Riparte il Tora!Tora!: tra tre settimane il via alla seconda edizione

Riparte il Tora!Tora!: tra tre settimane il via alla seconda edizione
La Grande Depressione toglie fiato ed energie a tutta la musica, registrata e non, “mainstream” e alternativa. Non meraviglia dunque che Manuel Agnelli, frontman degli Afterhours e gran orchestratore del Tora!Tora! Festival, abbia sudato sette camicie per venire a capo degli inghippi logistici, organizzativi e finanziari che rischiavano di tarpare le ali sul nascere alla sua lodevole iniziativa, a dispetto del più che incoraggiante successo di pubblico riscosso dalla prima edizione (10 mila persone a Rimini, 16 mila a Padova, coincidentalmente la data più “cara”, con biglietto d’ingresso a 16 mila lire; solo Torino, causa pioggia, ha avuto 3.500 persone appena confluite alla Certosa di Collegno).

Sul palco dell’Auditorium di Radio Popolare, sede della conferenza stampa di presentazione dell’evento, Agnelli si circonda anche stavolta di una folta rappresentanza degli artisti che è riuscito a coinvolgere nell’happening, tanto per dimostrare che lo schieramento è davvero trasversale e motivato da unità di intenti. Ed ecco dunque Cristina Donà e Cesare Malfatti dei La Crus, e poi Madaski accanto a Paolo Archetti Maestri degli Yo Yo Mundi e Luca Morino in rappresentanza della sua nuova creatura Animal Minimal, senza contare i giovani rampolli come Verdena e Linea 77.
Una bella concentrazione di talenti della nuova e (ormai) vecchia guardia, insomma: ma nella saletta dell’Auditorium non circolano soltanto buone vibrazioni. Agnelli fa capire che se nessuno raccoglierà i segnali che lui e i suoi colleghi stanno cercando di mandare, prima o poi potrebbe stufarsi e decidere di tirare indietro la mano. “Trovare gli sponsor è stata una faticaccia e andare avanti con due lire è un bel problema. Per questo ringrazio sentitamente gli artisti che hanno accettato di partecipare al minimo di rimborso spese: sapendo per esperienza che è coi concerti che ci si guadagna da vivere, ho molto apprezzato il loro sforzo. Certo che sarebbe diverso, se potessimo garantire a ciascuno un ingaggio a 15 mila euro….”

Intanto, però, il festival si fa eccome: sei date a partire da Nizza Monferrato, roccaforte della Mescal (il “supporter” numero uno dell’evento), il 21 e 22 giugno, per proseguire il 6, 13 e 22 luglio a Catania, Padova e Pontassieve (Firenze) e chiudere il 6 settembre a Cagliari (i primi due appuntamenti sono gratuiti, gli altri a prezzi contenuti, in ogni caso, tra i 7 e il 10 €).

Un vero e proprio mini-tour nazionale, isole comprese, dunque: “Ed è una grossa soddisfazione arrivare in luoghi poco frequentati dalla musica rock come la Sicilia e la Sardegna”, conferma Agnelli. “L’anno scorso avevamo puntato su città di richiamo turistico e sulla capacità di attrazione di alcuni gruppi molto popolari per lanciare la manifestazione e far parlare un po’ di noi. Quest’anno ci siamo permessi il lusso di correggere la rotta: gli headliner sono scesi da sei a tre e abbiamo scelto le location anche in funzione della volontà di creare un festival che si faccia apprezzare per l’atmosfera e le occasioni di divertimento che genera, non solo per la musica” (a Nizza Monferrato, per esempio, sarà la Regione Piemonte a contornare il palco con un vero e proprio “village” dedicato al divertimento dei giovani fan: il Barbera, assicurano gli organizzatori, scorrerà a fiumi). Sui palchi itineranti del Tora! Tora!, oltre a quelli già citati, si alterneranno nomi come Subsonica, Morgan dei Bluvertigo, Max Gazzé, Meganoidi, Shandon e Julie’s Haircut accanto a “new sensation” come Bugo (ben 39 gli artisti in cartellone, tra gruppi e solisti). A “coprire” mediaticamente l’evento, le telecamere di MTV e di My-tv, le frequenze di Popolare Network e i reportage del mensile Tutto Musica. .


Ci sarà ancora una compilation (doppia e a prezzo speciale), ma di inediti o chicche particolari non se ne parla neanche stavolta: “Figuriamoci”, replica Agnelli, “ci sono di mezzo le case discografiche e questioni complicate di permessi: e all’industria, di una manifestazione come il Tora! Tora!, non frega proprio nulla”.
Parte da qui, e da considerazioni assortite sulla svogliatezza dei media e la loro incapacità di cogliere lo spirito dell’iniziativa (“un festival creato e autogestito dagli artisti, per promuovere un modo diverso di fare musica”), un torrenziale ping-pong dialettico tra musicisti e addetti ai lavori. “I quotidiani e la TV generalista non ci considerano”, dice Agnelli. “Il nostro pubblico non li segue comunque? Appunto, a loro ci siamo già arrivati e quel che vogliamo è raggiungere persone che ancora non ci conoscono”. E che non sono, ahimè, quelle che si parlano addosso nel corso del dibattito fiume che tracima ben oltre i tempi canonici della conferenza stampa.
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