Biografia

Yusuf Islam è il nome adottato da Steven Demetre Georgiou (alias Cat Stevens) nel 1977 dopo la conversione alla religione islamica. Il suo ultimo disco con il vecchio nome d’arte esce l’anno successivo: segue un lunghissimo silenzio interrotto nel 1995 da THE LIFE OF THE LAST PROPHET, album di spoken word pubblicato dalla sua etichetta Mountain Of Light e a circolazione limitata. Molte emittenti radiofoniche, intanto, rifiutano di trasmettere le sue vecchie canzoni quando comincia a circolare notizia di un suo appoggio alla fatwah con cui l’ayatollah Khomeini condanna a morte per blasfermia lo scrittore Salman Rushdie, autore dei “Versi satanici”. Yusuf, noto per le prese di posizione pacifiste e nonviolente, ha negato di avere mai rilasciato simili dichiarazioni.
Dopo avere aperto a Londra due scuole dedicate allo studio ed essersi distinto in iniziative umanitarie, è tra i primi artisti a mobilitarsi quando scoppia la guerra dei Balcani pubblicando un album per beneficenza dedicato ai bambini di Sarajevo, I HAVE NO CANNONS THAT ROAR. Pubblica poi A IS FOR ALLAH, contenente una canzone scritta per la figlia e accompagnato da un libricino colorato di 70 pagine. Nel 2001 torna a esibirsi in concerto per ricordare le vittime degli attacchi dell’11 settembre, eseguendo il suo classico “Peace train”: è la prima uscita pubblica in molti anni. Nel 2004 duetta con Ronan Keating sulla sua “Father and son”, mentre l’anno dopo esce un live registrato durante la sua ultima tournée come Cat Stevens, intitolato MAJIKAT.
Dopo tali sporadiche apparizioni, Yusuf/Cat Stevens torna definitivamente sulle scene nel 2006 con un nuovo album, AN OTHER CUP, a cui seguono alcuni concerti e un dvd registrato dal vivo. Nel 2009 è la volta di ROADSINGER, a cui collaborano James Morrison e Michelle Branch: quattro canzoni contenute nel disco anticipano un musical, “Moonshadow”, da lungo tempo in gestazione. Il brano “Boots and sands”, inciso con la collaborazione di Paul McCartney e Dolly Parton e disponibile solo su Internet, racconta invece un famoso episodio di cronaca del 2004, quando Yusuf venne bloccato alle frontiere statunitensi e rispedito in Inghilterra in quanto persona indesiderata, accusata di nutrire simpatie per i terroristi islamici. Nel marzo 2011 pubblica in freeloading “My people”, ispirata alla cosiddetta primavera araba. Nel maggio 2012 “Moonshadow” debutta a Melbourne, Australia, per un modesto successo. Nel settembre 2013 viene messo in scena a Ginevra un altro suo spettacolo musicale, “2050: the future we want”, nato in collaborazione con Croce Verde e Peace Child International. Ospite in Italia di Sanremo 2014, negli Stati Uniti viene selezionato fra gli artisti che entreranno nella Rock And Roll Hall Of Fame in aprile. Alla fine dello stesso anno, TELL ’EM I’M GONE, inciso con la collaborazione di Richard Thompson, Charlie Musselwhite, Bonnie 'Prince' Billy, Tinariwen e il chitarrista Matt Sweeney. L'album è stato prodotto da Yusuf e Rick Rubin ed è stato mixato da Yusuf e Paul Samwell-Smith. Nell'estate del 2016 l'artista è impegnato in un tour americano, il secondo dal lontano 1978. Nel 2017 il ritorno alle origini: THE LAUGHING APPLE è il suo primo disco dal 1978 intestato a Cat Stevens e sono solo a Yusuf. Anche il repertorio è in parte vintage: canzoni nuove e soprattutto vecchi brani ricantati, risuonati e spogliati dagli arrangiamenti dell'epoca oggi considerati troppo carichi. (01 mar 2018)