young”: “Perché proprio questo brano come primo estratto? Perché anche se non sarà il pezzo preferito del nostro pubblico dopo aver ascoltato mille volte il nuovo disco, è di certo il più immediato. E’ importante catturare l’attenzione delle persone con qualcosa che faccia subito effetto. Siamo molto fieri di ciò che abbiamo prodotto, ovviamente teniamo a tutte le canzoni del disco. Se proprio dovessi indicare uno dei nuovi pezzi a cui mi sento maggiormente legato direi ‘Obvious bycicle’. E’ la prima traccia dell’ album e trovo sia il brano ottimale per introdurre all’ascolto di tutto il lavoro”, afferma ancora l’artista. “Ci sono molti temi che abbiamo voluto sviluppare in questo nuovo lavoro, uno di questi è il diventare adulti. Cresci e ti rendi conto che le decisioni che prenderai dovranno aiutarti a costruire il tuo domani. Il tempo che hai a disposizione man mano diminuisce e comincia a scorrere veloce. Un altro tema che ho voluto trattare si basa sull’idea dell’esistenza di due parti opposte in ogni cosa, in conflitto tra di loro. Nessuna delle due è necessariamente quella giusta, entrambe ti attraggono e cercano di essere scelte. E’ ciò di cui parla il brano ‘Ya hey’”, aggiunge Rostam. “’Young lion’, invece” continua il musicista, “è il brano che chiude il disco ed è basato su un episodio che mi ha raccontato Ezra. E’ una canzone unica perché lo canto io e non Ezra ed è composto da un solo verso che si ripete, come se fosse un mantra. Ezra si trovava in un bar ed era molto nervoso perché dovevamo finire il secondo album. Mentre era sulla porta del locale e stava per andarsene un uomo anziano gli ha messo la mano su una spalla e gli ha detto ‘Take your time young lion’. Non potevo non scrivere una canzone a riguardo”, dice ridendo Rostam.
La copertina del disco è un’ immagine di una città nella nebbia, e l’artista ci racconta come l’ha trovata: “Stavo facendo delle ricerche e ho trovato questa immagine su Internet. Mi ha subito catturato. La città nella nebbia per alcuni è New York, per altri potrebbe trattarsi di qualsiasi altro posto. E’ questo ciò che mi è piaciuto subito della fotografia. Mi piace molto curare le copertine dei dischi, amo le arti figurative e le copertine sono la prima cosa con cui si interfaccia chi compra il disco fisico”, afferma il musicista. I Vampire Weekend stanno pianificando un tour estivo e sperano di poter fissare qualche tappa anche nel nostro Paese: “Personalmente, mi piacerebbe suonare a Venezia e Firenze, due città in cui non sono mai stato. Quando ero ragazzino ero ossessionato da Botticelli, spero di poter riuscire a visitare gli Uffizi un giorno. Io e Chris, il batterista, abbiamo dei bei ricordi di Roma e Napoli, ci siamo venuti durante lo ‘spring break’, le vacanze di primavera. Di Napoli ci ricordiamo molto bene anche della guida dei tassisti, a dir poco spericolata”, conclude ridendo Rostam.

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