Gotan Project: ‘Progetto Tango’

Gotan Project: ‘Progetto Tango’
Sono balzati ai primi posti delle classifiche con un disco che mescola la musica più sensuale e passionale, il tango argentino, con il freddo distacco che solo degli strumenti tecnologici come sintetizzatori e campionatori sanno produrre: eppure, “La revencha del tango”, realizzato da un trio multietnico composto da un francese, un argentino ed uno svizzero, non suona per nulla male, anche se forse nessuno, prima di ascoltarlo, ci avrebbe mai potuto credere. Ce l’hanno confermato oggi, mercoledì 16 gennaio, i Gotan Project stessi, Philippe Cohen Solal, Christoph H. Mueller e Eduardo Makaroff, che hanno presentato il loro debutto in conferenza presso il locale Rolling Stone di Milano. Questa sera, infatti, suoneranno la loro seconda data italiana (il 15 gennaio hanno debuttato a Firenze), alla quale seguiranno tre concerti a Modena, Roma e Torino. “Anche se credevamo che molti potessero diffidare pensando a due appassionati di elettronica che incontrano un chitarrista pazzo per il tango, il nostro disco ha avuto buoni responsi”, spiega sorpreso Philippe Cohen Solal, “ma non sappiamo esattamente perché è piaciuto tanto. Forse perché nessuno se l’aspettava. Ha fatto seguaci sia tra gli amanti del tango e quelli dell’elettronica e questo non può che farci un gran piacere”. Philippe, la mente del gruppo, prima di formare i Gotan Project ha collaborato come supervisore delle musiche commissionate da registi come Lars Von Trier e Nikita Mikhalkov, oltre ad aver composto lui stesso delle colonne sonore ed aver fondato l’etichetta discografica ¡Ya Basta!. “Lavorare con delle persone così meravigliose”, continua Philippe, “non solo mi ha dato tanto emotivamente, ma mi ha anche reso più sicuro. Mi hanno fatto capire che non è poi così difficile realizzare quello che si ha in testa. Forse perché lavorare on musica e immagini mi ha aperto mondi molto diversi tra loro”. Il disco, contenente dieci brani, include anche tre eccellenti cover, “Chunga’s revenge” di Frank Zappa, “Last tango in Paris” di Gato Barbieri e un doveroso, quanto prevedibile, tributo al re del tango Astor Piazzola in “Vuelvo al sur”. “Anche se il disco è uscito per ¡Ya Basta!, noi non facciamo musica politica”, tiene a precisare Philippe. “Facciamo semplicemente musica, che appassiona molti e che ha già fatto ballare molti. Quando ho cominciato a dedicarmi alla musica house, l’ho fatto perché era una cosa nuova e significava sperimentazione. Non c’erano cliché o ripetizioni. Lo stesso è accaduto quando ho incontrato Christoph e, poi, Eduardo, che ha trasmesso ad entrambi la conoscenza e la passione per il tango. E’ nato tutto così, in modo semplice. La curiosità è stata ciò che ci ha spinti a cercare strade nuove, mescolando tradizione con innovazione”.
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