Questa cantautrice rock arriva dal cuore dell'Irlanda ed ha appena pubblicato un disco d'esordio soprendente. Scoprite chi è...

Può fulminarti con uno sguardo oppure con una canzone. Forte lo è sul serio, quest’ex ragazzina di provincia venuta su con la chitarra in mano, che nel cuore della verde Irlanda un giorno più piovoso di altri ha deciso di provarci davvero. E di mollare l’università di Dublino (cui era iscritta e dove non studiava) per mettersi a far musica la notte, “per rendere il buio un po’ meno freddo”. Tutta intrisa di poesia e buona volontà Gemma ha deciso, un giorno, che valeva la pena di ammazzarsi di fatica in una tintoria per seguire quella voce “che ti nasce dentro e fingi di ignorare fin quando non capisci che non puoi più fare a meno di ascoltarla”.

Quindi questa voce a un certo punto ti ha detto: vai.
Sì, e io sono partita. Sul serio. Per me la musica è sempre stata come un viaggio, uno spostamento di energie dal luogo A al luogo B. Mi viene in mente quest’immagine ogni volta che ascolto una canzone, ogni volta che ne scrivo una, ogni volta che canto e suono. E’ un viaggio fantastico che vale più di ogni altra cosa.
Si spera che per chi ascolta sia lo stesso.
Mi auguro di sì, e del resto le occasioni che ho di suonare dal vivo me lo confermano. Sono contenta di aver fatto quest’album. Ora sogno di scriverne altri dieci, e di pubblicarli tutti.

Come una grande cantautrice: anche se ti dà fastidio essere paragonata alle dee del rock.
Non vorrei che mi prendessero per presuntuosa: io le stimo, e in alcuni casi dico “magari avessi scritto io quella canzone”. Ma tra me e loro ci sono anni luce, in tutti i sensi. Questa generalizzazione del resto è tipica: basta che tu sia donna e automaticamente sei uguale a tutte le altre donne.

Okay, allora non la useremo. Ho letto sulla tua biografia che quand’eri piccola sognavi di fuggire da Ballyporeen, il paesino in cui sei nata e in cui - a quanto pare - non c’era niente da fare.
(Ride): non so perché quelli che ti scrivono le biografie debbano esagerare. In realtà a Ballyporeen si sta bene: diciamo che non è il posto ideale per cercare di pubblicare un disco.

Ma è vero che hai detto che l’unica cosa che conta per te nella vita è la musica?
Sì, nel senso che non riesco a immaginare una vita senza musica. No, nel senso che so benissimo che ci sono cose altrettanto importanti.

Per esempio?
Per esempio l’amore e il rispetto per le altre persone. La felicità.

Sembra una frase da romanzo rosa.
Sono una donna di grandi pretese e dico frasi un po’ scontate sperando che non suonino tali. E’ che ci credo veramente.

Ma tu ami? sei amata? Ti senti felice?
A tratti. Dipende. Spesso è più un desiderio che una condizione effettiva. Mi è capitato di volere pazzamente una persona e poi di averla, e di provare una strana sensazione, come se qualcosa non fosse a posto. Del tipo: “okay, ho tutto quello che volevo. E allora perché non sono contenta?”

Perché hai dato questo titolo all’album? Sembra un po’ triste.
Al contrario, per me la notte è un momento di magia. Il momento in cui la gente, me compresa, dice sul serio quello che pensa, e sopratutto sogna. Ho scritto la maggior parte delle canzoni dell’album a notte fonda. Ogni volta che provo a comporre una canzone di giorno c’è sempre qualcosa che non torna, che manca. Di notte tutto funziona meglio.

Cosa ti aspetti dal futuro? Vuoi diventare una star?
Ora come ora ti dico di no, e spero di mantenere la parola. Il music-biz mi sembra pericoloso e non mi assomiglia. A me piace spostarmi, faticare, sentirmi stanca alla fine di una giornata. Del lavoro ad alti livelli apprezzo la qualità e la professionalità, però.

In che senso?
Non posso certo venirti a raccontare che avrei preferito registrare l’album assieme all’ultimo degli scalzacani. Lavorare con Dave Fridmann, avendo alle spalle una casa discografica importante, mi ha permesso di portare il mio lavoro a una qualità ottima. Da un certo punto di vista, s’intende.

Qual è l’altro punto di vista?
Come in tutte le cose che fai per mestiere, il rischio è quello di perdere in spontaneità. Ecco, spero di non dimenticare mai che per me la musica è soprattutto una grande passione. In fondo non chiedo altro alla vita.


(Paola Maraone)

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