Biografia

Jim McGuinn (Chicago, 13 luglio 1942), Gene Clark (Tipton, Missouri, 17 novembre 1941-24 maggio 1991) e David Crosby (Los Angeles, 14 agosto 1941) hanno già alle spalle diverse esperienze musicali quando, nel 1964, si incontrano in un celebre club di Los Angeles, il Troubadour, e decidono di formare un gruppo. Dopo aver inciso alcuni demo con il nome di Jet Set, pubblicano per la Elektra un singolo in puro stile Beatles, “Please let me love you”, sotto la sigla Beefeaters (nome suggerito dal discografico Jac Holzman , che spera così di cavalcare l’onda della imperante “British invasion”). Il 45 giri passa totalmente inosservato, ma intanto con l’arrivo del bassista/mandolinista bluegrass Chris Hillman e del batterista Michael Clarke i ribattezzati Byrds trovano un primo, stabile assetto. Messi sotto contratto dalla Columbia e affidati alla produzione artistica del giovane Terry Melcher (figlio di Doris Day), i cinque sono tuttavia ritenuti ancora troppo inesperti per la sala di incisione; a suonare la maggior parte degli strumenti sul singolo di debutto, “Mr. tambourine man”, è così un team di navigati turnisti. Il risultato è comunque deflagrante: la composizione firmata da Bob Dylan e rielaborata in uno scintillante arrangiamento elettrico getta le basi di un nuovo genere (il cosiddetto folk-rock), vende oltre un milione di copie e raggiunge contemporaneamente il numero uno nelle classifiche inglesi e americane. Anche l’album omonimo, con altre tre canzoni di Dylan in scaletta (tra cui il secondo singolo “All I want to do”), entra nella Top 10 su entrambe le sponde dell’Atlantico catapultando immediatamente i Byrds ai vertici dello star system. Merito della musica, delle celestiali armonie vocali e degli inconfondibili arpeggi delle chitarre Rickenbacker (uno stile inconfondibile, il loro, che in seguito andrà noto come “jingle jangle” influenzando generazioni di musicisti) ma anche dell’immagine “cool” del gruppo (i capelli lunghi a caschetto, gli occhialini rettangolari di McGuinn, i cappelli di Crosby). Per sfruttare l’improvvisa popolarità, pochi mesi dopo è pronto un secondo album, TURN!TURN!TURN!, lanciato dall’omonimo singolo che rielabora in chiave elettrica una ballata pacifista del folk singer Pete Seeger ricavata da alcuni versi del Vecchio Testamento (Libro dell’Ecclesiaste): il risultato è un altro numero uno nelle chart americane. In quei primi dischi, accanto alla scelta azzeccata delle cover, emerge il talento autorale di Gene Clark (“I’ll feel a whole lot better”, “Here without you”), la cui permanenza nel gruppo è tuttavia di breve durata: quando esce “Eight miles high”, un pezzo che reca ancora la sua firma e il suo contributo vocale e strumentale, il musicista del Missouri se n’è già andato. La canzone incorre nella censura di alcune stazioni radiofoniche per i suoi presunti riferimenti alla cultura della droga (inizialmente negati dal gruppo); diventerà tuttavia uno dei brani più celebri del repertorio e un classico della nascente psichedelia grazie anche alla originalità avventurosa (per i tempi) della concezione e realizzazione sonora. Sotto la guida decisa di McGuinn, che ha intanto deciso di farsi chiamare Roger in ottemperanza alle sue nuove convinzioni religiose, il gruppo mostra notevoli progressi musicali, ambizioni crescenti e aperture “sperimentali” in altri due album epocali, 5D (FIFTH DIMENSION) e YOUNGER THAN YESTERDAY, rinforzati da altri 45 giri di successo come “Mr. Spaceman” e “So you want to be a rock’n’roll star”, oltre che dall’ennesima cover dylaniana (“My back pages”). Cresce anche il ruolo compositivo di Crosby, che in titoli come “Renaissance fair” si mostra particolarmente sensibile agli ideali della “controcultura” psichedelica: le tensioni latenti con McGuinn sfociano tuttavia in un brusco divorzio quando il leader della band si oppone alla pubblicazione di “Triad”, una sua controversa composizione che ha per tema la libertà sessuale e che diventa un cavallo di battaglia per i Jefferson Airplane e poi per Crosby, Stills, Nash & Young. Un tentativo di coinvolgere nuovamente Gene Clark sortisce effetti poco duraturi e prima dell’uscita di THE NOTORIOUS BYRD BROTHERS anche il batterista Clarke abbandona lasciando McGuinn e Hillman da soli a completare le registrazioni. Dopo soli tre, tumultuosi anni per i Byrds sembra già arrivato il momento di un precoce tramonto; la coppia superstite reagisce ingaggiando il talentuoso Gram Parsons (ex International Submarine Band) e pubblicando SWEETHEART OF THE RODEO, un album apparentemente rètro che, accanto al solito Dylan, omaggia il folk antico di Woody Guthrie e il country&western di Merle Haggard. I fan sono sconcertati, il disco vende poco ma in seguito verrà pienamente rivalutato come una pietra miliare che apre la strada a un genere di enorme successo, il cosiddetto country rock. Parsons si rivela però un’arma a doppio taglio per McGuinn: convincendo Hillman a seguirlo per fondare i Flying Burrito Brothers, lo costringe a ripartire da zero in qualità di unico membro originale rimasto in organico. Sono gli ultimi mesi del 1968, e McGuinn chiama accanto a sé il virtuoso chitarrista Clarence White, il batterista Gene Parsons e il bassista John York. Con questo rinnovato organico incide DR BYRDS & MR. HYDE, che ottiene molto più successo in Inghilterra che negli Stati Uniti. Più che per l’album, comunque, il gruppo fa parlare di sé per la partecipazione alla colonna sonora del film “Easy rider”; nel successivo THE BALLAD OF EASY RIDER esordisce in formazione il nuovo bassista Skip Battin. La nuova line-up, la più stabile nella tormentata storia del gruppo, inciderà altri tre album prima che anche Gene Parsons se ne vada (per unirsi, pure lui, ai Flying Burrito Brothers) e che i cinque membri originali si rimettano temporaneamente insieme per una frettolosa e trascurabile reunion (con l’album BYRDS del gennaio 1973). L’ultimo concerto dei Byrds, con McGuinn, White, Hillman e Joe Lala (Manassas) alla batteria, ha luogo il 24 febbraio dello stesso anno al Capitol Theater di Passaic, New Jersey; negli anni a seguire la leggenda del gruppo continuerà tuttavia ad essere alimentata da ristampe, pubblicazioni di rarità e cofanetti come il recente THERE IS A SEASON, box contenente 4 cd e un dvd. (01 dic 2006)