L’inventore del 'gangsta rap' parla di Internet a ruota libera ...

L’inventore del “gangsta rap” è un comunicatore naturale. La sua carriera oscilla tra musica e cinema, anche perché Ice-T è un businessman nato. Non ha freni, la sua è la lingua più sciolta della scena musicale: si presenta con un’aura di violenza, si fa precedere da testi e immagini che sono mazzate alle ginocchia ma, dal vivo, ti colpisce con l’ironia caustica del ghetto, la sua seconda pelle. Lo abbiamo incontrato a Los Angeles durante una convention sul futuro della distribuzione digitale della musica (DDMI): quello che segue è il resoconto del suo intervento e del suo incontro con i media. Ne leggerete delle belle tra cui una predizione su Napster che nel frattempo si è praticamente avverata...

Cosa rimane dell'esperienza con Atomic Pop [L’etichetta online recentemente chiusa per fallimento, con cui Ice T aveva un contratto per un album da distribuire esclusivamente via web – N.d.r.]?
Quel rapporto è nato perché Atomic Pop mi incuriosiva, aveva la tecnologia e poteva offrire un link al mio ‘store’. Volevo provare, fare un po’ il “Guinea pig’; non sono mai stato interessato a parlare di Internet, volevo “fare” Internet, e me ne hanno dato l’occasione. Comunque, alla fine resto sereno e tranquillo: il contratto durava solo un album, resto libero di continuare a fare da solo, o riaggregarmi a una major, o continuare a sperimentare online, o tutte e due le cose… In realtà, Atomic Pop è finita male perché oggi mancano le condizioni perché i fans si trasformino in veri clienti online.

Cosa significa? ?
Beh, affrontiamo la realtà: quelli che oggi si trastullano con Napster sono dei “borderline genius”, non sono certamente persone medie, non assomigliano di sicuro al ragazzo della porta accanto. Non sono né la mia né la tua ragazza. C’è bisogno di troppa competenza per maneggiare questa roba. “Ora che hai scaricato il tuo file MP3, ti basta connettere il tuo PC a quest’altro apparecchio e masterizzarti un CD usando quella macchina e…”. Ma chi c**** ha voglia di tutto questo casino? Masterizzarmi un CD? Connettermi qua e là? Io voglio roba semplice, che funzioni in maniera immediata.

Sei uno degli artisti più attivi su Internet: cosa hai imparato sulla rete e sui fans in rete?
Ho imparato che la gente è ancora scettica sui download a pagamento, non gli piace pagare via Internet un file digitale. Adora ascoltare, vedere e, quando la musica gli piace, va in negozio e si compra il CD. Perché è ancora tutto troppo macchinoso per l’uomo della strada. Ma c’è bisogno che lo dica io? Leggi i giornali, guarda cosa succede alle azioni delle aziende musicali su Internet. Ehi, e poi si lamentano della “violenza gratuita”. Volete una buona ragione per giustificare della violenza incontrollabile sulle strade? Andate a vedere sul mio conto che fine sta facendo il mio investimento su MP3.com!

Continua a dominare il CD, allora?
Non posso credere che il CD sia la frontiera tecnologica definitiva. E’ stupido, sappiamo che non può essere così. Le major sanno che è una fregatura, ma insistono, perché gli conviene. Dico una cosa: la rivoluzione digitale non succederà fino a che l’hardware non si metterà in pari con il software. La vera rivoluzone arriverà con l’autoradio MP3. La gente vuole ascoltare musica in macchina. Quando mi danno un demo, io lo ascolto nella mia auto. “Masterizzare un CD”? “Connettere”? “Salvare”? Ma con chi c**** credono di avere a che fare, non lo vedono che sono un rapper negro? La gente vuole prendere un MP3 e metterlo dentro a un lettore in un secondo, punto e basta. E facilmente! Ma l’MP3 deve essere qualcosa di meglio del CD, non inferiore, altrimenti perché lasciare uno per l’altro? Che me ne faccio di 90 minuti di musica? Io voglio 4-5 ore consecutive, da ribaltare e mescolare come voglio io. Nella mia auto!

Parlavi delle aziende musicali in Internet, Come MP3.com e Napster…
Tutti sanno che quello che le major vogliono veramente è la [loro] tecnologia, anche se in pubblico la demonizzano. E allora cosa fanno per prendersela? Fanno i gangster. Non vuoi darmela? E io ti faccio causa, ti rovino e me la prendo lo stesso. E’ come succede per strada: ti si avvicina un tipo che ti fa: ‘Vendimi la tua macchina’. E tu: ‘No, non te la vendo’. ‘Perché?’. ‘Non mi servono i tuoi soldi’. ‘Ah no? E io ti brucio la tua casa del c****. Così poi ti serviranno i miei soldi.’”. Vuoi la verità? Napster diventerà il ‘sistema di file sharing legale’ (imita un accento snob - N.d.r.) di Sony, o di qualcuno di quelli.

Mica solo le major se la sono presa con Napster, però: Metallica E Dr. Dre, per esempio, hanno fatto causa…

Ma sai qual è la cosa veramente strana? Te lo dico io: Metallica e Dr. Dre hanno lo stesso avvocato. Non lo sapeva nessuno? Incredibile, vero? Ma quale causa, quello nemmeno sapeva cosa significa ‘Napster’… Me la vedo la scena: “Ehi, Dre, come va? Senti qui: facciamo causa a questi tizi, so che riusciremo a fregargli un bel po’ di soldi…”. “Soldi? Sicuro, amico, facciamogli causa. A chi..?”. A me Napster fa venire in mente la banca: un posto solo dove mettere tutti i valori della gente. Invece dei soldi, i file. Quando inventarono la banca, pareva una bella invenzione: date a noi tutti i vostri soldi, messi insieme faranno una fortuna e così potremo investirli e farvene guadagnare altri. Fantastico! Ma è proprio fantastico! Ma, un momento: quei bastardi non vorranno fregarmi?! Ed ecco “il tema della sicurezza”. Ma ti dico una cosa, amico: hanno inventato prima la banca e poi la cassaforte. La cassaforte gli è venuta in mente dopo la prima rapina in banca.

Ma insomma, con Internet a che punto siamo?
Internet è mostruosa, ti permette di fare cose inaudite. Io dal mio ufficio intrattengo relazioni con 60.000 fans. Prima di Internet potevamo al massimo scrivergli e mandargli qualcosa due volte all’anno, ora li aggiorniamo e rispondiamo ogni settimana. Conosco i miei fans, posso raggiungerli direttamente, so quello che vogliono da me. L’idea di Atomic Pop non era sbagliata, ma le cose sono andate male perché l’hardware non era ancora pronto. Ma la situazione evolverà. Oggi siamo sul binario giusto, ma sul treno sbagliato.

Al consumatore di musica interessa molto la questione della qualità degli MP3, secondo te?
Non gliene frega un c****. Ehi, voglio dire, lo so che là fuori ci sono certi pazzi maniaci che rielaborano le cose che noi abbiamo fatto in studio per farle suonare meglio – ma ti rendi conto? Vogliono migliorare il prodotto che abbiamo realizzato in uno studio professionale, e ce la fanno! Però per la gente normale il CD e l’MP3 suonano più o meno uguali. Il consumatore vuole facilità e velocità, vuole qualcosa di migliore di quello che aveva prima, non di peggiore. Per me, se non si sente sotto il fruscio di fondo e non cigola, allora suona bene.

Ma è vero che tutti gli utenti 'rubano' in rete?
E’ la natura dell’uomo, amico. Siamo corrotti dentro, siamo portati a rubare. “E’ gratis, me lo prendo subito!”. Ma ti dico una cosa: non credo che i fans pensino di defraudare gli artisti, loro pensano di fregare le major, e questo li rende felici.

Che ne pensi della Internet radio?
E’ clamorosa, è mille volte meglio della radio tradizionale, è il futuro. Ha molti più canali, puoi personalizzarla, è incensurata…

Oggi Internet rende più facile diventare famosi nella musica?
No, assolutamente no. Ai miei tempi era più facile: ho venduto un milione di dischi senza avere un video in promozione. Oggi devi fare un video da un milione di dollari per emergere. E Internet non aiuta, perché la folla è aumentata e diventa più difficile farsi notare. Certo, rende più facile fare le cose, perché la tecnologia è disponibile e costa poco. Tutti possono fare un disco, anche tua madre potrebbe, anzi dovrebbe! Ma le sarà difficile emergere.
(Giampiero Di Carlo)

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