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NEWS   |   dalla Stampa / 23/11/1999

Zucchero canta ‘White Christmas’ e non si ferma più - ma voleva smettere

Zucchero canta ‘White Christmas’ e non si ferma più - ma voleva smettere
Giuseppe Videtti de "La Repubblica" è andato a Rotterdam, perché «A Zucchero piace stare dove batte il cuore della musica e adesso, terminato il suo giro, è impegnato fino alla vigilia di Natale in 30 serate con "Night of the proms", un carrozzone musicale itinerante che in Danimarca, Germania, Belgio, Francia e Olanda e Svizzera ha un successo enorme. Un'orchestra di 60 elementi, un coro altrettanto numeroso, una house band guidata da John Miles, una fantasista canadese (Natalie Choquette) che scherza con la lirica ma è anche un soprano di grande talento (con Zucchero canta "Miserere" e con Miles "Caruso"), la giovane Emilia, i veterani Status Quo. E Zucchero al centro dello spettacolo, nel posto che negli anni passati è stato di Sting, Bryan Ferry, Eric Clapton, Supertramp e Joe Cocker. Dieci concerti all'Ahoy di Rotterdam per 12.000 persone ogni sera e un'audience di oltre 500.000 alla fine dell'impresa. "Ora non mi vedrete per un anno e mezzo, mi rinchiuderò nella casa di Pontremoli" dice Zucchero. Ma come credergli? Salta come un grillo da un palcoscenico all'altro e per il Natale del Millennio ha anche inciso due canzoni a tema: una versione di "White Christmas" per l'associazione benefica War Child, che sarà inclusa in una speciale edizione di "Bluesugar" nei negozi a fine novembre ("E' questa la mia canzone del Millennio. Perché la cosa che conta di più sono i bambini. "Tutto il resto sono cazzate" mi ha detto Bono, che è diventato papà di nuovo. E ha ragione"), e "Silent night", con Montserrat Caballé, Maire Brennan e l'Harlem Gospel Choir, per l'album "Natale a Roma", che Paddy Moloney dei Chieftains ha realizzato per il Giubileo». E altri progetti: il più volte ventilato disco di duetti, ad esempio. «"Pensavo di finirlo il prossimo anno, ho già parecchio materiale in magazzino. Ho già materiale inciso con Sting, Clapton, Miles Davis, Steve Winwood, Ray Charles, Chieftains, B.B. King, Sheryl Crow. E una canzone con Bono che non avete mai sentito. Ma mi mancano le voci femminili. Avrei bisogno di Annie Lennox, Lauryn Hill o Mary J. Blige, che è grandissima, Vedremo"». E c’è spazio per una confessione. «La crisi dell'inizio di questo decennio mi aveva veramente demotivato. Volevo smettere, perché avevo colpevolizzato la musica, l'avevo ritenuta responsabile di tutti i miei problemi privati. "Miserere" è stato il mio psicanalista. E poi io sono uno che non ama le vie di mezzo. Se decido di smettere non suono più neanche davanti al camino. Che cosa potrebbe dare uno scossone a questa musica di fine secolo che sonnecchia? Non so. Non riesco neanche più a individuare un disco che mi piaccia fino in fondo. E ammetto che la musica così com'è non m'interessa tanto. Ma so che se una nuova cosa ci sarà, questa volta arriverà dall'Europa continentale. Forse dalla Francia, o dall'Italia. Ho notato più schegge di freschezza da noi che altrove», conclude Zucchero.
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