Accogliendo, in buona sostanza, l’invito che gli aveva rivolto Michele Serra dalle pagine di “La Repubblica” (vedi in Dalla Stampa), Jovanotti ha scritto oggi al sindaco di Bologna dando le “dimissioni” dal ruolo di condirettore artistico dell’iniziativa. Ecco il testo integrale della lettera di Lorenzo:
«Rinuncio all’incarico che avrei dovuto avere come condirettore artistico (insieme a Giovanni Ferretti) della parte musicale di Bologna 2000, mi dispiace molto ma non me la sento di proseguire in una atmosfera di questo tipo. Ormai siamo alla metà di settembre e non c’è più il tempo necessario per mettere in piedi il progetto eccezionale che si aveva in mente, il progetto che aveva raccolto l’entusiasmo dell’ex sindaco Vitali, il quale personalmente ci aveva contattato per affidarci questo incarico.
Ci tengo a non sollevare nessuna polemica nei confronti del nuovo sindaco Guazzaloca, che non ho mai incontrato personalmente e al quale auguro di cuore buon lavoro, stesso discorso vale per la giunta che lui presiede con la quale non ho mai avuto alcun contatto diretto.
Mi auguro che la nuova amministrazione riesca a pensare e decidere al più presto per una nuova direzione artistica di Bologna 2000. Bologna sarà la capitale della cultura europea il prossimo anno, e i suoi cittadini meritano un grande evento all’altezza di questa città.
La musica ha un ruolo importantissimo nella vita delle persone e attraverso la musica si può raccontare il mondo più che con qualsiasi altro mezzo, Bologna 2000 è l’occasione per affermare definitivamente che la musica è Cultura, tutta la musica da quella classica, sacra, fino a quella popolare, che la musica eleva lo spirito delle persone, che la musica è il migliore specchio di una civiltà, che la musica è il più adatto luogo d’incontro per le culture diverse e che la musica è la via verso la costruzione dell’Europa delle persone e non solo delle monete. Auguro buon lavoro a chi si occuperà di Bologna 2000».
«Rinuncio all’incarico che avrei dovuto avere come condirettore artistico (insieme a Giovanni Ferretti) della parte musicale di Bologna 2000, mi dispiace molto ma non me la sento di proseguire in una atmosfera di questo tipo. Ormai siamo alla metà di settembre e non c’è più il tempo necessario per mettere in piedi il progetto eccezionale che si aveva in mente, il progetto che aveva raccolto l’entusiasmo dell’ex sindaco Vitali, il quale personalmente ci aveva contattato per affidarci questo incarico.
Ci tengo a non sollevare nessuna polemica nei confronti del nuovo sindaco Guazzaloca, che non ho mai incontrato personalmente e al quale auguro di cuore buon lavoro, stesso discorso vale per la giunta che lui presiede con la quale non ho mai avuto alcun contatto diretto.
Mi auguro che la nuova amministrazione riesca a pensare e decidere al più presto per una nuova direzione artistica di Bologna 2000. Bologna sarà la capitale della cultura europea il prossimo anno, e i suoi cittadini meritano un grande evento all’altezza di questa città.
Rinuncio con molta amarezza ma anche con la consapevolezza di essermi liberato da un peso, del resto troppi interessi politici vanno a intralciare un progetto che va molto aldilà delle smanie di qualche consigliere comunale e che avrebbe bisogno delle forze congiunte di tutta la città e della Comunità Europea. Non me la sento proprio di diventare strumento delle battaglie di partito, non fa parte delle mie aspirazioni e influirebbe negativamente sul mio entusiasmo e sulla mia concentrazione rispetto al lavoro che avrei dovuto e voluto svolgere insieme a Ferretti.
La musica ha un ruolo importantissimo nella vita delle persone e attraverso la musica si può raccontare il mondo più che con qualsiasi altro mezzo, Bologna 2000 è l’occasione per affermare definitivamente che la musica è Cultura, tutta la musica da quella classica, sacra, fino a quella popolare, che la musica eleva lo spirito delle persone, che la musica è il migliore specchio di una civiltà, che la musica è il più adatto luogo d’incontro per le culture diverse e che la musica è la via verso la costruzione dell’Europa delle persone e non solo delle monete. Auguro buon lavoro a chi si occuperà di Bologna 2000».
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