Professor Green, ‘At your inconvenience’: ‘Non amo omologarmi alla massa’

Professor Green, ‘At your inconvenience’: ‘Non amo omologarmi alla massa’

Esce oggi, 7 febbraio, il nuovo album di Professor Green, “At your inconvenience”, che arriva a solo un anno dall’album di debutto “Alive till I’m dead”. Incontriamo il rapper in una soleggiata giornata milanese: Stephen è vestito in jeans skinny, camicia ed ha una pettinatura 50’s che gli dona davvero molto. A prima vista si scorge subito che Professor Green non è il classico rapper tutto baggy pants e bling bling: “Purtroppo nell’ambiente il cliché di soldi, donne e potere è ancora diffuso ma tutto questo deve cambiare, acquistando un nuovo stile e dimensione. Anche il rap deve evolvere”, racconta l’artista. Stephen è rilassato, ironico e spontaneo. Entriamo nel merito del suo nuovo lavoro domandandogli come mai ha scelto di intitolare il disco “At your inconvenience” e cosa possiamo trovarvi dentro: “Ho scelto un titolo provocatorio perché non amo essere amalgamato alla massa, proprio come quando ho scelto di chiamarmi Professor Green, e non per il verde dei prati. Ho sempre cercato di distinguermi portando alla luce i miei pensieri, molto spesso sconvenienti. E’ un titolo che avvisa su quale possa essere il contenuto: sta a te decidere se ascoltarlo o meno. Questo nuovo lavoro rispecchia una grande parte di me. Lo sento molto vicino, per la prima volta parlo di argomenti che fanno parte della mia vita, personali, in contatto diretto con la mia anima. Non mancano, però, le canzoni in cui espongo il mio pensiero su ciò che non mi aggrada: ad esempio, in ‘Dolls’, critico i giornalist che, sempre più spesso inventano notizie per suscitare clamore, facendo credere ai lettori cose non vere. Ad esempio, mi è capitato che scrivessero che Chris Martin è il mio mentore e che mi ha salvato. Io e Chris ci siamo conosciuti nel backstage di un mio concerto, è rimasto colpito dai miei pezzi e mi ha detto che, qualora avessi provato desiderio di suicidio come mio padre, di chiamarlo che saremmo usciti a mangiare una pizza. Ecco come da un piccolo episodio viene fuori una storia gigantesca”, dice il rapper. Il brano che racconta il suicidio del padre è “Read all about it”, cantato nella versione italiana con Dolcenera: “Cercavo una artista italiana che sapesse interpretare il dolore che ho provato nello scrivere un pezzo tanto toccante per me. Ho sentito Dolcenera cantare il ritornello nella vostra lingua, non capivo una parola di quello che diceva ma la sua voce era talmente potente e ti colpiva talmente tanto dritto al cuore che non ho potuto fare a meno di sceglierla. Quando l’ho incontrata ho pensato: ‘Ma come fa una ragazza così minuta ad avere un timbro del genere?’. La versione in inglese, invece, è interpretata da Emeli Sandè, che ho conosciuto in occasione del mio primo disco. E’ una cantante meravigliosa e di certo collaboreremo ancora insieme, le nostre voci, nonostante la diversa provenienza musicale, si fondono alla perfezione”, prosegue Stephen. Torniamo a parlare di Dolcenera e del pezzo che interpreterà con lei sul palco dell’Aristo, “My life is mine”, traduzione della celeberrima “Vita spericolata” di Vasco Rossi: “Non conoscevo il brano ne l’artista italiano che lo interpreta. Mi è stato presentato un elenco di pezzi tra cui scegliere e ‘My life is mine’ era davvero quello che mi calzava a pennello addosso. Delle parole meravigliose e un ritornello da mozzare il fiato. Non vi anticipo nulla di come abbiamo preparato il brano. Vi dico solamente che rimarrete stupiti dal nostro mix. Sul palco vedrete, sia da parte mia che da parte di Dolcenera, tantissima energia e molta voglia di comunicare con il pubblico”, spiega Green. “Come ho già detto, non mi piace essere etichettato. Ho iniziato con il freestyle e ora compongo brani in studio; ascolto Johnny Cash, Portishead e Prodigy, eppure faccio il rapper. Insomma non amo proprio le convenzioni”- afferma il musicista –“Spero di venire presto in Italia per dei live, magari in estate, vediamo quale sarà la risposta del pubblico queste nuove canzoni. I miei progetti futuri? Direi la conquista del Mondo. Ma volando un po’ più basso, vorrei continuare a scrivere e produrre musica, magari riuscirò anche a realizzare un duetto con i Prodigy”, conclude Professor Green.

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