Inserito a Sanremo tra i giovani, anche se per storia e statura artistica avrebbe potuto aspirare anche alla categoria superiore, Francesco Renga è stato intervistato da Rockol in occasione della sua esibizione sul palco dell’Ariston.Un passato con i Timoria, un presente che riparte dal pezzo sanremese, “Raccontami…”, che andrà ad aggiungersi al suo primo omonimo album solista, uscito lo scorso anno.
Partiamo proprio da Sanremo, com’è nata l’idea di questa partecipazione?
Era già nell’aria dall’anno scorso, ma per motivi ‘burocratici’ non è stato possibile metterla in atto. Quest’anno, mentre stavo per entrare in fase di realizzazione dell’album nuovo, la mia casa discografica, la Universal, mi ha riproposto la partecipazione al Festival. A me Sanremo serve soprattutto come opportunità per avere quella visibilità che in certe occasioni è mancata al mio lavoro solista; ragion per cui ho accettato di buon grado di essere qua. Confido che il brano possa piacere: la canzone, insieme con due inediti, farà parte della ristampa dell’album che uscirà subito dopo Sanremo. “Raccontami” dà un’idea di quella che sarà la mia produzione futura, la mia nuova direzione artistica; un cammino sicuro, più maturo, sicuramente diverso da quello che era stato finora.
Con questo brano hai cambiato direzione verso una dimensione diversa, più ‘arrangiata’…
Sì, è una canzone che, soprattutto a livello di testo, si presenta in maniera diversa dal resto della produzione. Ho cercato di essere più diretto, senza cercare di criptare nulla, di arrivare direttamente alle persone che ascoltano la mia musica. Come scrittura e soprattutto come arrangiamento c’è una ricerca diversa, sicuramente in una direzione più matura; Una ricerca che prende spunto anche da quello che è il mio background, per arrivare dove non so ancora bene neanch’io...
Questo in realtà per te è un ritorno a Sanremo...
Dieci anni fa coi Timoria, nel ’91, partecipai al Festival con “L’uomo che ride”. Vincemmo il premio della critica, che tra l’altro è stato istituito proprio quell’anno, per quanto riguarda le nuove proposte…
Sei collocato tra i giovani. E’ un po’ strana questa tua collocazione, vista la tua lunga carriera….
In realtà la cosa è abbastanza divertente …io non avrei potuto comunque partecipare tra i Big perché per questioni di regolamento… Ci è voluta un po’ di umiltà, ma questa devo dire che non mi manca, quindi sono contento. Poi non vivo in maniera così spasmodica la competizione, la vedo più come l’occasione per farmi vedere, per fare una buona figura con una canzone in cui credo molto.
Cosa ti ricordi della tua prima partecipazione sanremese?
Non mi ricordo molto. L’ho vissuta con molta inconsapevolezza. Eravamo molto giovani, è stata soprattutto una passeggiata. Una sorta di gita, un divertimento... I Timoria, allora, erano una band di ragazzini che non capiva ciò che gli stava succedendo…
Dopo Sanremo, ripubblicherai il tuo disco d’esordio solista con altri due inediti…
Il primo altro inedito è “L’ultima poesia”, che fa parte delle nuove canzoni che stavo scrivendo in questo periodo. Il secondo è una chicca: “Impressioni di settembre” della PFM, suonata pianoforte e voce a Flavio Bremoli.
“Impressioni di settembre” è una canzone strepitosa, senza tempo, bellissima, che mi piace cantare e che già presentavo durante il live. Ho deciso così di fare questa regalo a me stesso perché mi piace cantarla, e di fare un omaggio a una grande band da cui non si può prescindere.
Pensi già al nuovo disco, sai già quello che succederà nel futuro prossimo?
Decisamente sì; conclusa l’operazione Sanremo, esplicate le dovute formalità promozionali (che spero che siano tante e fruttuose) cercherò soprattutto di concentrarmi sul prossimo lavoro; “Francesco Renga” è stato scritto ormai due anni e mezzo fa. Ne vado tuttora molto fiero, ma ora sono un’altra persona. La nuova produzione sarà pronta, credo, nei primi mesi del 2002.
(Gianni Sibilla)