NEWS   |   Italia / 22/10/2002

Mina, o dell'assenza

Mina, o dell'assenza
Si è ripetuto oggi, 22 ottobre, il bizzarro rituale della presentazione di un disco in assenza - un'assenza prevista e annunciata - dell'interprete di quel disco. Succede solo con Mina, e solo Mina - solo il nuovo disco di Mina - può riuscire a far convenire tanti giornalisti per un'occasione assolutamente anomala com'è la conferenza stampa di un'assente.
Così questa mattina, ai Musei di Porta Romana di Milano, nei locali in cui è allestita (fino al 2 dicembre) la mostra “Gianni Ronco illustratore, fra Mina e Pinocchio”, si è tenuta la presentazione (o meglio, è avvenuto il disvelamento) di “Veleno”, nuovo disco della cantante di Cremona, nei negozi dal 25 ottobre, del quale Rockol ha già anticipato nel primo pomeriggio i contenuti essenziali (vedi News).
Conduttore dell'incontro - quasi suo malgrado, dato il carattere schivo e certo non incline ai protagonismi - è stato Massimiliano Pani, collaboratore musicale della madre e produttore di questo album: “Non sono il portavoce di mia madre. Lei non ha niente da dire, su questo disco. Lei consegna il disco finito e la copertina approvata, e io mi metto a vostra disposizione per fornire informazioni, non certo interpretazioni o pareri che non siano i miei”. Il garbo e la discrezione di Massimiliano non gli impediscono di sottolineare, con orgoglio, i sorprendenti risultati di vendite di dischi difficili come “Dalla terra” (“duecentomila copie vendute di un disco di musica sacra cantato in latino!”) e peculiari come “Sconcerto” (il recente album di reinterpretazioni di canzoni di Domenico Modugno). “Sono numeri dei quali c'è da andare quasi più orgogliosi del milione e passa di dischi venduti da 'MinaCelentano'...” osserva Pani, che non si risparmia un commento puntuale benché (condivisibilmente) velenosetto: “E' la prova che il pubblico sa riconoscere le proposte di valore, più di quanto non riesca a fare il marketing”.
Massimiliano poi spiega la lunga gestazione del lavoro: “Mina ha ascoltato centinaia di canzoni, ne ha selezionate e registrate sedici - una di queste” (“Certe cose si fanno”, la canzone di Bruno Lauzi e Gianfranco Fasano) “è arrivata a fine agosto, quasi fuori tempo massimo, e ne ha sostituita un'altra - e poi ha effettuato la scelta finale e definitiva delle dodici contenute nel disco. Le altre quattro non verranno usate, e difficilmente saranno recuperate”. Anche perché, ha rivelato Pani, “quando a Mina non piace più una canzone che sta incidendo 'sporca' volutamente la registrazione con parolacce e frasi irripetibili, in maniera da impedirne comunque l'utilizzo”.
Fra gli argomenti toccati nell'incontro, il sito di Mina (www.minamazzini.com) che, ha detto Massimiliano, “diversamente da tante altre imprese su Internet che sono nate con grandi ambizioni e hanno chiuso per mancanza di utenti, è sempre molto frequentato e costantemente aggiornato. La nostra ambizione, compatibilmente con l'evoluzione delle normative discografiche, è di riuscire a mettere on line tutte le canzoni che mia madre ha inciso prima del 1967, cioè prima della nascita della PDU (il cui repertorio di Mina è ancora tutto disponibile in catalogo), e renderle disponibili per il download (attualmente se ne possono ascoltare alcuni secondi in streaming). Sono canzoni di difficile, alcune addirittura di impossibile reperibilità, anche se chi ne detiene i diritti - Carosello e Peer Southern - periodicamente pubblica raccolte e compilations”.
Inevitabile la domanda su un possibile “greatest hits” di Mina, sull'esempio di quelli dei Beatles (“1”), dei Rolling Stones (“Forty licks”) e di molti altri. “Piuttosto che raccogliere i vecchi successi sarebbe bello rifarli in chiave diversa, ma al momento questo non è in progetto. Penso che un greatest hits Mina deciderà di farlo solo quando smetterà di cantare”. E' una possibilità? “Non sta a me dirlo... non ora, credo. Finché lei continuerà a divertirsi, a provare piacere e ad avere idee nuove, non penso che smetterà di cantare e incidere dischi. Comunque, le carriere si finiscono al numero uno”. A proposito, a quando il prossimo disco? “Non prima del 2003 o del 2004, e non sarà un disco di inediti come questo; trovare belle canzoni è sempre più difficile e faticoso”
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