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NEWS   |   Underground/Dance / 30/04/2001

Robert Miles presenta 'Organik':
'il business non mi interessa'

Robert Miles presenta 'Organik': 'il business non mi interessa'
A quattro anni di distanza dal “big bang” planetario di “Children”, rampa di lancio di una carriera che ha fruttato allo schivo musicista fama e denaro in abbondanza (sono più di 13 i milioni di copie vendute con i primi due album), Robert Miles spiazza tutti con “Organik”, un disco fuori dal mainstream, intessuto di complesse trame acustico-elettroniche, ricco di suggestioni ambient ed etniche e di ospiti illustri dell’area “world” più colta (Nitin Sawhney, l’ex Material Bill Laswell, il percussionista indiano Trilok Gurtu…), con l’aggiunta del tocco “glamour” ed elegante di Nina Miranda, vocalist degli Smoke City. Un album che il disc jockey-compositore-produttore italiano (vero nome Roberto Concina) ha presentato nei giorni scorsi in un club milanese con un party culminato in un suo dj set e che, spiega Miles, è nato come una soundtrack immaginaria, scaturita dalle suggestioni suscitate dalla visione di innumerevoli documentari televisivi a sfondo naturalistico, scientifico e storico-sociale.
“Realizzare una colonna sonora importante”, confessa in un momento di tranquillità nella penombra del disco-restaurant milanese sede della presentazione, “è il mio prossimo sogno nel cassetto: un film nello stile dell’‘Ultima tentazione di Cristo’ di Scorsese sarebbe perfetto”. Nel panorama del genere dance, votato alla spasmodica ricerca dell’hit in grado di sbancare le classifiche, Miles rappresenta una figura elusiva e sfuggente, difficilmente gestibile dall’industria discografica (“anche il successo di ‘Children’”, osserva, “in fondo non era stato cercato, ed è arrivato del tutto inaspettato dopo un lungo periodo di gavetta”). Di qui la scelta di gestirsi in totale autonomia: “Ho subito reinvestito i soldi che ho guadagnato con l’obiettivo di conseguire il pieno controllo della mia produzione artistica e di essere libero dalle pressioni del business musicale. Oggi ho una mia etichetta, la S:alt Records (che pubblica il disco in tutto il mondo, USA e Italia esclusi), una società di edizioni musicali e due studi di registrazione a Londra, dove vivo ormai da cinque anni: ed è proprio in studio che ho conosciuto Nitin Sawhney, che a sua volta mi ha messo in contatto con musicisti come Laswell. Ho fatto ascoltare loro i provini che avevo buttato giù durante sette mesi di lavoro e di isolamento a Ibiza, e hanno accettato di collaborare. Nina Miranda invece la frequentavo da tempo, avevamo lavorato insieme alla realizzazione di spot pubblicitari per la Martini”. Imprenditore di se stesso (Miles si è finanziato da solo l’album e il video per il primo singolo “Paths”, costato – sembra – la bellezza di 450 milioni di lire), il musicista ha potuto così togliersi d’impiccio e risolvere i rapporti, sempre contrastati, con le case discografiche (compresa l’italiana JT Company, che gli pubblica il disco in Italia e con cui solo di recente è stata risolta una lunga vertenza legale, vedi news). “Il mio album precedente, 23 AM, è stato manipolato dalla casa discografica e non è venuto fuori come lo volevo io. Doveva essere un disco strumentale, ma la deConstruction, che allora era l’etichetta dance della BMG inglese, mi impose di inserire delle tracce cantate: furono loro a suggerire il nome di Kathy Sledge, un’artista che rispetto ma che non era in sintonia con i miei orientamenti artistici di quel periodo”.
Oggi che non deve rendere conto a nessuno (anche se la sua etichetta italiana lo spinge a intensificare gli appuntamenti promozionali), Miles si sente libero di dare corpo ai suoi desideri. Tra questi, quello di mettere la sua esperienza e la sua musica a disposizione dei nuovi talenti che aspirano a una carriera di dj, musicisti e produttori. “Ho lanciato un concorso sul mio website (www.robert-miles.com), invitando chiunque voglia cimentarsi nell’impresa a realizzare dei remix delle canzoni dell’album. In palio, per i due remixer migliori, ci sarà un premio di tremila dollari e la pubblicazione delle nuove versioni sulla mia etichetta. E dall’anno prossimo il sito ospiterà una immensa library di suoni e sample raccolti in tanti anni di attività e di ricerche sul suono, a cui chiunque vorrà potrà attingere gratuitamente. E’ quello che avrei desiderato avere a disposizione io, quando ho mosso i miei primi passi nella musica. Non mi sono dimenticato delle mie origini e delle difficoltà di quel periodo”.
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