Uno dei gruppi italiani più interessanti in circolazione...

Si chiamano C.O.D, sigla che per esteso suona come Crack Opening Displacement, e che, sintetizzando, indica il momento in cui un materiale metallico in trazione passa dalla crepa alla rottura totale. Un nome che esprime molto dello spirito della band trentina che ha iniziato a far parlare (bene) di sé grazie all'album "La velocità della luce", il loro primo lavoro uscito per una major. Impegnati in giro per l'Italia a suonare dal vivo, i quattro C.O.D hanno già in cantiere nuove canzoni e nel frattempo si trovano, divertiti, a osservare un mondo fatto di programmi televisivi in cui bisogna cantare in playback - e la cosa li mette in difficoltà perché si sentono goffi - e recitare nei videoclip. Abbiamo scambiato qualche battuta al proposito con Emanuele Lapiana, voce e chitarra nonché autore dei testi dei C.O.D.

Voi venite da Trento, patria, musicalmente parlando, di Daniele Groff e dei Rifiuti Solidi Urbani. Com'è fare musica in una città ai margini del circuito musicale italiano?
Trento è una città tranquilla, una città di provincia con i suoi pro e i suoi contro. E i contro sono che è fuori mano: così sono in pochi che ci vengono a suonare, anche perché per la musica non ci sono gli spazi. Se non sei una band che fa cover, le opportunità di esibirsi dal vivo sono davvero ridotte. Venendo da Trento, poi, abbiamo incontrato difficoltà anche a suonare fuori, perché, in un certo senso, non avevamo nessun passaporto musicale. E' per questo che abbiamo scelto la strada dei concorsi per gruppi emergenti.

E avete raccolto risultati lusinghieri, vincendo "Ritmi globali" nel 1997 e "Enzimi" nel 1998.
Sì, è grazie a questi risultati che abbiamo iniziato a farci conoscere, a essere apprezzati, cosa che ci ha portato dove siamo adesso. Partecipare a quei concorsi è stata una palestra importante: ci ha insegnato cosa vuol dire suonare dal vivo e trovarsi davanti a un pubblico.

Com'è avvenuto l'incontro con la Virgin?
Prima di "La velocità della luce" avevamo già realizzato alcune autoproduzioni e quando hanno iniziato ad arrivare le proposte delle case discografiche (ce ne sono arrivate tre insieme) abbiamo avuto la possibilità di contrattare e di scegliere la realtà che più si avvicinava a quello che cercavamo. La Virgin ci ha convinto perché sono stati quelli che ci hanno fatto capire di credere davvero nelle nostre potenzialità. Siamo riusciti a ottenere piena libertà, non solo sulla produzione del disco ma anche sui modi della promozione. A loro il disco piace e come noi hanno una visione del progetto C.O.D sul lungo periodo. Non si aspettavano certo che noi fossimo la band rivelazione che va in testa alle classifiche da un giorno all'altro.

Com'è nata la collaborazione con Luca Rossi degli Ustmamò che ha curato la produzione del vostro album?
Luca lo abbiamo conosciuto a Treviso, quando abbiamo vinto "Ritmi Globali". Lui era nella giuria. Ci siamo tenuti in contatto e gli abbiamo mandato qualche nostra canzone. Gli sono piaciute al punto che voleva produrci un album prima ancora di avere un contratto con una casa discografica. Nel frattempo è arrivata la proposta della Virgin - che è anche l'etichetta di Luca - e tutto è andato a posto.

Com'è stato lavorare con lui?
Abbiamo coinvolto Luca nella produzione del nostro album perché eravamo digiuni di elettronica e perché ci piacciono gli Ustmamò. Noi, come strumentazione, siamo una formazione classica, chitarra-basso-batteria, ma sentivamo di dover portare nel nostro lavoro un'esperienza del tutto opposta alla nostra. Il taglio dei pezzi, però, non è cambiato di molto: Luca ha collaborato con noi, piuttosto che imporci scelte di produzione dall'alto. E ' stato in sostanza il quinto elemento del gruppo.

Pensate di continuare questa collaborazione anche per il vostro prossimo lavoro?
Per il futuro ci piacerebbe essere più autonomi, perché vogliamo metterci alla prova come produttori di noi stessi. Personalmente sono dell'idea che spesso il produttore di nome, quello di facciata, sia sinonimo di mancanza di idee, una mancanza da coprire con gli arrangiamenti. Noi C.O.D, oggi come oggi, abbiamo talmente tante idee che il problema è caso mai quello di scremare. In questo periodo stiamo sviluppando i nuovi pezzi e continuiamo a trovare un sacco di stimoli. Lavorare da soli è il nostro obiettivo. Certo, se un giorno sentissimo l'esigenza di cambiare radicalmente il suono saremmo obbligati a cercare qualcuno con cui collaborare. C'è da dire che a me, poi, la produzione interessa come lavoro sulla musica. Sto ascoltando molti demo, me ne arrivano davvero tantissimi, e mi trovo a pensare a come potrei cambiare questo o dare una certa piega a quest'altro.

In "Nevicadere" omaggi i Joy Division e in "Le balene" citi i Marlene Kuntz, di cui riprendete certe durezze. Dei riferimenti musicali piuttosto vari...
A noi non interessa avere il suono all'ultima moda o quello che suona anni Ottanta. Se ci viene fuori una canzone che comunica qualcosa di bello, che ci fa appassionare, poco importa che cosa ricordi, se i Cure o i CSI. Certo, questo è un atteggiamento che sul mercato ci penalizza perché se fai un suono immediatamente riconoscibile è più facile venire piazzati. Ma il nostro obiettivo è quello di cercare un suono che è più difficile da cogliere subito ma che ci piacerebbe, tra quattro anni, che fosse riconosciuto come nostro. E' un'ottica di lungo periodo. Tu scrivi i testi dei C.O.D: la passione per la musica si accompagna a quella per la scrittura?
No, della scrittura in sé e per sé non mi importa molto: a me interessa la musica. Non a caso leggo poco, cose scritte da amici. Come scrittore di canzoni ho però un vero culto per Federico Fiumani, autore dei testi dei Diaframma. L'ho incontrato al concerto dei Velvet Underground un paio di anni fa: quando ho visto Fiumani accanto a me non sono più riuscito a seguire una nota. Lui è un personaggio difficile, a tratti indecifrabile ma scrive dei testi che sono pezzi di vita per nulla banali, al contrario, profondissimi. Scrive stupende canzoni d'amore, che è una cosa difficile, perché c'è sempre il rischio di essere ovvi. I suoi testi mi hanno letteralmente cambiato la prospettiva delle cose.

In "[email protected]" ma anche in "Giulio delle stelle" e in "Respirare (nonfunziona)" affronti il tema del cambiamento, del coraggio di rompere con certe consuetudini che non ci appartengono. Come si concilia questa energia con i momenti più cupi che si trovano nell'album?
"La velocità della luce" non è certo un concept album ma è vero che se dovessi identificare un tema dominante nelle dieci tracce del Cd direi che è quello del coraggio di prendere la propria vita in mano e cambiarla. E' vero che il disco a tratti è cupo ma non è mai rassegnato o triste. C'è tensione, sì, quella che si accompagna alle decisioni importanti, quelle che cambiano la vita.

Siete riusciti a realizzare l'obiettivo importante di un album che, come dite voi, è venuto proprio come volevate. Ora come vi sentite?
Abbiamo una voglia incredibile di lavorare ai nuovi pezzi. Ci sentiamo rigenerati. Per questo ci piace dire che la canzone che meglio esprime il momento attuale dei C.O.D è "Scolorina", una musica adatta da ascoltare al mattino, appena svegli perché dà l'impressione che tutto è a posto, che si può incominciare qualcosa di nuovo.

Altre interviste

Claudio Baglioni - Il viaggiatore è pronto a ripartire...con le sue canzoni (e lo sponsor, perché no?)... (13/03/2000)

AC/DC - A tu per tu con Angus Young!!! For those about to rock.... (10/03/2000)

Violent Femmes - Sono tornati, e il pubblico non li dimentica: questione di stile.... (06/03/2000)

Avion Travel - Dopo il Festival, un album di successi...le parole degli Avion anche in Real Audio. (02/03/2000)

Henry Rollins - Ancora rock, ancora potente, ancora Henry Rollins... (29/02/2000)

© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.