Renato Zero alla Sapienza: studenti in trance

Renato Zero alla Sapienza: studenti in trance
Atenei e cantanti si frequentano volentieri, ma a che pro? Ce lo si chiede leggendo su "La Repubblica" un articolo sulla "lezione" di Renato Zero all'Università La Sapienza di Roma. «Tutto patria e famiglia, buoni sentimenti e toni crepuscolari in vista di una tranquilla maturità. Così si è presentato in un'Aula Magna gremita e palpitante, piena di studenti della facoltà di Sociologia e di inevitabili sorcini, oltre ai nuovi "ragazzi di Fonopoli", con tanto di maglietta rossa e logo della erigenda città della musica. (...) "Sono stato preso a sassate a 14 anni perché una piuma rosa, accidenti a quella piuma, mi è uscita dal giaccone. E mi è costata tanti occhi pesti e la sosta in tutti i commissariati d'Italia". Oppure: "Nella vita sentimentale non ho avuto tanti problemi: sono stato marchiato subito: ero gay a due anni e mezzo circa". Ami lanciati ad una assemblea che lo guardava con fervore mistico, che applaudiva ad ogni minimo accenno di battuta. Che quando è entrato ha fatto una standing ovation di cinque minuti. Che non è riuscita a formulare una domanda curiosa o appena un po' fuori le righe di un'ammirazione sconfinata. "Sei l'unica ragione per cui alcune mattine ho trovato il coraggio di alzarmi dal letto" ha detto Gaia, iscritta a Scienza delle Comunicazioni, tra le lacrime "grazie Renato". Forse dai ventenni iscritti all'Università ci si aspetta troppo ma anche Francesca al cospetto del guru della provocazione non è riuscita a chiedere altro che: "Tu hai tanti lati buoni, noi alcuni li conosciamo, ma tu, tu, sei sicuro di conoscerli tutti, o pensi che nel tuo cuore potresti scoprirne altri?". Risposta: "Io non lo so se mi merito questi lati buoni però, vi voglio dire che l'essenziale è avere una famiglia solida, onesta. Ve lo immaginate il figlio di un poliziotto, adolescente, che abita in un condominio di poliziotti, ed esce vestito da Wanda Osiris. Se non hai una famiglia che ti sostiene...". (...) Nemmeno l'accenno alla pedofilia è riuscito a scuotere le coscienze dal torpore dell'adorazione (...) Nessun accenno alla cronaca, all'attualità, solo la speranza di avere un autografo».
Dall'archivio di Rockol - racconta "Zerovskij... solo per amore"
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