Sempre più attivo all’interno del panorama musicale contemporaneo, Howie B, dopo essere stato il DJ di fiducia degli U2 per il Pop Mart Tour, ha collaborato con Sly & Robbie, Robbie Robertson, Ry Cooder. Non solo. Ha finito di incidere la colonna sonora del nuovo film di Wenders di remixare Steve Reich e gestisce una delle label indipendenti inglesi più interessanti del momento (la Pussyfoot). In mezzo a tutte queste attività ha trovato anche il tempo di registrare il suo terzo disco, "Snatch", un album intimista, un album sperimentale, un album che apre, come piace dire a Howie B stesso, nuove porte a sé stesso e a chi ha piacere di seguire le evoluzioni sonore di questo artista. Nei dischi precedenti hai sempre usato, come tu stesso mi confidasti nell’ultima intervista, un anno fa, frasi che ti aveva detto la tua bambina, Chilli. Nel primo era "Music for babies", nel secondo "Turn the dark off". Questa volta però, vista la natura del titolo e del suo significato, penso che abbia più attinenza con il suono di Howie B e con la natura stessa di questo suono, frammentario, snatchy, appunto….. Sbaglio o no?
"Oh, no. E’ proprio come pensi tu. Questa volta ho scelto io il titolo, senza l’aiuto di mia figlia. Mi piace un sacco la parola "snatch". Il suono che fa mi piace e non posso credere che nessuno prima d’oggi l’abbia mai usata per il titolo di un album o di un brano. Eppure, oggi più che mai questa parola assume un significato particolare perché la musica, i musicisti, soprattutto i musicisti che hanno a che fare con l’hip hop come me, hanno imparato ad essere più onesti e ammettere che ciò che fanno è influenzato da diversi tipi di musica, da altri artisti. E’ qualcosa che ha a che fare con l’egocentrismo degli artisti. Per me però è tempo di mettere da parte l’ego e dire; okay, la mia musica è il risultato di frammenti, di ritmi e suoni, di quadri o film che una volta furono di qualcun altro e che oggi, filtrati dalla mia sensibilità, sono diventati miei, parte di Howie B, parte di "Snatch".
"Snatch" però, per la sua natura "intimistica", mi sembra, molto più di "Music for babies", un lavoro basato su quella sensibilità di cui parli. Frammenti di emozioni che fluttuano nei tuoi brani…
"Snatch" è stato un disco molto difficile da portare a termine. Stressante, soprattutto dal punto di vista emozionale, perché quando mi sono interrogato su ciò che ero, su come stavo, mi sono scoperto triste, infelice sia per la mia vita sentimentale che per quella lavorativa. E allora mi sono trovato di fronte a un bivio. Quello che potevo fare era o andare da uno psicanalista o chiudermi in studio e ritrovare me stesso, la mia felicità".
Quindi "Turn the dark off", mettere da parte i fallimenti della tua vita e seguire quello che aveva detto Chilli non è stato sufficiente…
"No, perché, come spesso succede a tutti noi, ci si prende poco sul serio. Quando ho iniziato "Turn the dark off" comunque era un periodo molto positivo, soprattutto dal punto di vista professionale (in pieno Pop Mart Tour con gli U2, n.d.r.). So che la realtà di Howie B, grande alchimista dello studio di registrazione, grande costruttore di loops e samples, è ancora vera. Sono capace di creare suoni originali che forse nessun altro sa fare. Ma nei mesi che hanno preceduto "Snatch" mi sono dimenticato di Howie B che vive, che prova emozioni. E’ uno sbaglio che ho pagato e le cui conseguenze sono visibili in questo nuovo album".
"Snatch" sembra diviso in due parti; la prima è particolarmente dark. Molto vicina alle produzioni di techno sperimentale tedesca, di gente come Porter Ricks, di etichette come Basic Channell o Harvest Records. Nella seconda invece c’è una maggiore evoluzione nei pezzi. E’ una sorta di crossover totale in cui si notano soprattutto due matrici; il jazz e l’ambient…
"Il disco dà questa impressione perché di fatto la prima parte, dal primo al quarto brano, è proprio una trasposizione totale del mio sentire. Molto intimista dunque. Molto oscura perché in me c’era confusione, tristezza, depressione. Questo quattro brani però mi hanno permesso di riprendere in mano le redini della mia vita, dire a me stesso; okay, la vita vale la pena di essere vissuta. Il resto dell’album è quindi la naturale progressione verso un mood più positivo. La prima parte di "Snatch" è il suono di Howie B in cerca di gioia mentre la seconda parte è Howie B che vive gioiosamente".
All’inizio hai parlato di riferimenti, di influenze che possono delineare i confini musicali di un disco o di un artista. Come definiresti questo album, e quali potrebbero essere i punti di riferimento in "Snatch"?
"Non hanno importanza i punti di riferimento. Ciò che è stato importante, durante le registrazioni di "Snatch", è la voglia, il desiderio di sperimentare. Forse per questo il disco fa pensare a Porter Ricks. Perché c’è lo stesso desiderio di spingere più in là la sperimentazione sulle oscillazioni sonore. In questo album mi sono spesso trovato a pensare quanto le casse di uno stereo siano inefficienti nel tradurre ciò che un artista suona. Perché trasferiscono energia elettrica in energia meccanica. Durante questo trasferimento l’energia elettrica originale si perde fra i fili elettrici prima di arrivare alle casse. In quasi tutti i brani di "Snatch" mi sono concentrato su questo aspetto, cercando di creare suoni che mantenessero, anche una volta arrivati alle casse, lo spirito originale. E’ questo ciò che muove "Snatch" dall’inizio alla fine; il bisogno di trovare suoni appropriati per esprimere me stesso. Perché per me un suono, non il groove, può essere abbastanza. Perché un suono può essere tutto, può sintetizzare un emozione molto più di una parola, di un ritornello, di una canzone intera. E alla fine, più che parlare di punti di riferimento preferirei dire che questo album è il frutto di una riscoperta di me stesso. E’ una porta aperta per chiunque voglia entrare. Non è importante ciò che ci trovi dentro, ma se hai voglia di entrarci, di scoprire anche tu qualcosa, qualche suono, qualche emozione, qualche cosa che non hai mai sentito prima, beh, allora avrai fatto qualcosa di intelligente".