NEWS   |   Italia / 25/01/2012

Esclusiva Rockol, Jovanotti: buon compleanno 'Ora', album-fenomeno

Esclusiva Rockol, Jovanotti: buon compleanno 'Ora', album-fenomeno

Il 25 gennaio del 2011, giusto un anno fa, usciva "Ora" di Jovanotti. Dall'uscita, è l'unico album - non solo italiano - ad essere rimasto costantemente nella Top 20 della classifica di vendita; in effetti, anzi, è stato praticamente sempre - ed è ancora - nella Top 10, ad esclusione di tre settimane a cavallo fra novembre e dicembre. I dati di vendita forniti a Rockol dalla Universal sono francamente impressionanti: ad oggi 400.000 copie vendute, di cui 60.000 grazie all'inclusione nella versione Deluxe del DVD live, e 30.000 album digitali.

All'uscita di "Ora", Lorenzo arrivava da "Safari": chissà se si aspettava di surclassare, in termini di vendite e successo, quel disco così importante, un album che un sondaggio di Rockol aveva eletto come disco del decennio. "Quando è uscito 'Ora' eravamo decisamente molto combattivi. Certo non ci aspettavamo così tanto", ci racconta Lorenzo, che abbiamo raggiunto al telefono a casa sua. "Non sto facendo molto, in questo periodo", ci dice dal suo studio: "In questo momento sto giocando con un po' di software nuovi per fare musica, che sono fenomenali, e faccio soprattutto zapping con il cervello, in attesa di ripartire con il tour. Poi andremo in America".

Il tour di Lorenzo ricomincerà a febbraio, dopo lo stop dello scorso dicembre per i noti motivi. Ma, a parte il terribile incidente, il tour è andato oltre le aspettative: "Avevamo programmato le date di primavera dicendoci: vediamo come va, magari ne facciamo altre in estate. Alla fine, mi dice il mio manager che potremmo andare avanti all'infinito, in senso metaforico intendo: anche le date di febbraio stanno andando benissimo in prenotazione...".

"E chiaro che uno crede in quello che fa, ed ero contento di 'Ora'", dice Lorenzo, tornando all'album. "Ma  il disco era comunque una cosa nuova, diversa da quello che avevamo fatto con 'Safari'. E' un disco pop. E' diventato popolare, poi pop vuol dire quello, no? Quando vedi una frase di una tua canzone su uno striscione allo stadio, capisci che è diventata di tutti...", racconta, riferendosi a "Il più grande spettacolo dopo il big bang".

In realtà, ci spiega Lorenzo, non è stato quello il momento in cui ha capito la portata del disco: "'E' stato quando il mio manager mi ha detto che avremmo riempito il Forum di Assago per quattro sere. Lì ho fatto due conti, e ho pensato alle decine migliaia di persone... E anche quando è uscito il primo singolo, 'Tutto l'amore che ho': è andato in testa all'airplay delle radio in 4 ore. Ed era una canzone diversa da quelle che avevo fatto in precedenza, non c'era nessuno strumento suonato...".

"Ora" è finito anche in testa alle classifiche di fine anno: secondo in quella della redazione di Rockol dietro ai Verdena, vincitore di quella di Musica & Dischi (ed è attualmente candidato a diventare il disco italiano dell'anno nei Rockol Awards votati dai nostri lettori: si sta giocando la vittoria con "Inedito" di Laura Pausini). Eppure la musica pop di Lorenzo subisce ancora un po' l'indifferenza di chi si occupa della canzone italiana "classica" come il Premio Tenco. "C'è chi difende una tradizione, no? Sono stato invitato al Tenco quando c'era ancora  Amilcare Rambaldi, che credo poi sia mancato poco dopo" (un mese dopo, in effetti) "e mi è sembrato di entrare nell'Accademia della canzone italiana", dice ricordando la sua partecipazione nel '95. "Comunque, e davvero senza spocchia, io sono lontano dal Tenco quanto il Tenco è lontano da me: se devo scegliere tra il Tenco e il Festivalbar, scelgo il Festivalbar tutta la vita".

Però Lorenzo sente che "Ora" è in buona compagnia assieme altri dischi più considerati dell'anno dalle scelte dei critici, come "Wow" dei Verdena e "Io tra di noi" di Dente: "Dente mi piace, mi sembra una sorta di De Gregori postmoderno. Forse solo il nome che si è scelto non mi convince, non mi sembra accogliente: ma è molto bravo". Dei Verdena dice: "Io apprezzo non solo la musica, ma come la si fa. E quando un gruppo tiene la barra dritta, fa le sue cose e riesce a produrre un disco del genere in quel modo, spiazzando anche il proprio pubblico, lo ammiro anche al di là della musica stessa".

"Ora" ha prodotto anche una sequela di hit: 5 singoli, tutti andati in testa alle graduatorie del Music Control/Nielsen Music. Potrebbe anche essercene un sesto? "Potrebbe: 'La bella vita", 'Megamix', 'Quando sarò vecchio"... La casa discografica vorrebbe,  ma io preferirei di no. Mi interessa di più andare avanti, voltare pagina", ci dice.

E il voltare pagina, nel lessico di Lorenzo, significa che i progetti in ballo sono tanti. C'è il concerto con orchestra registrato la scorsa estate a Taormina. "Sarà venduto solo in formato digitale". ci dice Lorenzo. "E' venuto benissimo, almeno dal mio punto di vista. E ci siamo posti il problema di come usarlo, se aspettare o pubblicarlo subito. Ho preferito non tenerlo lì perché le cose poi invecchiano, ma non volevo neanche farlo uscire come disco fisico". E poi ci sarà un disco americano per la ATO Records: "E' nato tutto al Bonnaroo, dove ho suonato l'anno scorso. E' un festival enorme ed è un posto frequentato molto dagli addetti ai lavori. E lì che mi hanno notato: la ATO è un'etichetta piccola, di proprietà di Dave Matthews, che ha pubblicato in America anche i Radiohead. Sceglieranno una ventina di canzoni dal mio repertorio, più qualcosa che faremo per l'occasione, forse una collaborazione con un artista americano, ancora in via di definizione". Infine c'è in ballo una raccolta, che la casa discografica gli chiede da tempo. "Non sono un fanatico delle raccolte, a meno che non siano fatte in un certo modo, con un progetto, ed è quello che farò. Non ho inediti, non ho canzoni nel cassetto. Passerò qualche un mese in studio la prossima estate per incidere qualche canzone nuova. Potrebbero esserci anche delle cover: mi sto divertendo parecchio in studio, facendone".
 

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