L'ex leader dei Lunapop torna in tour. Per l'occasione, Rockol l'ha incontrato, per farsi raccontare passato, presente e futuro...

Il ritorno di Cesare Cremonini si completa. Dopo “Bagus”, l’album, l’ex leader dei Lunapop torna sul palco con un tour che inizia oggi, 15 maggio, da Milano. Due lunghi anni di assenza dalle scene live, ci spiega Cesare, che sono stati molto faticosi. Ecco una lunga chiacchierata con Rockol in cui Cesare rivisita passato, presente e futuro della sua carriera.

Da quanto tempo non ti esibivi dal vivo e quanto ti è pesata l’assenza dal palcoscenico?
Qualche giorno fa, in uno studio televisivo, abbiamo riprovato per la prima volta l’estrema gioia di esibirci dal vivo. E’ stato uno dei momenti più felici della mia vita. Questi due anni di assenza sono stati molto faticosi e duri, e ti assicuro che questa esperienza mi renderà molto più maturo di prima.
Il dato importante è che la nuova band ha dimostrato un affiatamento ed un livello tecnico nettamente superiore al passato. Ciò che mi riempie di gioia è avere un gruppo con cui esibirmi; il mio vero dramma è stato sentire che la mia strada andava verso una carriera solistica che non volevo, e tuttora non voglio.

Questo tour si scontrerà con un dubbio sorto anche per la pubblicazione di “Bagus”: qual è il tuo pubblico oggi, quale sarà il pubblico che verrà a sentire i tuoi concerti?
Sicuramente dopo la pubblicazione del nuovo album e di tre singoli il nostro pubblico ha iniziato a definirsi. Per ora il nostro seguito è composto, e confesso che la cosa mi fa alquanto ridere, da una parte di giovanissimi che si fa influenzare dal nostro carisma e dalle nostre canzoni, da una parte di miei coetanei che si riconoscono nel nostro stile musicale e che ammirano ciò che facciamo, da una parte di adulti che si sono avvicinati recentemente alla nostra produzione proprio grazie all’ultimo album, e da una grossa fetta di persone che sono nostri grandi estimatori, ma non lo ammettono nemmeno con loro stessi, e che verranno ai nostri concerti... “in anonimato”.

Quanto sei consapevole di aver raccolto la stima di un pubblico più adulto?
Il mio contatto con il pubblico adulto viene dal mio produttore Walter Mameli, senza di lui avrei dei paraocchi tipici della mia generazione. Ho avuto la fortuna di avere al mio fianco una persona che ha smorzato alcuni miei atteggiamenti e preconcetti, e che mi ha fatto capire che sono i più adulti ad apprezzarmi maggiormente, rispetto ai giovanissimi più legati alle mode del momento.

Quanto ti ha gratificato o imbarazzato sapere che De Gregori ha elogiato pubblicamente “Vieni a vedere perché”?
E’ stato un sogno: vorrei stringergli la mano ma, purtroppo, non ho ancora avuto l’occasione di farlo. Molte altre persone mi fanno i complimenti per quella canzone. Se qualcuno mi ferma e mi dice che in “Vieni a vedere perché” si riconosce, e se ne sente toccato anche se ha vent’anni più di me, mi convinco ancora una volta che il pubblico adulto ha molto più giudizio.
Attualmente sto rileggendo un libro su Lucio Battisti che si intitola “Battisti talk”, che mi ha spinto a comprare tutta la sua discografia. In una delle interviste di questo libro Battisti dice una cosa banale, ma molto importante per un artista: “E’ molto meglio affrontare un periodo discografico duro con un buon disco che con uno brutto”. Questo perché un buon disco serve per il tuo futuro, e alla mia età sarebbe stupido abbattersi quando le cose non vanno bene o il pubblico ha dei pregiudizi nei miei confronti.

La sensazione dall’esterno è che “Bagus” sia stato trattato dalla casa discografica in maniera un po’ troppo “tradizionale”, come un disco che avrebbe dovuto vendere subito molto, e non – come secondo me avrebbe dovuto – come il potenziale long seller che è...
La casa discografica non è un nostro nemico. Io non voglio fare lo sbaglio che fanno molti miei colleghi: sono orgoglioso di essere stato scelto e penso che i miei discografici credano nelle mie potenzialità. Hanno deciso di darci piena libertà sulla selezione dei singoli, e per me è divertente vederli patire le nostre scelte. Vendere un milione di copie del primo disco ci ha concesso molta libertà di azione.
Qualche giorno fa ho ricevuto una lettera da un ragazzo che mi definiva “un pupazzo manovrato dalla casa discografica” e rispondendogli gli ho spiegato di quanto io, invece, mi senta veramente libero di esprimermi. Se c’è qualcuno che insieme a me è responsabile delle mie scelte è Walter che mi consiglia, e non la multinazionale che pubblica i miei dischi.
Venendo a contatto con il mondo della discografia ciò che mi ha veramente stupito sono le riunioni a cui ho dovuto partecipare (e a cui parteciperò sempre meno), ed è stato scoprire che i discografici vogliono venire ad ascoltare il disco in studio (e magari si mettono pure a ballare).

Trovo interessante che dopo un periodo di curiosità iniziale tu abbia deciso di non continuare ad apparire in programmi televisivi, in spot pubblicitari o in film…
Ho fatto una bella indigestione; alcune esperienze sono andate bene, altre male, ma l’esperienza cinematografica la ripeterei immediatamente. Io, ultimamente, tento molto di “spingere” sul lato musicale della mia vita, perché mi manca un po’ e la voglio riconquistare, ma Walter spesso mi fa notare che in questo modo spreco altre mie qualità. Se dovessi scegliere io, avrei paura di ricadere nell’errore di essere visto come quello che vuole apparire ovunque. In futuro vorrei raggiungere un equilibrio che mi permetta di fare quello che voglio.
Walter Mameli: Al tempo volevamo trovare una strada alternativa alle radio, per far conoscere altri brani di valore dell’album che non avevamo ancora sfruttato. Quando facemmo lo spot della Tim ci interessava che la colonna sonora fosse “Vorrei” che ora è considerato un evergreen anche se non è mai stato pubblicato come singolo. Il film ci servì invece per due ragioni: una perché c’era un’altra canzone tratta da “…squerez?” (“Niente di più”) che volevamo far emergere, e c’era l’occasione di cimentarsi con la colonna sonora e aprirci così una nuova strada. Tempo fa abbiamo riascoltato le musiche scritte per l’occasione e ci siamo stupiti del risultato ottenuto.

Dopo “Gli uomini e le donne sono uguali”, un brano assai diverso dalla vostra produzione, “Vieni a vedere perché”, che ricordava un po’ quanto fatto in precedenza con i Lunapop, e “Padre madre”, che forse ha aiutato più a capire “Bagus” che a venderlo, su quale canzone cadrà la vostra scelta per il prossimo singolo?
“Padre madre” è stato scelto esattamente perché aiutava a percepire il nostro progetto come una vera opera. Inoltre ha dato una spinta anche alle vendite: infatti, dopo la sua pubblicazione “Bagus” è rientrato nella Top 30.
Il prossimo singolo sarà sicuramente una canzone che dovrà illustrare qualche altro aspetto del progetto “Bagus”. Abbiamo scelto “Latin lover” per questo motivo e anche per ragioni stagionali: preferiamo salire sui palchi estivi presentando un brano più melodico e ottimista. Pensiamo che “Latin lover” ci traghetterà per tutta l’estate fino alla pubblicazione di un quinto singolo, che sarà quello che farà calare lentamente il sipario su “Bagus”, anche se io continuerei la promozione fino al capodanno del 2004.

Immagino stiate già lavorando ai nuovi brani: che forma sta prendendo il vostro prossimo album?
Abbiamo una solida base di brani che si accumulano di volta in volta. Per “…squerez?” abbiamo scelto dodici canzoni tra venti possibili, mentre per “Bagus” ne avevamo una trentina pronte. E’ un bene che ci sia questa riserva, perché mi posso gestire senza avere la preoccupazione di dover praparare un album partendo da zero. Così nel prossimo album ci saranno brani che avranno la freschezza del tempo in cui non ero ancora famoso - ma che non risulteranno certamente vecchi - e nuove composizioni. I brani che sto scrivendo ora sono più maturi: non mi accontento più dell’immediatezza del testo e, per il prossimo disco, desidererei riuscire a scrivere brani con una costruzione più profonda, pur senza cadere nel cantautorato classico. Vorrei che il terzo album fosse la conferma che io e la mia band abbiamo la capacità di scrivere canzoni con forti capacità espressive, vorrei che fosse più bello del secondo e che fosse un altro “Greatest hits” delle canzoni della mia vita. Sicuramente non credo alla teoria secondo cui il terzo album sia il più difficile da realizzare, credo invece che sarà molto piacevole lavorarci. Non riesco mai ad accontentarmi e miro a fare un album migliore, non reputo che “Bagus” sia perfetto e tantomeno lo sarà il prossimo.

Se dovessi scegliere tra un disco live, una raccolta di b-side e rarità, un album di tributi e uno di canzoni natalizie, quale ti piacerebbe pubblicare?
Sono molto indeciso tra un disco dal vivo e quello di rarità. Quello che mi attira di meno è il disco tributo, forse perché sono un giovane presuntuoso e molto egocentrico. Credo che ora mi piacerebbe di più lavorare ad un album di b-side perché sono molto interessato al lato creativo del mio lavoro. Magari potremmo pubblicarlo nella pausa tra il terzo e quarto album. D’altronde da quanto tempo non si pubblica in Italia un disco di rarità?

Prova a dirmi sei titoli per un ipotetico EP in cui altrettanti artisti italiani reinterpretano le canzoni dei Lunapop e di Cesare Cremonini.
Cesare Cremonini: Farei cantare a Vasco Rossi “Niente di più”, a De Gregori darei “Vieni a vedere perché”, anche se non so se appartenga al suo stile. Poi farei interpretare a Carmen Consoli “La cameriera dei giorni più belli” e a Mina “Mille galassie”. A Gianluca Grignani proporrei di reinterpretare “Silvia stai dormendo” e a Bugo chiederei di riarrangiare la “Ghost track”.
Walter Mameli: Facciamo cantare “Vorrei” a Gigi D’Alessio?
Cesare Cremonini: A Max Pezzali facciamo interpretare “Qualcosa di grande” e ai Tiromancino “50 Special”. “Gli uomini e le donne sono uguali” la darei a Jovanotti e “Padre madre” la facciamo fare a… Forse Ligabue, ma a Bennato non facciamo cantare niente?

(Franco Zanetti)

Altre interviste

Claudio Baglioni - Un nuovo disco , un nuovo giro di concerti negli stadi: il ritorno in grande stile del cantautore romano... (12/05/2003)

Marilyn Manson - Non è il caso di avere paura del 'Reverendo': ecco perché.... (08/05/2003)

Blur - Damon Albarn, Dave Rowntree e Alex James presentano 'Think tank'. E di Graham Coxon dicono che... (05/05/2003)

Martin Gore - La mente creativa dei Depeche Mode pubblica un album di cover, 'Counterfeit 2'. E racconta che... (29/04/2003)

Ian McCulloch - Il (poco) modesto leader di Echo & the Bunnymen torna con un nuovo disco solista, 'Slideling'... (22/04/2003)

© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.