Voce e orchestra: Geoff Westley rende 'classico' Fabrizio De André

Voce e orchestra: Geoff Westley rende 'classico' Fabrizio De André

Londra chiama Genova, Geoff Westley (frequentatore della musica italiana dai tempi di Lucio Battisti, di "Una donna per amico" e "Una giornata uggiosa") rilegge Fabrizio De André in maestosa chiave orchestrale con l'imprimatur di Dori Ghezzi e della sua etichetta Nuvole Production. Il risultato è "Sogno n.1", incontro inedito tra la voce inconfondibile del cantautore (ricavata dalle matrici originali) e i suoni della London Symphony Orchestra registrati nel mese di settembre presso gli AIR Studios di George Martin e ad Abbey Road: tempi strettissimi, per un disco che esce il 22 novembre (distribuito da Sony Music) in tempo per le festività natalizie. "Con gli inglesi è così", racconta Dori. "Si discute di un progetto e nell'arco di qualche mese lo si concretizza. Io il cd non l'ho neppure ancora in mano... E mi scuso davvero con Franco Battiato e Vinicio Capossela, che hanno partecipato alle registrazioni e che non hanno ancora avuto modo di sentirle".

Battiato, infatti, duetta virtualmente con De André nella rilettura di "Anime salve", mentre la voce di Capossela calza come un guanto all'atmosfera un po' circense di questa nuova versione di "Valzer per un amore". "Li abbiamo scelti a intuito, e credo che abbiamo preso la decisione giusta. A Vinicio il pezzo l'abbiamo fatto cantare per intero, poi abbiamo selezionato alcuni passaggi in fase di missaggio", spiega la Ghezzi. "Battiato, invece, ha interpretato il ruolo che fu di Ivano Fossati. Avrei voluto coinvolgere anche lui, fargli cantare 'Ho visto Nina volare'. Purtroppo non c'è stato il tempo, era troppo preso dai suoi impegni. Avrei voluto farlo ascoltare anche a Piero Milesi, che firmò gli arrantiamenti originali di 'Le nuvole', 'Disamistade' e 'Anime salve', il disco. Ma poi è andata come andata", ricorda Dori.

Westley, compositore, produttore e arrangiatore abituato a flirtare con la musica "seria", ha avuto per il resto carta bianca, confezionando anche due versioni orchestrali di "Le nuvole" e "Laudate hominem". "Per me", spiega, "questo è un disco di musica classica. Una cosa diversa dagli ultimi lavori, per dire, di Peter Gabriel o di Sting: Peter ha voluto replicare con l'orchestra gli arrangiamenti originali delle sue canzoni, Sting ha introdotto anche elementi ritmici restando in un ambito pop. Il nostro è stato un lavoro diverso. Io vengo dal mondo classico, fino a diciotto anni mi sono rifiutato di ascoltare una sola nota di musica pop e oggi sono tornato a fare quasi esclusivamente lavori orchestrali. Mi sono stufato di lavorare con i computer e i suoni campionati. Dunque, ho diretto e registrato l'orchestra come volevo, evitando di ricorrere ai clic e ad altri accorgimenti di studio. C'era il problema di allineare l'orchestra alle scansioni, a certe sillabe e a certi accenti della parte vocale: ma il fatto che Fabrizio cantasse in modo così libero e poco 'quadrato' ci ha aiutato molto. E' stato comunque un lavoro lungo e complesso e molto del merito va al nostro fonico, Maurizio Parafioriti". "Avremmo potuto fare anche di meglio", interviene Dori. "Ma sapete com'è, con le case discografiche: ti strappano il progetto dalle mani. Però sono soddisfatta lo stesso".

Ne è scaturito un amalgama sonoro in cui la voce di De André talvolta non "esce" come siamo abituati a sentirla. "La prima volta che ho lavorato in Italia", ricorda Westley, "mi spiegarono che da voi si usa mettere la voce in primo piano e la base dietro. Ma io provengo da un'altra cultura, e non volevo un missaggio alla Julio Iglesias. Sono un musicista, per me la base è importante e voglio che venga ascoltata: se la voce è troppo 'fuori', diventa debole. Così ho voluto che il canto di Fabrizio fosse al centro, e l'orchestra tutto intorno. I testi? Ho cercato di non scrivere musiche che stonassero con il loro spirito. Ma è stata la musica a dettare le mie soluzioni di arrangiamento: diversi dagli originali, sì, se no tanto vale ascoltarsi quelli. Volevo fare un omaggio all'artista, non un pezzo da museo. E Dori è stata molto coraggiosa ad approvare le mie scelte, non ha voluto condizionarmi in alcun modo". Lei annuisce: "Le parole delle canzoni di Fabrizio le conosciamo tutti. E siccome si è detto spesso in passato che per lui i testi erano più importanti delle musiche, volevamo dimostrare che le sue composizioni si prestavano a un adattamento classico-sinfonico. Io e Geoff siamo entrati subito in sintonia: me ne sono accorta quando, ad Abbey Road, ho ascoltato un arrangiamento di 'Hotel Supramonte' che non mi piaceva. Mi sembrava gonfio, ridondante. E alla fine della take lui fece esattamente lo stesso rilievo.Sarebbe piaciuto a Fabrizio, il risultato? Credo proprio di sì, anche se ho smesso di pormi questo tipo di domande. Saprete che aveva intenzione di scrivere quattro Notturni, voleva avviccinarsi in prima persona al mondo classico. E io so che lui si fidava di me: così mi permetto il lusso di lasciarmi andare. Ho apprezzato molto le scelte di Westley, compresa quella di evitare i brani più famosi e popolari: in questo lo ha avvantaggiato la sua verginità rispetto al repertorio".

"Dori mi ha regalato un cofanetto con le canzoni di Fabrizio e me le sono riascoltate tutte con attenzione", racconta il produttore. "Molte le conoscevo già, grazie a un ragazzo che per diversi anni si è occupato della mia barca a vela ancorata a Lavagna. E' un grandissimo fan di De André e ogni volta mi faceva ascoltare qualcosa di nuovo. La mia prima lista per questo progetto includeva trenta-trentacinque pezzi, poi ovviamente abbiamo dovuto fare una selezione".

Ma è chiaro che c'è l'intenzione di andare oltre (e magari un progetto già in cantiere): "Mi piacerebbe ascoltare in questa veste i pezzi più improbabili, come 'Un ottico' ", conferma Dori. "Ho voluto chiamare l'album 'Sogno n.1' per ricollegarmi al 'Sogno n.2' di 'Storia di un impiegato'. Nel'immagine di copertina Genova si specchia in Londra, vorrei che la prossima volta accadesse il contrario: cantanti di lingua inglese che interpretano le canzoni di Fabrizio e le fanno conoscere all'estero".

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