Biografia

Todd Rundgren nasce a Filadelfia il 22 giugno del 1948 e cresce in una piccola cittadina della Pennsylvania, Upper Darby. Inizia a suonare la chitarra in un gruppo blues locale, i Woody’s Truck Stop, ma a metà anni ’60, folgorato dai Beatles e dalla British Invasion, cambia decisamente rotta: nascono i Nazz, una via di mezzo tra gli Who, gli Yardbirds e i Beach Boys condita da una buona dose di humour e di sfacciata energia adolescenziale. Il gruppo sforna un paio di successi, “Open my eyes” e “Hello it’s me”, ma si scioglie subito dopo avere completato il secondo album (un terzo, contenente scarti di quelle registrazioni, uscirà postumo). Insofferente alla formula pop beat del gruppo, Rundgren cerca altre strade e trova lavoro presso l’etichetta Bearsville di Albert Grossman, manager di Bob Dylan, affinando le sue doti di produttore e ingegnere del suono in sala di incisione. Durante le pause delle sedute di registrazione di “Stage fright”, terzo album della Band di Robbie Robertson, assembla nel 1970 il suo primo disco solista intitolato RUNT (dal soprannome affibbiatogli da Patti Smith). L’album paga omaggio alle sue principali fonti di ispirazione, Laura Nyro, gli Who e la stessa Band, ed è seguito poco dopo da un disco più maturo e personale composto prevalentemente da ballate pianistiche, RUNT. THE BALLAD OF TODD RUNDGREN. La popolarità arriva improvvisa nel 1972 con i singoli “I saw the light” e “Hello, it’s me” (rifacimento del vecchio brano dei Nazz) e il doppio album che li contiene, SOMETHING/ANYTHING?. opera caleidoscopica e multiforme tra pop, blue-eyed soul, proto-metal, garage e molto altro che per tre quarti produce, arrangia e suona completamente da solo. E’ nata una stella, ma il successivo A WIZARD, A TRUE STAR (56 minuti di durata su un solo Lp: un record assoluto, per l’epoca) spiazza ogni aspettativa concedendo spazio alle inclinazioni più psichedeliche e ai capricci più sperimentali del personaggio, sfoggiando le sue prime, pionieristiche esplorazioni sul terreno dell’elettronica e dei suoni sintetici (negli anni successivi Rundgren consoliderà la sua fama di mago dei computer e delle nuove tecnologie applicate alla musica). Contemporaneamente a quello che in molti definiscono un suicidio commerciale, firma la prima produzione importante con l’album di debutto delle New York Dolls: è il viatico a una fortunata carriera parallela che lo vede lavorare in studio a fianco di musicisti come Patti Smith, Tubes, Grand Funk Railroad, XTC, Hall & Oates e Meat Loaf, il cui “Bat out of hell” diventa uno dei dischi più venduti della storia del rock. Dal 1974, intanto, Rundgren alterna i dischi solisti a quelli di una band, Utopia, di stampo progressive e futuristico, che ottiene un crescente successo anche grazie a fortunate tournée americane. L’ultimo vero hit da classifica, però, arriva nel 1978 con “Can we still be friend”, ripresa anche da Rod Stewart e Robert Palmer. Nel frattempo, Rundgren si abbandona ad esperimenti sempre più bizzarri: FAITHFUL, del 1976, lo vede impegnato a ricreare copie di classici di Beatles, Beach Boys, Dylan, Hendrix e Yardbirds virtualmente indistinguibili dagli originali; nel 1985 A CAPPELLA tiene fede al suo titolo impiegando la sola voce dell’autore modificata elettronicamente per riprodurre il suono di vari strumenti; nel 1993 NO WORLD OVER si presenta come opera componibile a piacimento dell’ascoltatore purché attrezzato di particolari lettori cd interattivi (nel frattempo di Rundgren si sono occupati anche i giornali scandalistici, dopo che la presunta figlia Liv scopre che non è lui, ma Steven Tyler degli Aerosmith, il suo padre naturale). Seguono altre sperimentazioni (WITH A TWIST, nel ’97, rilegge vecchie pagine di repertorio in chiave di bossa nova elettronica), opere pionieristiche nel campo della videoarte e delle opere audiovisive, colonne sonore di musical e film (tra cui “Scemo più scemo”), pubblicazioni di videodischi, Cd interttativi ed enhanced e una lunga collana di album dal vivo, alcuni editi solo in Giappone e altri direttamente dal musicista attraverso una personale “Bootleg’s series”. Con PatroNet, nell’ormai lontano 1997, Rundgren è uno dei primi artisti ad utilizzare Internet per distribuire musica e interagire direttamente con il pubblico. Nel 2005 è in tour (anche in Italia) con Joe Jackson e il quartetto d’archi Ethel, l’anno dopo entra a far parte della nuova formazione dei New Cars al posto di Ric Ocasek e nel 2008 annuncia l’intenzione di produrre l’album di reunion delle New York Dolls superstiti, David Johansen e Sylvain Sylvain; intanto dà alle stampe un disco di puro metal rock da stadio, ARENA, e si presenta inopinatamente sul palco del Festival di Sanremo come ospite di Patty Pravo. Nel 2011 escono invece tre lavori: TODD RUNDGREN’S JOHNSON, ANYWHERE e (RE)PRODUCTION. Nel 2013 esce l'album STATE, seguito da GLOBAL e RUNDDANS (entrambi del 2015).
L'ultima uscita dell'artista è WHITE KNIGHT, del 2017. (21 feb 2018)